SCENARIO/ L’ultima “trappola” di Berlusconi a Monti e Bersani

- int. Luciano Ghelfi

Dopo lo show che lo ha visto protagonista assoluto nello studio nemico di Michele Santoro, Silvio Berlusconi prosegue la propria campagna elettorale. L’analisi politica di LUCIANO GHELFI

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Mario Monti con Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Dopo lo show che lo ha visto protagonista assoluto nello studio “nemico” di Michele Santoro, Silvio Berlusconi prosegue la propria campagna elettorale. Il nuovo attacco viene rivolto a Mario Monti, la cui lista, a detta del Cavaliere, “non ha possibilità di diventare maggioranza. L’unica possibilità che ha è togliere voti ai moderati, cioè a noi, per poi offrirsi come ruota di scorta alla sinistra”. Infatti, aggiunge Berlusconi, “se Bersani avesse difficoltà con Vendola eccoli pronti a sostituirlo”. L’ex premier parla anche dell’ipotesi di vedere un giorno Monti al Quirinale: “Da come si é comportato e dai risultati del suo Governo”, il leader del Pdl non lo vedrebbe in alcun caso al Colle. “Devo dire – ha poi sottolineato – che il Monti che conoscevo io era un Monti finto rispetto alla realtà che é poi emersa”. La giornata politica di ieri, però, è iniziata ufficialmente alle 8 di mattina quando, davanti al Viminale, un centinaio di persone si è disposto in fila, dietro le transenne, in attesa di depositare i simboli delle liste elettorali in vista del voto del 24 e 25 febbraio. E anche lì le sorprese non sono mancate. Commentiamo l’attuale quadro politico insieme a Luciano Ghelfi, giornalista politico del Tg2.

Iniziamo dalle parole di Berlusconi: come vede l’ipotesi Colle per Mario Monti?

Politicamente è ormai chiaro che Berlusconi ha messo Monti nel mirino, anche e soprattutto perché rappresenta il suo diretto concorrente dal punto di vista elettorale. L’ex premier sta cercando adesso la sponda del Partito Democratico per stringere e schiacciare il centro: questa è la strategia che sta mettendo in atto, al punto da teorizzare che, in caso di mancanza di una maggioranza al Senato, si possa arrivare a un dialogo tra i due grandi partiti, tagliando quindi fuori lo schieramento di Monti.

Berlusconi ha poi detto: “Monti si è messo con una coppia, Fini e Casini, che è il peggio della vecchia politica. Si accorgerà, se non se ne è già accorto, di che personaggi siano e di che opportunismo siano dotati”. Cosa ne pensa?

Non credo che Fini e Casini possano essere considerati tanto “scomodi” per Monti, anche perché sono stati loro due a sponsorizzare fin dall’inizio questa operazione. Arrivati a questo punto, quindi, non hanno altre alternative e dovranno necessariamente fare fronte comune con Monti. Anche quest’ultimo, inoltre, credo che non abbia né intenzione né realisticamente le possibilità per intraprendere una corsa solitaria.

La lista Monti può effettivamente essere considerata “la ruota di scorta del Pd”?

E’ molto difficile capirlo in questo momento, tutto sarà più chiaro solo a spoglio avvenuto. L’ipotesi è però plausibile, anche perché abbiamo visto più di un segnale che fa pensare che Bersani e Monti possano collaborare nel caso di un risultato incerto. Tra l’altro lo stesso segretario del Pd è addirittura arrivato a dire che l’Italia ha bisogno di un governo al 51% che ragioni come se avesse il 49%, il che di fatto lascia aperta una porta a un’eventuale collaborazione con il centro.

C’è chi dice che ormai il bipolarismo di Berlusconi sia morto. Crede sia davvero così?

Può essere anche vero, ma nello studio televisivo di Santoro abbiamo assistito all’esatto contrario. Qualcuno, dopo quanto visto, dovrà probabilmente rifare i calcoli, visto che i sondaggisti parlano ora di un recupero di non meno di un punto percentuale dopo la puntata di Servizio Pubblico. Berlusconi è saldamente al secondo posto in tutti i sondaggi e quindi, male che possa andargli, si classificherà come capo dell’opposizione, e questo non è affatto poco. Il suo tentativo è proprio quello di far avvicinare sempre di più Bersani e Monti affinché vengano percepiti dall’elettorato come due facce della stessa medaglia e lui, invece, come unica e vera alternativa.   

Queste invece le parole di Vendola: “Solo il centrosinistra si candida a governare. Tutti gli altri schieramenti, da Monti e Berlusconi, si candidano a condizionare questa vittoria, ad azzopparla”. Nota un certo timore nelle dichiarazioni del leader di Sel?

Vendola vuole affermare una chiara presenza di sinistra e lo fa anche attraverso il manifesto presentato di recente che, non a caso, ha come slogan “Benvenuta sinistra”. E’ chiaro però che agitargli davanti agli occhi lo spauracchio del 2006, quindi dell’ingovernabilità di marca bertinottiana, significa in qualche modo tentare di ridurlo affinché non esageri con le richieste che potrebbero sbilanciare troppo a sinistra, anche davanti all’elettorato, la coalizione Italia Bene Comune.

All’affissione dei primi contrassegni elettorali al Viminale, sono subito comparse le prime liste civetta. Cosa ne pensa?

Sono solamente tentativi parassitari di lucrare sulle regole elettorali. Da quello che so della normativa, però, Beppe Grillo dovrebbe comunque dormire sonni tranquilli perché il suo è un simbolo consolidato e già utilizzato in altre elezioni, anche se di grado inferiore alle politiche. Non dovrebbe quindi esserci la possibilità che il simbolo del M5S venga concesso ad altre formazioni, mentre diverso è invece per Monti e Ingroia che, al contrario, non hanno mai presentato quel simbolo. C’è quindi da augurarsi una soluzione chiara e netta da parte delle strutture del Viminale, perché uno scippo del simbolo sarebbe un fatto gravissimo e inquietante che si presenta puntualmente ad ogni elezione.

A proposito di Grillo, invece, sembrava quasi poter prendere corpo un’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e la lista Rivoluzione civile di Ingroia…

Un’ipotesi a mio giudizio improbabile. Tra l’altro credo che il segnale rappresentato dalla candidatura del leader dei “dissidenti” grillini, Giovanni Favia, sia tutt’altro che di pace, quindi credo che alla fine non assisteremo a un collegamento di questo tipo.

Oltre a Berlusconi da Santoro, abbiamo visto anche Bersani da Vespa tornare a parlare di Imu. E’ questo il tema principe della campagna elettorale?

Questo aspetto è abbastanza surreale. Berlusconi ha deciso tempo fa che quello dell’Imu è l’argomento più incisivo per colpire l’opinione pubblica e ha quindi avviato un minuetto che ha di recente coinvolto anche Ingroia. Berlusconi, così facendo, è riuscito in qualche modo a segnare il tema chiave di questa campagna elettorale, vale a dire la pressione fiscale troppo elevata.

 

(Claudio Perlini)

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