BERLUSCONI/ Piuttosto che il centro, votate il Pd

- La Redazione

Quello del voto disperso, se dato ai partiti piccoli, è un vecchio cavallo di battaglia dell’ex premier. Che, in questa fase, si è arricchito di una stravagante variante

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Silvio Berlusconi - Infophoto

Quello del voto disperso, se dato ai partiti piccoli, è un vecchio cavallo di battaglia dell’ex premier. Che, in questa fase, si è arricchito di una stravagante variante. Berlusconi, infatti, intervistato da Canale Italia, rivolgendosi agli elettori, li ha invitati, laddove avessero intenzione di dare il loro voto al «centrino», di votare, piuttosto, direttamente il Partito Democratico. Berlusconi, quindi, ha lanciato un appello per non frazionare il proprio voto, ma di darlo ai grandi partiti, per conservare il bipolarismo che, secondo lui, sarebbe l’unica forma di democrazia compiuta cui i piccoli movimenti si oppongono da sempre. Poi, ha aggiunto che il voto dato al centro fa il gioco di Vendola e Bersani e che i moderati dovrebbero prendere consapevolezza di questo. Rispetto al contenuto del suo eventuale prossimo governo in caso di vittoria, ha promesso che abolirà l’Imu. Berlusconi, infatti, ha ricordato che per il suo partito la casa è sacra e l’abolizione dell’imposta relativa sarà una misura assunta dal primo Cdm della prossima legislatura. Le risorse per intervenire saranno recuperate intervenendo su giochi, scommesse, alcolici e tabacchi. L’operazione dovrebbe costare attorno ai 4 miliardi di euro. Rispetto all’operato del governo tecnico, poi, ha denunciato come la dottrina dell’austerità abbia, sin qui, fatto solamente danni, aumentando la disoccupazione e mettendo in crisi diversi settori, per non parlare del fattore psicologico, della paura che si è impadronita degli italiani. L’ex premier è tornato anche su un altro suo cavallo di battaglia, dicendosi convinto del fatto che il Paese non sia governabile. Qualunque esecutivo, infatti, non è nelle condizioni di poter agire, a causa dell’architetture istituzionale che non consente di decidere. Gran parte delle leggi varate dal suo precedente governo,ha infatti ricordato, sono state abrogate dalla Consulta. Una stoccata anche al capo dello Stato e ai suoi successori che «invece di dare un equilibrio, hanno mandato alla Corte costituzionale i propri amici». Berlusconi ha, inoltre, promesso che chi farà parte delle liste del suo partito dovrà impegnarsi a sottoscrivere un patto per ridurre, nella propria legislatura,  i parlamentare di almeno il 50%.

Infine, sottolineando come non appena la par condicio entrerà in vigore sarà dato ai piccoli partiti lo stesso spazio che ai grandi, ha anticipato che sta preparando un tour in Italia.



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