VISTO DA EMILIO/ Fede: nel Pdl, c’è qualcuno che si crede Renzi

- int. Emilio Fede

Secondo EMILIO FEDE, nel Pdl si è capito che un indebolimento di Berlusconi rappresenterebbe l’indebolimento, se non addirittura la definitiva scomparsa, di tutti

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foto: Infophoto

Pare che ci sia andato giù duro, Berlusconi, con i “governativi”. Durante l’incontro con gli eurodeputati del partito, si sarebbe lamentato della coltellata alla schiena ricevuta. Il giorno della fiducia in Senato, pensava che le dimissioni dei suoi ministri fossero reali. Scherzavano. Non sapeva neppure che in 23 erano pronti a lasciarlo. Per queste ragioni avrebbe deciso, all’ultimo, di votare il sostegno al governo Letta. Nello stesso incontro, ne avrebbe avuto però anche per i lealisti. In sostanza, si sarebbe chiesto come si sono permessi di chiedere un congresso. L’ex premier, peraltro, si sarebbe mostrato piuttosto amareggiato verso alcune pulsioni neocentriste. Facendo presente che, se qualcuno vuole andarsene, lui non può farci nulla. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Emilio Fede.

Cosa sta succedendo nel Pdl?

Guardi, va detto anzitutto che Berlusconi, sia che gli diano i domiciliari, sia che gli diano i servizi sociali, qualunque cosa accada, insomma, resterà alla guida del suo movimento.

Cosa ci dice dello scontro in atto nel partito?

Diciamo che noto un atteggiamento piuttosto pericoloso da parte di qualcuno. Qualcuno che, in realtà, si muove spinto quasi esclusivamente dall’esibizionismo; e che, per dirla tutta, vuol disintegrare, dividere e fare il Renzi della situazione.

Di chi parla?

Un nome e un cognome in mente, ce l’ho. Ma non lo dico. Quel che è certo è che questa storia di falchi, colombe e animali vari ha dato spunti più che altro all’informazione. Non nascondo, tuttavia, che in tanti anni che gli sono stato accanto, una baraonda del genere non mi è mai capitata, per fortuna, di vederla.

Che baraonda?

Consiglieri e consigliori vari, tutti convinti di essere la persona più vicina e ascoltata dal capo. Tutti destinati a tramontare.

I nomi.

Mi limito a dire che, probabilmente, i più ruffiani sono apparsi le colombe. Improvvisamente, hanno indetto una conferenza stampa per far presente che sono tornati tutti berlusconiani. E sa perché?

Lo dica.

Hanno capito perfettamente che se Berlusconi si indebolisce, si indeboliscono pure loro. Loro, come tutti gli altri, esistono, rappresentano una realtà politica importante, e meritano rispetto, certo. Ma esistono grazie a Berlusconi. Se finisce lui è finita per tutti.

 

Addirittura.

Faranno come tanti altri movimenti e partiti. Vivacchieranno. In questo momento lui sta facendo un gran lavoro di verifiche e tentativi di ricondurre tutto all’unità. Se lo lasciassero un po’ più stare, sarebbe meglio.

 

Ci dica dello scontro tra Fitto e Alfano.

Vedremo coma andrà a finire. Comunque, il segretario mica si decide così, con uno scontro tra i due.

 

In ogni caso, chi ha più chance di averla vinta?

Per il momento, tutto sommato Alfano. E’ pur sempre il numero due che è diventato un quasi numero uno.

 

Nel Pdl, ultimamente tutti tacciono. E’ stato imposto il silenziatore?

E’ ovvio. O, per meglio dire, c’è stato un caldo invito a smetterla di urlare e strepitare. Non serve a niente. 

 

(Paolo Nessi)

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