VOTO DI FIDUCIA/ Giovanardi (Pdl): con il nostro voto nasce il Ppe italiano

- int. Carlo Giovanardi

La notizia arriva nel primo pomeriggio di ieri ed è di quelle che cambiano il quadro politico: 40 senatori pronti a dare la fiducia a Enrico Letta. Parla CARLO GIOVANARDI (Pdl)

gianniletta_serioR439
Enrico Letta (Infophoto)

Carlo Giovanardi, senatore del Pdl, è il primo a uscire allo scoperto. La notizia arriva nel primo pomeriggio di ieri ed è di quelle che cambiano il quadro politico: 40 senatori del Popolo delle libertà sono pronti a dare la fiducia a Enrico Letta. L’esponente del Pdl lo conferma a SkyTg24: “siamo più di 40 senatori” pronti a sostenere Letta, “gli scissionisti sono i falchi”. Dunque era vero, la riunione di lunedì sera nella quale Berlusconi era risultato l’unica voce del Pdl (addio al governo Letta) non aveva risolto i problemi, semmai aveva solo nascosto le braci sotto la cenere. La spaccatura c’era, e si è approfondita con il passare delle ore. Alla fine lo stesso Alfano ha dato la linea al partito: si vota la fiducia.

Senatore Giovanardi, cos’è accaduto?
Non ha visto l’ultima dichiarazione di Angelino Alfano? Votiamo la fiducia.

Però Berlusconi nella riunione di ieri sera aveva detto conclusa l’esperienza del governo Letta.
È successa una cosa molto semplice: c’è stato un esercizio di democrazia. Quando Berlusconi ha detto: chiudiamo l’esperienza del Pdl e rifacciamo Forza Italia, io ho detto: scusate, ma chi come me in Forza Italia non c’è mai stato, cosa fa? Io ho aderito al Pdl, il Pdl fa parte del Ppe, e lì rimango. Se qualcuno vuole creare una nuova Forza Italia, lo faccia, noi abbiamo un gruppo del Pdl alla Camera e al Senato e lì stiamo.

È scissione?
Ma quale scissione. Semplicemente, chi non vuol più far parte del Pdl andrà a fare una cosa diversa. Sia chiaro: difendiamo Berlusconi contro la mascalzonata che gli si vuol fare in Giunta per le elezioni del Senato. Ma riteniamo che questo governo sia l’unico possibile, in questo momento, per fare la riforma elettorale e le quattro cose necessarie per uscire dal buio. Lo credono Alfano, Lupi, Quagliariello, Lorenzin, De Girolamo, Giovanardi, Sacconi, Formigoni e altri. Riteniamo che sia giusto e opportuno continuare questa esperienza di governo.

Non temete un’espulsione dal partito?
Guardi, forse non ci siamo capiti: è il segretario del partito che ha chiesto di votare la fiducia. Dovremmo essere espulsi perché facciamo quello che dice lui?

Una bella inversione di rotta. Una vittoria, dal vostro punto di vista.
Il paese ragionevole, che lavora e produce, laico e cattolico, si rende conto che la scelta di andare alle elezioni anticipate è sbagliata. Se le cose vanno come penso… Berlusconi è una persona intelligente, ha senso politico, ieri gli ho parlato a lungo, sulla decadenza ha ragione, ma penso e spero che prenderà atto della nostra scelta, dell’orientamento strategico che è emerso e che è quello di non mettere in crisi il governo.

Sta dicendo che sperate di avere Berlusconi con voi?

Ma certo. Io ieri sera gliel’ho detto: tu hai tutte le ragioni del mondo, devi andare in Senato e spiegare le tue ragioni. Dire che è stata violata la Costituzione, che sei stato assolto più volte in Cassazione per lo stesso fatto, che è una mascalzonata farti decadere da senatore per indegnità morale. Se però fai cadere il governo per questo, passi dalla parte del torto…

Lo vostra operazione si ispira al Ppe?
Ma il Pdl fa già parte del Ppe e dunque siamo sulle sue posizioni da sempre. Il Pdl è nato come costola del Partito popolare europeo.

Avete la “benedizione” di Angela Merkel, che ieri ha telefonato a Enrico Letta augurandosi la stabilità.
Non è un mistrero che la neonata Forza Italia, non facendo parte del Ppe, sarebbe un problema politico.

Si è parlato di una quarantina di senatori pronti a sostenere Letta, conferma?
Sì. Speriamo di convincere Berlusconi, che per le ragioni che dicevo prima non può non accettare questa linea. Tutto questo, sia chiaro, non vuol dire che non siamo alternativi al Pd. Appena esaurito il programma delle larghe intese, si torna a votare su posizioni alternative, ma con una legge elettorale che permetta di stabilire chi vince e chi perde.

Neanche lei vuole votare più con il porcellum.
Ma le pare? Sono due anni che c’è un concerto univoco contro il porcellum, che sia un sistema elettorale sbagliato non è in discussione. Cosa facciamo, votiamo ancora col porcellum? L’occasione per cambiarlo è offerta proprio da questo governo.

Voi senatori pronti a votare Letta siete più favorevoli a un governo di breve durata che si limiti allo stretto necessario, o ad un esecutivo che arrivi fino al 2015?
Ieri Berlusconi ha detto: facciamo la legge di stabilità e i provvedimenti su Iva e Imu in una settimana; bene, l’indicazione politica è giusta, ma per fare queste cose ci vogliono mesi. Quindi se questo governo conferma di voler lavorare nei tempi che si era dato fin dall’inizio, e cioè avendo come orizzonte il 2015, è una cosa assolutamente ragionevole.

Come la mettete con i vostri avversari nel partito, i Verdini e le Santanchè?
Se sono in minoranza se ne faranno una ragione. Se non vogliono più stare nel Pdl e fare Forza Italia, vorrà dire che avremo un centrodestra articolato in maniera diversa.

(Federico Ferraù)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori