SCENARIO/ Il Berlusconi decaduto si prepara all’alleanza con Lega e Beppe Grillo

La decadenza da senatore di Silvio Berlusconi come incide sul panorama politico? FABRIZIO RONDOLINO analizza i possiibli scenari sottotraccia nel centrodestra che cerca il post-Cav

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Angelino Alfano

“Il Pdl si sta attrezzando per il dopo Berlusconi, e a farlo più rapidamente degli altri sono gli stessi falchi che proclamano di volere difendere il Cavaliere. La nuova Forza Italia sarà sempre più un partito di reduci e nostalgici, che usano Berlusconi come una icona e un simbolo acchiappa voti, ma non come un leader politico vero e proprio”. A esserne certo è Fabrizio Rondolino, giornalista e scrittore, che commenta così il voto della giunta del Senato che si è espressa a favore della decadenza di Berlusconi. Per il Cavaliere, “quando si viola lo stato di diritto si colpisce al cuore la democrazia. Questa indegna decisione è stata frutto non della corretta applicazione di una legge ma della precisa volontà di eliminare per via giudiziaria un avversario politico”.

Rondolino, quale svolta politica segna la decisione della giunta del Senato sulla decadenza di Berlusconi?
In realtà è una notizia che noi abbiamo già smaltito. Ci si aspettava che la decadenza avrebbe innescato una crisi di governo, e invece la decisione di Berlusconi di giocare d’anticipo gli si è “ritorta contro”. Abbiamo avuto prima la crisi, o meglio la non crisi di governo, e poi il voto sulla decadenza. Qualsiasi cosa si dica adesso è già superata dal voto di fiducia di mercoledì.

Quale futuro vede per la parabola politica di Berlusconi?
Mettendo insieme l’offensiva dei falchi, la controffensiva delle colombe e i continui cambiamenti nella posizione di Berlusconi, la mia impressione complessiva è che tutti all’interno del Pdl stiano già pensando al dopo Berlusconi. E’ questo l’indizio più evidente se non della fine quantomeno del tramonto del Berlusconismo. Le colombe hanno ormai in mente un disegno “neocentrista”, mentre i falchi si atteggiano sempre più a reduci e a nostalgici.

Come valuta i posizionamenti all’interno del Pdl?
Anche questi sono movimenti in vista del dopo Berlusconi. Stiamo in un certo senso compiendo una simulazione, che consiste nell’immaginare che cosa accadrebbe se non ci fosse più Berlusconi. Sia i falchi sia le colombe si stanno evidentemente attrezzando per questo scenario. Se però poi si realizzerà, e quanto peserà politicamente, è difficile dirlo. Quello dei falchi fondamentalmente sarà un partito di nostalgici, non per forza di destra o di estrema destra, ma che vivrà della memoria di Berlusconi.

Quale sarà il peso elettorale di Forza Italia?
E’ difficile dirlo, ma il suo peso politico rischia di essere minore se non ininfluente perché per natura sarà in qualche modo un partito antisistema come il M5S e la Lega Nord. Forza Italia non sarà quindi il nuovo partito della destra, quanto piuttosto il luogo della memoria di una destra che fu, o meglio di un leader che fu, Berlusconi.

Che cosa ne pensa delle affermazioni di Berlusconi, secondo cui la “democrazia è stata colpita al cuore”?

E’ vero che Berlusconi in questi 20 anni è stato oggetto di un accanimento giudiziario, ed è anche vero che la magistratura in Italia ha assunto un ruolo extragiudiziario di attore politico. Non nel senso di “strumento dei comunisti”, come a volte afferma lo stesso Berlusconi, ma come partito improprio e come potere autonomo. Alla fine però quando la sentenza arriva al suo ultimo passaggio un leader politico la deve accettare. Ciò non esclude il fatto di continuare a criticarla, magari addirittura scegliendo l’esilio, per mandare il messaggio che non si riconosce il sistema giudiziario di questo Paese. Però la sentenza c’è ed è ineliminabile, e questo è veramente il punto essenziale. 

Come valuta infine le esternazioni di Vito Crimi? 
Questi “ragazzi” del M5S sono dei gran maleducati, istituzionalmente parlando. Si poteva decidere di sospendere o rinviare la seduta della giunta di un giorno, ma alla fine non è questo il punto. La vera questione è che in questo nuovo Parlamento ci sono de rappresentanti che non hanno rispetto per le stesse istituzioni in cui siedono.

 

(Pietro Vernizzi)

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