SCISSIONE PD?/ Geremicca: Renzi “espellerà” Letta e gli ex Pci

- int. Federico Geremicca

Per FEDERICO GEREMICCA, una volta diventato segretario del Pd, Renzi farà di tutto per destabilizzare il governo. Il suo obiettivo è raggiungere Palazzo Chigi il prima possibile

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Matteo Renzi (Infophoto)

Tutti si chiedono cosa passi, realmente, per la testa a Renzi. Evidentemente, non perché la sua psiche sia materia di per sé affascinante, quanto piuttosto per la circostanza ormai (pare) ineludibile che lo vedrà prossimo segretario del Pd. E, verosimilmente, in rapida successione, candidato premier e premier. Abbiamo chiesto a Federico Geremicca, firma politica de La Stampa, di spiegarci le mosse del sindaco di Firenze.

Ospite di Santoro a Servizio pubblico, Renzi ha detto che, se ci fosse stato lui a Palazzo Chigi, non avrebbe di certo sostenuto la Cancellieri. Perché?

L’episodio rappresenta l’inizio della sua strategia di destabilizzazione del Pd e del governo. La segreteria, prevalentemente, gli serve per andare al voto il prima possibile. In questo quadro, marcare una differenza con il premier attuale, e proporre una linea più battagliera, è funzionale alle mosse che ha in testa per il dopo elezioni.

Non crede che, una volta vinte le primarie, possa appassionarsi alla guida del partito?

Ne dubito. Anche in considerazione della sua esperienza passata: non ha mai avuto incarichi politici, se non ruoli marginali da giovanissimo, mentre ha sempre puntato all’amministrazione della cosa pubblica. Che improvvisamente, sia nata in lui la passione del partito, non è credibile. D’altro canto, quando a In Mezz’ora Lucia Annunziata gli chiese se amava il Pd, tergiversò, rispondendo che lui, casomai, ama il Paese.

Una volta eletto alla segreteria, l’opera di destabilizzazione come si concretizzerà? Farà in modo che il Pd ritiri la fiducia al governo?

Il caso Cancellieri, in tal senso, ci fa capire quale potrebbe essere il suo modo d’agire. Non sostenere il ministro della Giustizia se fosse stato lui il premier sarebbe equivalso ad aprire la crisi di governo. Per intenderci, quando sarà eletto segretario, verosimilmente l’esame sulla legge di stabilità non si sarà ancora definitivamente concluso. Come Berlusconi insegna, le opportunità per creare un incidente, sono innumerevoli. Insomma, un pretesto, si trova sempre.

Cosa ne sarà, invece, del partito?

Qui a Roma si continuano a ventilare ipotesi di scissioni in seguito alla sua vittoria alle primarie. Il rischio c’è.

Da chi proverebbe la spaccatura?

Probabilmente, dal ceppo di provenienza ex Pci, che mal sopporterebbe la doppia leadership cattolica di Renzi alla segreteria, e Letta a Palazzo Chigi.

Ultimamente sembrerebbe essersi riposizionato a sinistra. Non crede che la base del partito, pur di togliersi dai piedi l’establishment anziano, possa votarlo?

Renzi, in questa fase, sta cercando ovviamente di dare copertura a tutte le aree elettorali. Tuttavia, non sono così convinto che Renzi si sia spostato a sinistra. Sulla Cgil, per esempio, continua a mantenere un giudizio estremamente critico. E’ molto probabile che gli iscritti al sindacato voteranno per Cuperlo.

 

Come potrebbero interagire, in futuro, Renzi e Letta? E’ ipotizzabile che mentre il primo siede a Palazzo Chigi, il secondo ottenga un ministero pesante o un ruolo in Europa?

Difficile dirlo. Dipenderà anche dall’atteggiamento di Letta. Se Renzi gli fa cadere il governo e poi gli offre un incarico, potrebbe tranquillamente rifiutare e lavorare, da fuori, per logorare il governo di Renzi. Per tanto tempo, si è affermato che i due avrebbero raggiunto un equilibrio. Conoscendo Renzi, mi pare del tutto impossibile.

 

Che legge elettorale vuole, effettivamente, Renzi?

Lui, semplificando, sostiene di volere la legge elettorale dei Comuni, ovvero un maggioritario esplicito. Credo, in realtà, che se si dovesse andare al voto in primavera, e non ci fosse alternativa,  il Porcellum sarebbe per lui indispensabile.

 

Vincerebbe così a mani basse.

Non solo per questo. E’ molto probabile che in diversi congressi locali risulterà sconfitto. Da segretario, dovrà fare i conti con un partito che in molte zone d’Italia non è guidato da suoi uomini. Il Porcellum, grazie al sistema delle liste bloccate e della nomina dall’alto dei candidati, gli consentirebbe di disporre della maggioranza anche nei gruppi parlamentari.

 

Il caos tessere potrebbe inficiare la sua elezione a segretario?

Non credo. Urlare alle irregolarità è una strategia ormai ben nota. Sarà, invece, determinante l’andamento delle primarie. E’ indubbio che Renzi le vincerà con percentuali molto alte, presumibilmente sopra il 60 per cento. Resta da capire quanta gente andrà a votare. Se, per intenderci, la base elettorale si limitasse a meno di un milione di elettori, per molti sarebbe facile sostenere che il sindaco di Firenze non gode di una solida legittimità.

 

Secondo lei, è in grado realmente di governare?

Sia in Provincia che in Comune, non ha amministrato male. Risulta, in tutte le classifiche, tra i sindaci più amati. Ovviamente, il governo del Paese è una cosa ben diversa. Credo, in ogni caso, che metà dei suoi elettori, lo voteranno perché convinti delle sue capacità, l’altra metà semplicemente perché la vittoria di Renzi rappresenterebbe una sorta di “bomba” sotto il quartier generale del partito in grado di assicurare il rinnovamento sia dentro che fuori dal Pd.

 

(Paolo Nessi)

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