IL CASO/ Cari giovani “berluscones”, lasciate perdere il Nemico e tornate alla vita

Repubblica ha pubblicato una intervista a due giovani legati a Daniela Santanchè, si chiamano Luca e Andrea Zappacosta. Entrambi fan sfegatati di Berlusconi. ALDO BRANDIRALI

13.11.2013 - Aldo Brandirali
berlusconi_bandiere_festaR439
Silvio Berlusconi (Infophoto)

Repubblica, questo martedì mattina, ha pubblicato una intervista a due giovani legati a Daniela Santanchè, si chiamano Luca e Andrea Zappacosta, e parlano del loro ideale. Ecco alcune espressioni: “Berlusconi è vittima dell’odio della sinistra”; “Alfano è un traditore, anzi il Pd non ha bisogno di fare le primarie, ha già il segretario, è Alfano”; “il tradimento è degli alfini, cioè i ripetitori del traditore Fini”; “noi vogliamo impegnarci a fianco di Berlusconi per lottare contro la sinistra italiana”.

Desidero esprimere come guardo a questi due giovani. In primo luogo trovo una netta eguaglianza degli estremismi, all’estrema sinistra e all’estrema destra. Vivono la politica come supremo luogo del vero e del giusto. Tutto consiste nell’estremizzare lo sguardo critico. Bisogna parlar male del nemico, bisogna trovare il nemico fra chi mi è più vicino ma che non si allinea con me. E poi per la bandiera che difendo devo negare ogni difetto, sulla mia posizione ci sono solo vittime che lottano contro i carnefici.

Ma questi giovani berlusconiani oggi perché si schierano? Per il liberismo, per l’anticomunismo, per la libertà dell’arricchimento, per superare il collettivo dei poveri, e lasciare che i poveri affrontino la loro lotta per uscire dalla povertà. Che dire? Sono ragioni. Ragioni che non vengono confrontate con il fallimento di vent’anni di leadership berlusconiana. Allora si schierano con Berlusconi perché sono schierati dalla Santanchè, che li ha reclutati con le sue ragioni, e promette loro posti di potere nelle prossime elezioni. Insomma dove sono i loro ideali? 

Io ricordo le tensioni ideali degli anni 70, la destra era per l’individuo nel senso più alto della sua espressione. La sinistra era per l’eguaglianza, un mito comunque positivo. E poi c’erano le domande, il piegarsi all’esperienza, il capire dagli errori, e dunque lo sciogliersi e il ricomporsi in movimenti che cercavano il vero. Insomma una vita in cammino.

Questi due giovani sono seriamente intenzionati a non piegarsi a nessuna evidenza, non sono in ricerca, si auto-affermano verso l’idea di carriera, si fanno con presunzione non sapendo neppure che la politica è servizio, e non luogo di vissuto identitario. Si stanno buttando via, e avranno pochi anni di comparsata sulla scena.

Ma quello che è veramente insopportabile è che Berlusconi si prepari a generare una schiera di giovani rampanti che saranno eletti nella sua area di consenso, e che diranno sempre sì ad ogni espressione del capo, non avendo neppure capito che il fallimento è proprio nel fatto che i figli generati da vent’anni di berlusconismo sono oggi massacrati e infangati.

Ragazzi, le fonti della libertà sono nella verità dell’esperienza, si lotta per la libertà perché si è liberi, e questo stare schierati senza capire il movimento delle cose reali non è essere liberi. Vi auguro di maturare presto un desiderio vero di libertà. Che è una cosa seria e chiede di usare al meglio il proprio cervello.     

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori