LEGGE ELETTORALE/ Bruno (Fi): bene il “doppio turno” alla Renzi, a una condizione…

- int. Donato Bruno

Il 3 dicembre la Consulta si pronuncerà sulla legittimità costituzionale dell’attuale sistema elettorale. DONATO BRUNO ci illustra gli scenari possibili in caso di bocciatura

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Da qui al 3 dicembre, quando la Corte costituzionale si pronuncerà sul Porcellum (può accogliere le obiezioni di legittimità, ma anche no), il Parlamento non potrà ovviamente riformare la legge elettorale. Potrà, tuttavia, «battere un colpo», come ha promesso (via Twitter) Renzi a Roberto Giacchetti, deputato del Pd da mesi in sciopero della fame perché la legge Calderoli venga abolita. Se il Parlamento, invece, non darà alcune segno, potrebbe essere il governo a prendersi in carico la questione. Almeno, a quanto sostiene il ministro per le riforme Gaetano Quagliariello. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Donato Bruno, senatore di Forza Italia e membro della commissione Affari costituzionali che si sta occupando proprio della riforma. 

A che punto siamo arrivati?

Assieme alla correlatrice del Pd, Doris Lo Moro, avevamo depositato il cosiddetto “pillolato”, uno schema di massima contenente tutti i punti rispetto ai quali, dopo aver discusso due mesi, eravamo riusciti a trovare un accordo; accordo che è durato fino a quando una fazione maggioritaria del Pd, che fa capo a Renzi, non ha insistito per presentare una proposta contenente il doppio turno.

E a voi, il doppio turno non va bene.

Fino a quando non sarà superato il bicameralismo perfetto, ci sarà sempre il rischio di maggioranze eterogenee nei due rami del Parlamento. Modificata opportunamente la Costituzione, invece, non abbiamo alcuna obiezione in merito. Va anche detto che, in questa fase, eravamo d’accordo nel concentrarci su quelle modifiche all’attuale sistema che avrebbero potuto impedire una censura da parte della Corte costituzionale.

In ogni caso, come è andata a finire?

L’ordine del giorno contenente il doppio turno non ha avuto il consenso sperato: in commissione, 12 hanno votato a favore, 10 hanno votato contro, e 5 si sono astenuti; ma l’astensione, al Senato, vale come voto contrario. Contestualmente a questa vicenda, il senatore Calderoli ha proposto un altro odg a favore del ritorno al Mattarellum e della sua adozione fino a quando non sarà modificata la legge elettorale.

Forza Italia cosa chiede?

Abbiamo depositato un odg in cui sottolineiamo come, in questa fase, sia necessario modificare l’attuale sistema, garantendo l’attribuzione di un premio di maggioranza esclusivamente al partito, o alla coalizione, che abbiamo raggiunto la soglia del 35-40 per cento.

Se nessuno raggiunge tale soglia, ci ritroviamo con un proporzionale puro.

Certo. D’altra parte, in Italia si è governato per 50 anni con il proporzionale senza problemi. In ogni caso, accanto al nostro odg e quello di Calderoli, ne è stato depositato un altro, a firma della senatrice Isabella De Monte in cui si chiede, in sostanza, di tornare al Mattarellum, e un altro ancora, dei 5 Stelle, in cui si propone un mix di sistemi stranieri. Tali odg saranno votati lunedì 2 dicembre, alla vigilia della pronuncia della Corte costituzionale.

Troverete l’accordo?

Per come si sono messe le cose, e considerando i numeri, nessuno è attualmente in grado di dirlo. In ogni caso, l’esito della votazione cdi darà un’indicazione sul prosieguo del lavori.

 

Cosa accadrà quando la Corte si sarà pronunciata e la legge ancora non sarà stata modificata?

Per modificare la legge secondo le eventuali indicazioni della Corte, potrebbero servire al massimo 15 giorni. Ho dei forti dubbi, in ogni caso, circa il fatto che possa realmente accogliere il ricorso. Mancando il requisito dell’incidentalità, determinerebbe un precedente tale per cui, in futuro, ciascun singolo cittadino potrebbe adire la Consulta, paralizzando così il sistema giudiziario.

 

Dicono, in ogni caso, che a voi di Forza Italia, come anche a Grillo, vi andrebbe bene tenervi il Porcellum.

A dire il vero, il sistema – secondo me – può andare bene a tutti i leader dei partiti: a Renzi, a Grillo, a Maroni, e a Berlusconi stesso. Pur essendo tutti e quattro fuori dal Parlamento, potrebbero in ogni caso indicare i candidati da inserire nelle liste.

 

Il ministro Quagliariello ha fatto sapere che, se il Parlamento non darà alcun segnale prima della pronuncia della Consulta, sarà il governo a prendersi in carico la questione.

Abbiamo invitato il ministro a spiegarci, il 2 dicembre in commissione, che tipo di legge ha in mente il governo. Se l’esecutivo sarà in grado di produrre un testo che raccoglie il consenso della maggioranza delle forze politiche, ben venga. Se, invece, non è condiviso, non rappresenterà altro che l’ennesima proposta.

 

A questo punto, prima delle prossime elezioni, riuscirete o no a riformare la legge prima delle elezioni?

Credo che sia possibile, anzitutto, rimuovere tutte le distonie prodotte dal Porcellum. In tal senso, con la De Monte, c’è piena comunanza d’intenti.

 

(Paolo Nessi)

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