LETTERA/ Quattro meschinità contro Berlusconi (e i suoi elettori)

- Bruno Calchera

Dopo le recenti elezioni, circa 10 milioni di italiani che hanno votato per il Pdl berlusconiano sono in ostaggio, spiega BRUNO CALCHERA, o peggio ancora considerati come indegni. Perché?

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Silvio Berlusconi (Infophoto)

Caro direttore, circa 10 milioni di italiani sono in ostaggio o, peggio, considerati come paria o indegni. Sono quelli del PDL che hanno votato per questo PDL berlusconiano. Le recenti vicende della magistratura milanese dimostrano che si può arrivare a scalfire, a colpire un uomo politico attraverso le armi della giurisprudenza usate come grimaldello per distruggere non solo l’avversario politico, ma la stessa forma del diritto tesa sempre alla presunzione di innocenza. Ma la meschinità prende forme anche diverse, tutte concentriche: obiettivo Berlusconi.

Il Segretario del PD ha lanciato la sua grande proposta politica per formare un nuovo governo. Proporre al Movimento (ora partito) 5 stelle 8 punti e lasciare a questi ultimi l’onere della responsabilità politica di dire il proprio parere. La meschinità sta nel fatto di non prendere in considerazione quella che era evidentemente l’unica alternativa attuale, cui potevano aderire anche quelli del Movimento di Grillo. Imbarcare tutti i partiti. Aprire la porta e fare politica anche con il PDL, come acutamente fecero i padri della costituzione che videro in un comune lavoro liberali, laici, massoni, stalinisti e cattolici. Tutto per il bene nazionale. Ce n’era bisogno! Come oggi c’è bisogno.

No, Bersani – questa è la meschinità – con il PDL di Berlusconi non tratta. Deve cambiare leader il Popolo della Libertà. Dieci milioni di idioti che hanno seguito Berlusconi solo perché toglieva l’IMU? Ma davvero il PD pensa che questa fetta di popolo non voterebbe questo partito per ragioni anche nobili? Che negli 8 punti del PD non siano possibili ampie convergenze?

Che una legge elettorale, quella proposta da Bersani che privilegia i collegi, non sia una mini truffa per far si che gli apparati di partito decidano ancora loro chi sono i presentabili, collegio per collegio? (Un mini-porcellum!!!) E non sia meglio una legge libera sulle preferenze delle persone da eleggere? Che sui costi della politica e sul lavoro non sia possibile una convergenza? Insomma con quale faccia di tolla un leader dell’opposizione afferma “con te non tratto – cioè i tuoi 10 milioni di cittadini non sono oggetto di interesse – perché chi li guida non mi va”.

Piuttosto cerca il consenso dell’antipolitica grillina: quella che si regge con un capo che opera dietro le quinte – non votato – e guida come un burattinaio i suoi! Ma il PD è degno di ricevere un mandato di questa natura?

La seconda meschinità è di farsi beffa del Capo dello Stato. Come se costui dovesse esaminare i veti al PDL come doveri per la sua carica. Se ad esempio in lui vi fosse l’auspicio di una pacificazione tra PD e PDL dovrebbe innanzi tutto esaminare le precondizioni e i pregiudizi e non il bene della nazione. Non si dovrebbe seguire la sua proposta? Un Capo dello Stato non più libero, ma trattato da vecchio comunista coeso all’apparato, quando egli ha dimostrato attenzione al paese da persona libera e desiderosa di non aver vincoli. Da nessuna parte.

La terza meschinità è della Magistratura, dal Consiglio Superiore della Magistratura, la Associazione magistrati e il tribunale di Milano in particolare, e alcuni magistrati molto politicizzati. (Ormai lo sanno tutti che certi magistrati fanno politica attraverso il loro ruolo nella Magistratura!) E’ davanti agli occhi di tutti come in questi anni alcuni processi sono camminati ad orologeria. V’è stata una attenta e pervicace attenzione a Silvio Berlusconi per toglierlo di mezzo – certo cavolate lui ne ha fatte ma non meno di altri politici e non…pensiamo al Monte Paschi: non v’è stato alcun avviso di garanzia per i politici del PD che hanno dettato l’agenda e la governance di questa banca, perché? – giungendo persino a condannarlo, unico in Italia, per rivelazione del segreto istruttorio. Un segreto istruttorio che è stato vilipeso da 20 anni, da quando anche il pool mani pulite ne fece uso a piene mani per sputtanare gli inquisiti prima della condanna. Ma vediamo che prima volta in Italia: il parere di primari medici di un ospedale devono vedersi “verificati in competenza” da altri medici di altri ospedali, su incarico di un giudice.

Come si fa poi ad andare a processo con la pendenza di una sentenza del Corte Costituzionale che deve decidere sulla legittimità dello stesso processo? De Gregorio infine dice di essersi fatto comprare la propria adesione al governo della destra. Ora si punisce chi lo ha comprato? E non chi si è venduto? Certo chi fa l’offerta non è uno stinco di santo, in un reato sarebbe un mandante. Ma qui il reato dove sta? Nel cambio di maglia politica? Ma quando mai lo è stato? E’ il venduto da condannare. Si potrebbero comperare ad esempio tifosi di calcio per allargare la base di consenso della propria squadra. Qui dove sta il reato?

La quarta meschinità sta nell’ostracismo di certi ambienti moralistici, perbenisti e di tipo intellettuale, organici alle oligarchie che desiderano sempre comandare il pensiero altrui, come tanti giornalisti e VIP dello spettacolo che hanno preso per i fondelli l’elettorato del PDL per la posizione davanti a Berlusconi. Con il risultato di incrementarne una difesa che non doveva nemmeno esserci. Certe campagne multimediali, film, persino tentativi di indurre parroci e Chiesa a demonizzare il PDL ed il suo leader per i suoi peccati contro la morale sessuale. Con il risultato da indurre nel segreto delle sacrestie molti cattolici a votare per oligarchie finanziarie e forse massoniche, per partiti che hanno fatto della morale anti cristiana una ragione di vita. Chissenefrega parroci miei di Matrimonio Gay, di Registri di coppie di fatto…questo sì è libertinaggio della morale sessuale e familiare.

Una sessuofobia – che certamente Berlusconi stesso ha fatto in modo di rivelare con atteggiamenti e parole e provocazioni che poteva evitare – che ha delegittimato anche ogni capacità di fare politica del PDL e della sua classe politica, come se tutti fossero dei rozzi incapaci e amorali come il capo. Chiedo così al Presidente della Repubblica, che è Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, di essere libero: cioè di preservare quei 10 milioni di italiani che potevano essere al posto del PD, per una manciata di voti dal dileggio. Di essere inseriti , nonostante i veti del PD, nel novero di coloro che possono e devono camminare per il bene del paese, per quel bene comune… slogan del PD!, clamorosamente smentito subito per logiche di bottega.

Che l’intervento di Napolitano sulla necessità terzietà della magistratura sia urgente pena l’imbarbarimento di ogni istituzione non asservita a quel potere. Il caso Taranto è lì a dimostrare come un uomo solo, se magistrato, può mettere in ginocchio il bene comune di una città, pur dicendo una cosa vera, ma che non può essere l’ultima parola sulla situazione.

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