SCENARIO/ Macaluso: il “fattore N” spiazzerà Grillo, Berlusconi e Bersani

- int. Emanuele Macaluso

Aprire spazi di riflessione, dopo di che è dovere del Capo dello Stato decidere a chi affidare il tentativo di fare un governo. EMANUELE MACALUSO ne sottolinea il ruolo

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Giorgio Napolitano (Infophoto)

“In questo momento storico in molti sembrano dimenticarsi che è il Capo dello Stato a decidere, in totale autonomia come prevede la Costituzione, a chi affidare l’incarico di formare il nuovo governo”. Emanuele Macaluso in una conversazione con ilsussidiario.net, ribadisce il ruolo centrale di Giorgio Napolitano, in un momento, questo post elettorale, dove si ascoltano le più svariate proposte di governo. Il Presidente della Repubblica, aggiunge Macaluso, “sta sottolineando il suo ruolo centrale con l’autorevolezza che da sempre gli compete. Il messaggio è chiaro: aspettiamo, riflettiamo, avanzate delle proposte di governo e poi vedremo. Napolitano ha un compito preciso: garantire la governabilità”.

Davanti ai messaggi più disparati da parte delle forze politiche, Napolitano invoca responsabilità.

Il ruolo del Capo dello Stato è un ruolo preciso di cui le forze politiche sembrano dimenticarsi. E’ lui che assegna l’incarico di formare un governo dopo aver consultato le stesse forze politiche. Quanto ci sta dicendo in questi giorni è molto semplice e assolutamente sensato: aspettiamo, verifichiamo e poi vedremo chi si dovrà assumere questo compito di formare un governo.

In quale modo deve procedere allora Napolitano?

In totale autonomia come dice la Costituzione, ma guardando certamente anche al risultato elettorale perché sarebbe sbagliato ignorarli. Darà l’incarico rispettando la Costituzione come d’altronde ha sempre fatto.

Il Capo dello Stato ha invitato le forze politiche a un forte senso di responsabilità, secondo lei è questo che manca loro?

C’è una fortissima confusione: ci sono dichiarazioni contrastanti di tutti i tipi da parte delle forze politiche.  Il Capo dello Stato sta dicendo di aspettare un momento. Spetta a lui la prima mossa, invece tutto questo agitarsi crea confusione. La cosa più sensata è quella di aspettare che si aprano le consultazioni e solo dopo il Capo dello Stato darà un incarico.

Qualcuno, come si è letto su alcuni giornali, suggerisce l’ipotesi del Capo dello Stato come garante di un accordo  tra Pd e Movimento cinque stelle: lei che ne pensa?

Come le ho spiegato, il Capo dello Stato ha un dovere uno e uno soltanto: garantire la governabilità. Poi dopo le consultazioni deciderà a chi affidare il governo. Bisogna vedere chi ha la maggioranza per farlo, l’incaricato deve verificare se è in grado di fare un governo. Lascerei perdere ipotesi di vario tipo formulate dai giornali che, ripeto, creano solo confusione.

Della proposta di Bersani di presentarsi con otto punti programmatici davanti al Parlamento che ne pensa?

Anche Bersani sempre che riceva l’incarico deve poi dimostrare di avere la maggioranza.

 

Della proposta di governissimo da parte del Pdl e del fatto che in questo momento il partito di Berlusconi sembri un po’ tagliato fuori dai giochi che ne dice invece? E’ giusto lasciare fuori il Pdl in un momento del genere?

Governissimo è un’altra di quelle parole tirate fuori in queste ore ma che come altre è priva di significato sostanziale.  Sono frasi propagandistiche che non hanno contenuto. Il problema è la difficoltà evidente di costituire una maggioranza che governi. Chi è in grado di costituire una maggioranza? La responsabilità ce l’hanno tutte le forze compresi i grillini che hanno il 25% dei consensi. Dovrebbero anche loro  assumersi un preciso senso di responsabilità. La propaganda è finita, adesso adesso c’è la politica, adesso bisogna fare il governo.

 

Esclude invece la possibilità di elezioni anticipate?

Il voto anticipato non è certo la soluzione, in una situazione economica così disastrata bisogna vedere che reazioni avrebbero i mercati. Bisogna terne conto che non c’è una situazione normale, c’è una situazione eccezionale data dalla congiuntura economica in Europa e particolarmente in Italia. Tornare alle elezioni significa il vuoto di potere e nel vuoto di potere ognuno può fare i suoi giochi, anche la speculazione finanziaria è pronta a farli.

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