BERLUSCONI CONDANNATO/ Sansonetti: con questa sentenza i giudici vanno al potere

- int. Piero Sansonetti

Quella dei giudici di Milano nei confronti di Berlusconi “è una sentenza politica che non ha quasi precedenti”. Lo dice PIERO SANSONETTI, commentando gli sviluppi del processo Ruby

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Ilda Boccassini (Infophoto)

Piero Sansonetti, grande giornalista di scuola comunista, vecchio e indomito libertario, non ha dubbi nel commentare la sentenza che condanna Silvio Berlusconi a sette anni di carcere e all’interdizione perpetua ai pubblici uffici: “E’ una sentenza politica che non ha quasi precedenti. E mi sento di dire che, dagli anni Cinquanta a oggi, c’è effettivamente un rischio concreto di fascismo in questo Paese”.

Addirittura, Sansonetti?

Con una sentenza di questo tipo la magistratura milanese ha voluto ribadire il suo potere “totale e incontrastato”. In un certo senso, il carattere di questa sentenza mi ricorda anche i comunicati delle Brigate Rosse, proprio quando parlavano di potere “totale e incontrastato”. Il tribunale è addirittura andato più in là di quello che aveva chiesto il pubblico ministero, Ilda Bocassini. Se non è un segnale questo, non so proprio più come interpretare i fatti che accadono.

Il suo giudizio sembra molto drastico.

Lo è in effetti, ma al momento non riesco a fare altri commenti rispetto a tutto quello che è successo, a quello che ho seguito, alle conoscenze che ho del processo e di tutta questa vicenda. Sette anni di condanna alla reclusione equivalgono alla condanna per un omicidio, anzi la pena è superiore a quella prevista per un omicidio preterintenzionale. Quanto all’interdizione perpetua ai pubblici uffici, rimango sempre del parere che su questo punto è il voto popolare che deve decidere, che cosa c’entra la magistratura?

Che motivo esisterebbe per aver scelto una strada di questo tipo da parte della magistratura?

Vogliono ribadire il loro potere nel modo che le ho detto prima. Non c’è un’altra spiegazione logica. C’è solo una logica di potere che la magistratura sta perseguendo in modo continuo. Non è un caso che la condanna superi la richiesta fatta dal pubblico ministero. E’ questo che fa pensare che ci sia qualche cosa possa sfuggire di mano. Ci si ritrova ormai in una situazione che può sfuggire di mano.

 

Lei allude in questo caso a delle conseguenze politiche sul governo della grandi intese ? Pensa che ci saranno? Ritiene che il quadro politico rischi nuovamente di saltare per aria?

Non so rispondere a una domanda come questa che si riferisce all’assetto attuale della maggioranza e del governo. Non so che cosa possa accadere nell’equilibrio della maggioranza di governo dopo una sentenza di questo tipo. Il problema in questo caso mi sembra un altro e riguarda l’azione della magistratura, il potere della magistratura. Sono loro che stanno dettando l’agenda politica di questo Paese. Se non è un rischio questo , non so proprio di che cosa stiamo parlando.

 

(Gianluigi Da Rold)

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