DIETRO LE QUINTE/ Sc e Udc, il rompicapo delle alleanze

- La Redazione

Quando lo scontro si polarizza sulle ali estreme, il centro ha l’occasione di presentarsi come l’unica forza responsabile in grado di tutelare gli interessi del Paese. ALVARO ZACCURI

casiniR439
Pierferdinando Casini (Infophoto)

Il centro può ringraziare Berlusconi e Cassazione – e magari anche il Pd – e avviarsi alle sue convention con maggiore tranquillità. Forse è un paradosso, ma c’è del vero. Ogni volta che lo scontro si polarizza sulle estreme e rullano i tamburi di guerra, le forze di centro si trovano in difficoltà di consensi ma in crescita di prestigio: tornano ad essere percepite come utili, come responsabili, come moderate e capaci di fare da ponte prima che tutto precipiti. 

Storicamente tutto questo non si è poi tramutato in voti ma in ruolo politico sì. Le forze di centro, che si erano impelagate in polemiche fratricide, possono forse ricevere un po’ di respiro dalla crisi di questa settimana. Prima di tutto perché ora molto più che in passato si percepiscono le condizioni di crisi e di conseguenza la necessità di mantenere la barra sulla governabilità e sulle larghe intese. In secondo luogo perché si torna a evidenziare non solo la faccia peggiore di Pdl e Pd, ma anche le loro crepe e divisioni. Spaccature che non è detto non diventino prima o poi anche definitive e ufficiali a forza di tirare la corda. E se la linea che attraversa sia Pd che Pdl è quella che separa i populisti dai responsabili, ecco che i secondi hanno bisogno ineludibile di dialogare con le altre forze responsabili, trovando la prima sponda proprio nelle forze di centro, per quanto ancora non amalgamate e a tratti confuse. In parlamento il dialogo tra colombe di ogni partito è pane quotidiano. 

Tutto ciò dà del buon alimento per le convention che Scelta Civica terrà il 13 e l’Udc il 20. Due iniziative che erano nate per sancire in qualche modo le nozze, che hanno rischiato di tramutarsi in schegge di guerra civile e che ora invece possono essere vissute più serenamente per riorganizzarsi e soprattutto per provare a ricordare agli italiani che esistono forze che avevano indicato la strada giusta e che possono essere un riferimento responsabile per far uscire il Paese dalle secche, se non si autodistruggono prima. 

Che si sia stati sull’orlo del caos lo hanno riportato tutti i giornali. Prima le polemiche, poi quella minaccia di Monti al Governo e la conseguente verifica, le voci attendibili sul fatto che si sia discusso di estromettere l’Udc dai gruppi parlamentari e che chi l’ha proposto si è però ritrovato in minoranza. Intanto Italia Futura – intesa come associazione di Montezemolo – si allontana dalla scena parlamentare, e questo vuol dire che molla Scelta Civica e lascia orfani deputati e senatori che vi si richiamano. 

Nel frattempo Scelta Civica prova a darsi una struttura sul territorio e prima ancora un’identità – che certo non è ancora definita − e l’Udc torna a incontrare città per città i propri sostenitori, trovando al tempo stesso interessato fermento e ma anche severe critiche e gruppi di delusi che si riorganizzano per proprio conto. 

Scenari duri, quindi, che avrebbero potuto preludere a convention infuocate, magari anche solo perché portate fuori controllo dalla foga contingente. Invece la crisi di questa settimana offre a tutti i soggetti centristi la possibilità di fare una doccia fredda, dimenticare le polemiche dei giorni scorsi – per altro già passate di moda −, provare a riaccreditarsi come forze responsabili che guardano al bene del Paese in un momento difficile e scosso già da troppe turbe. 

Tra i Parlamentari di Scelta Civica pochi guardano al Teatro Eliseo come a un evento di grande richiamo, però c’è una maggioranza silenziosa che approva il fatto che si mettano da parte le furie iconoclaste e si recuperi il ruolo moderato di guida responsabile. E lo stesso nell’Udc. Probabile quindi che gli scenari dei prossimi giorni non promettano grandi scossoni, nonostante non impazzi certo l’amore, ma piuttosto ci sarà un riassestamento delle forze in attesa di vedere gli sviluppi futuri. E già nuove iniziative si preparano al centro per il dopo-convention, mentre si sta alla finestra per capire cosa porterà l’estate nei campi degli altri. Anche perché troppo dipende dalle condizioni dell’Italia.

(Alvaro Zaccuri)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori