SENTENZA MEDIASET/ Mirabelli: condanna non politica. Interdizione e domiciliari? Ecco che succede

- int. Cesare Mirabelli

Per CESARE MIRABELLI, le reali ricadute politiche saranno chiare solo nel momento in cui la Corte d’Appello avrà ridefinito la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici

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Gli effetti che la sentenza della Cassazione produrrà sullo scenario politico non sono ancora ben chiari. Berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione, 3 dei quali sono indultati. Ma la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni è stata annullata con rinvio alla Corte d’Appello. Solo quando si sarà espressa nuovamente, rimodulando gli anni di interdizione, il quadro sarà più definito. Abbiamo fatto il punto sulla situazione con Cesare Mirabelli, professore di Diritto costituzionale presso la Pontificia Università lateranense.

Dei quattro anni disposti, ne dovrà scontare solo uno

Per effetto dell’indulto che, a differenza dell’amnistia, incide sulla durata della pena rispetto alla condanna. Si tratta di un provvedimento generale che si applica a qualsiasi pena in esecuzione, per condanne riferite a reati commessi prima che la legge di indulto sia stata approvata. Normalmente, si applica addirittura non tanto retroattivamente rispetto alla data di promulgazione della legge, quanto rispetto alla data in cui è stato presentato il ddl.

Berlusconi ha detto che accetterà il carcere. Può realmente andarci?

Per gli ultrasettantenni ci sono soluzioni alternative al carcere. Tuttavia, non è di certo questo il problema realmente avvertito, quanto piuttosto l’esistenza di una sentenza di condanna di un leader politico.

Berlusconi, in ogni caso, potrebbe chiedere di andare in carcere?

E’ pressoché impensabile che vi sia una propensione al carcere. Al limite, può chiederei di andare in affidamento ai servizi sociali. O ai domiciliari. Cosa che avviene normalmente con larga diffusione.

Chi lo decide?

Tutto quello che riguarda il trattamento della pena riguarda il Giudice dell’esecuzione.

I domiciliari potrebbero impedirgli l’attività politica?

Secondo il Codice Penale, il giudice può «imporre limiti o divieti alla facoltà dell’imputato di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono». Non credo, tuttavia, che siano questi gli elementi decisivi rispetto ad un’eventuale attività politica.

Cosa intende? 

La sentenza ha annullato esclusivamente la parte relativa alla pena accessoria. Una sezione della Corte d’Appello diversa da quella che ha condannato Berlusconi la rideterminerà dopo che la Cassazione avrà depositato la sentenza e dopo che saranno trasmessi gli atti. Finora, abbiamo ascoltato il dispositivo. Sarà allora, quando tale rideterminazione avrà avuto luogo, che la pena accessoria inizierà ad avere effetto, iniziando a incidere sull’elettorato attivo e passivo a seconda degli anni che saranno stati stabiliti.

La Corte d’Appello è obbligata a ridurre la pena accessoria?

Beh, direi di sì. La riduzione era stata richiesta anche dal procuratore generale, da 5 a 3 anni, in virtù del fatto che è stato comminato più del massimo. Solo che la Corte di Cassazione ha stabilito di non potere procedere alla rideterminazione della pena.

Napolitano ha invitato al rispetto della magistratura. Crede che la politica sia rimasta fuori dal processo?

Sono convinto che la Cassazione abbia fatto le sue valutazioni in punta di diritto, senza farsi condizionare dalle eventuali ricadute politiche. 
Quali saranno queste ricadute?

Per ora, è impossibile rispondere. Sarà oggetto di una valutazione degli attori in campo. Quel che è certo, è che ci troviamo di fronte ad una circostanza particolare, dato che riguarda il capo di una delle principali componenti del bipolarismo. 

 

(Paolo Nessi)

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