VIOLANTE/ Casson (Pd): nessun “caso”, siamo tutti d’accordo sulla decadenza

- int. Felice Casson

Secondo FELICE CASSON, la Giunta per le elezioni non può sollevare alcuna questione di legittimità costituzionale mentre a Berlusconi è già stato dato più tempo del dovuto per difendersi

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Silvio Berlusconi - Infophoto

Il Pd in soccorso di Berlusconi. Dicono i maligni. Ma, d’altra parte, che idea si dovrebbe fare uno dello schema Violante? L’ex presidente della Camera ha spiegato che la Giunta per le elezioni del Senato può sollevare la questione di legittimità costituzionale presso la Consulta in merito alla retroattività degli effetti della legge Severino (decadenza e incandidabilità per le condanne superiori ai 2 anni, laddove la pena minima prevista non sia inferiore ai 4); inoltre, ha suggerito ai legali di Berlusconi di ricorrere alla Corte di Giustizia europea. Tutto questo, secondo il giurista, atterrebbe semplicemente il diritto alla difesa dell’ex premier. Certo, ufficialmente, la posizione di Violante, nel Pd, è solitaria. Sembra tuttavia che in molti la stiano iniziando a prendere sul serio. Felice Casson, senatore democratico, ex magistrato e memrbo della Giunta per le elezioni che deciderà sulla decadenza di Berlusconi, sostiene che, invece, il suo partito marcia compatto.

Senatore, cosa ne pensa della proposta di Violante?

Non sono assolutamente d’accordo. Anzitutto, il diritto alla difesa, a Berlusconi è già stato garantito dalla Giunta, eccome. Nell’ultima seduta, a inizio agosto, abbiamo rinviato le pratiche di un mese per consentire a Berlusconi e ai suoi legali di prepararsi a dovere. Gli abbiamo, quindi, concesso un mese, nonostante il regolamento del Senato prevedesse, al massimo, 20 giorni. Quindi, va detto che non c’è stata la lesione di alcun diritto fondamentale.

In ogni caso, la Giunta per le elezioni potrebbe sollevare una questione di legittimità costituzionale presso la Consulta o no?

La Giunta non può inviare nulla alla Corte. Si tratta di un organo istruttorio che si limita a formulare delle proposte e a presentarle al Senato.

Su queste pagine Cesare Pinelli affermava che è la stessa Corte a stabilire se un’autorità possa essere considerata o meno ogiudice a quo.

No, guardi. La Giunta è un organismo paragiurisdizionale che, occasionalmente, e in certe situazioni, svolge valutazioni come se fosse un organo giurisdizionale. Ma rimane pur sempre un organismo di nomina politica, rispetto al quale non c’è la garanzia della terzietà assoluta come, invece, sussiste per gli organi giudiziari, ordinari o amministrativi.

Potrebbe essere, dunque, il Senato stesso a sollevare la questione?

Non avrebbe alcun senso. Se il Parlamento ritiene che una norma non sia costituzionale, può semplicemente cambiarla.

 

Secondo lei sarebbe legittimo che il Parlamento modificasse adesso la legge Severino?

Il Parlamento, se ci sono i numeri, è un organo sovrano e può cambiare tutte le leggi che vuole.

 

Come valuta, invece, l’ipotesi di presentare ricorso presso la Corte di Giustizia europea (suggerita da Violante) e presso la Corte europea dei Diritti dell’Uomo (annunciata dai legali di Berlusconi)?

Guardi, Berlusconi può presentare ricorso anche presso il tribunale della Costellazione di Andromeda, ne ha diritto, ma non cambia niente. Il compito delle due Corti sono ben altri e non mi pare che sussistano i termini per fare ricorso. I lavori dell’Aula, quindi, procederebbero comunque. Tanto più che è la nostra stessa costituzione a rimandare alla legge ordinaria la definizione dei requisiti per essere candidabili.

 

Sulla questione il Pd è spaccato?

Dal segretario nazionale a quello dell’ultimo circolo di montagna sono tutti d’accordo sulla decadenza.

 

Il governo rischia di cadere in seguito al voto della giunta?

Non posso prevederlo. Quel che è certo, è che il Pdl farà le sue valutazioni, assumendosi le proprie responsabilità.

 

(Paolo Nessi

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