SPILLO/ Telese: solo tanti “Bravo Renzi”, così il Pd rischia di morire

- int. Luca Telese

Per LUCA TELESE, Renzi ha la forza dalla sua e la usa. Da un certo punto di vista è legittimo, ma il problema è che il dibattito lo ha fatto prima delle Primarie e ora è convinto che basti

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“Il Partito Democratico rischia di morire di unanimismo. La crisi che vedo ora è che non c’è più dibattito, neanche su una questione fondamentale come la legge elettorale”. E’ l’analisi di Luca Telese, conduttore di Matrix, dalla quale risulta che il rischio di Fascismo in questo momento sarebbe innanzitutto interno alla sinistra. Ieri sera la direzione del Pd ha approvato la proposta del segretario del partito, Matteo Renzi, con 111 sì, 0 no e 34 astenuti. Un risultato bulgaro che sembra confermare le riflessioni di Telese. Nonostante le critiche infuocate dell’ex sfidante alle Primarie, Gianni Cuperlo, alla fine il dissenso si è dissolto al momento del voto.

Che cosa ne pensa delle critiche di Cuperlo alla legge elettorale proposta da Renzi?

Quella proposta da Renzi è una legge elettorale che non mi piace, in quanto le liste bloccate non vanno incontro alla necessità di una scelta degli eletti da parte degli elettori. Come ha giustamente rimarcato Cuperlo, sarebbe meglio avere delle preferenze per poter scegliere le persone che si votano, anche perché questa era la principale richiesta della Corte costituzionale. Renzi ha tentato di rispondere a queste obiezioni affermando che per la Consulta andrebbero bene anche delle liste bloccate corte in quanto in quel modo il candidato è riconoscibile. Ma non si capisce a cosa serva che il candidato sia riconoscibile, se poi l’elettore non può scegliere e l’unica decisione che conta è quella del partito.

Perché Renzi vuole introdurre le liste bloccate come Berlusconi?

Il vero motivo è che tutti i leader, con la scusa che le preferenze fanno spendere tanti soldi, vogliono automaticamente essere loro scegliere anziché lasciarlo fare agli elettori. Non credo quindi che il problema sia la paura dei cuperliani o dei civatiani da parte di Renzi.

In passato Cuperlo era a favore dell’uninominale. Perché si è convertito alle preferenze?

Io sono convinto che Cuperlo creda in quello che ha detto e che non ci siano particolari retroscena o intenzioni nascoste. L’uninominale e le liste bloccate alla spagnola sono due cose completamente diverse. Criticare il sistema spagnolo dopo essersi detto a favore dell’uninominale non è affatto un segno d’incoerenza.

Come valuta la scelta di Renzi di andare prima da Berlusconi e solo in seconda battuta dagli alleati di governo?

Questo non mi turba, perché è normale che sulla legge elettorale si cerchi di fare un accordo con il secondo partito per numero di parlamentari. Il problema sono i contenuti dell’accordo raggiunto da Renzi, non il metodo che ha seguito. Se il segretario del Pd vuole accordarsi con Berlusconi o anche con la Meloni è libero di farlo.

 

Il Pd rischia di spaccarsi o è soltanto un sereno dibattito?

In politica non c’è mai nulla di sereno. Quello all’interno del Pd è un dibattito intenso, ma che fa da controcanto a un coro di “Bravo Renzi” che a dire il vero trovo piuttosto stucchevole. A mancare nell’attuale confronto politico è innanzitutto lo spirito critico nei confronti di quanto propone Renzi.

 

Come valuta lo stile della leadership di Renzi?

Ogni volta il segretario del Pd ripete di essere stato votato da 3 milioni di elettori, troncando così sul nascere qualunque discussione. Solo che quasi nessuno di questi 3 milioni di persone sa qualcosa dell’”Italicum”, o di quello che io chiamo “Porcellum alla spagnola” o “modello Patanegra”, dal nome del famoso prosciutto.

 

Renzi si crede il nuovo “unto del Signore”?

Renzi ha la forza dalla sua e la usa. Non mi stupisce e da un certo punto di vista è legittimo. Il problema è che il dibattito lo ha fatto prima delle Primarie e ora è convinto che basti.

 

Che cosa sta accadendo davvero all’interno del Pd?

Nel Pd in questo momento c’è molto unanimismo, a parte poche voci isolate, e il risultato delle Primarie non è sufficiente a giustificare quanto sTa avvenendo in questa faSe. L’Italicum non è una buona riforma elettorale e mi ha stupito ieri sentire un coro di persone insospettabili che elogiavano questo sistema definendolo addirittura “meraviglioso”.

 

(Pietro Vernizzi)

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