VOTO DI SCAMBIO/ Nitto Palma (FI): cambiamo la legge o le preferenze “aiuteranno” la mafia

- int. Francesco Nitto Palma

Secondo l’ex ministro della giustizia FRANCESCO NITTO PALMA (Forza Italia) il modo con cui è stato approvato il ddl sul voto di scambio politico e mafioso, può favorire la criminalità

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La cattura di Bernardo Provenzano (Infophoto)

E’ stata approvata dal senato con 168 voti favorevoli, 4 no e 66 astenuti il ddl contro il voto di scambio politico e mafioso. La vittoria dei sì è avvenuta con l’opposizione di Forza Italia e l’astensione della Lega: il decreto deve adesso tornare al voto della Camera perché il testo era già stato precedentemente modificato. In particolare Forza Italia, con la richiesta di emendamento dell’ex ministro Nitto Palma, si è opposta perché il modo con cui è stato approvato il decreto potrebbe portare a favorire la criminalità organizzata invece di combatterla. Ilsussidiario.net ha chiesto al senatore Francesco Nitto Palma di spiegare il significato reale di questa preoccupazione. 

Senatore, che cosa non la convince del decreto approvato in Senato?

Il mio emendamento tendeva a escludere dal testo l’inciso “in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi e le esigenze della associazione”. 

Perché questa sua richiesta?

Perché secondo la costante giurisprudenza della Suprema corte, la disponibilità a soddisfare le esigenze e gli interessi della associazione costituisce una ipotesi di concorso esterno. Che è una elaborazione giurisprudenziale, nel senso che non vi è nessuna norma che preveda il concorso esterno.

Quindi cosa succede adesso?

Inserire questo inciso nel 416 ter, equivaleva secondo la giurisprudenza della Suprema corte a un concorso esterno in associazione mafiosa. Io invece ho chiesto di toglierlo, altrimenti si rende norma una figura specifica di concorso esterno e in ragione del principio di tassatività delle imputazioni, si corre il rischio che un analogo fatto, dove la disponibilità a soddisfare gli interessi, invece che in cambio di voti, avvenga ad esempio in cambio di denaro, possa quindi non trovare punizione.

Una preoccupazione che invece non è stata colta.

Per quanto mi riguarda la norma varata oggi in ragione di questo inciso è una norma pericolosa nel senso che può essere interpretata in modo da costituire una retrocessione nella lotta alla criminalità organizzata.

Un decreto legge che porterà davvero favori alla criminalità?

Intanto bisogna vedere cosa succederà alla Camera perché il testo approvato non è ancora legge. Se dovesse diventare legge questo testo, il problema sarebbe reale.

Ci spieghi. 

Sicuramente chi dà la disponibilità a soddisfare le esigenze richieste in cambio di voti verrà punito, con la pena prevista dal 416 bis primo comma. Esattamente come doveva venire punito fino a oggi in ragione dell’elaborazione giurisprudenziale, avendo detto che questo fatto è concorso esterno in associazione mafiosa. Il problema allora adesso qual è? Se io do la disponibilità a soddisfare le esigenze non in cambio di voti ma di denaro, posso essere punito? Secondo me c’è il rischio di no. Se la norma diventerà operativa scritta in questo modo e i giudici la interpreteranno, vedremo se avevo ragione io o avevano ragione loro. Dico semplicemente che in tema di lotta alla criminalità meno ostacoli e meno dubbi si mettono nelle norme meglio è.

 

Non sarebbe allora meglio avere le preferenze così si potrebbe individuare il singolo politico che compra i voti?

Questa norma nella sua attuale formulazione nasce nel 1992, quando tutti i sistemi elettorali compreso quello politico nazionale funzionavano a preferenze. Evidentemente era orientata a evitare il mercanteggiamento delle preferenze con la criminalità organizzata.

 

Sta dicendo che le preferenze  favoriscono la criminalità?

Specialmente nelle terre di criminalità organizzata, dove il voto è controllato anche da organizzazioni criminali, il rischio di avere contatti con loro per avere le preferenze e conseguentemente essere eletto è onestamente molto reale.

 

Quindi in un sistema elettorale che non le prevede andrebbe a prevalere il voto di opinione rispetto al voto organizzato?

Quando si parla di preferenze o no bisogna fare questo ragionamento: nel centro nord sono il 15% sulle schede votate, nel centro sud sono anche l’80%. Se è vero per un verso che nel centro sud tutto questo si può ispirare a una diversa concezione della politica, cioè più assistenziale e più clientelare, è altresì vero che nel centro sud vi è una grande presenza di criminalità.

 

Dunque?

Facciamo un esempio. Se non sbaglio è in corso un processo in Lombardia dove un consigliere è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa proprio per uno scambio di voti e denaro con un segmento della ‘ndrangheta lombarda. In quel caso vediamo come con le preferenze diventa importante l’appoggio di una organizzazione per veicolare le preferenze stesse. 

 

Il rischio aumenta.  

Sicuramente è molto più rischioso per il 416 ter, è un rischio presente soprattutto nelle elezioni amministrative. C’è il caso di un’intercettazione telefonica dove un soggetto criminale dice a una persona di candidarsi sindaco e lui risponde di non avere voti. Il soggetto criminale allora gli dice: io ne ho 572. E il personaggio viene poi eletto sindaco con 574 preferenze. 





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