CAOS FI/ Minzolini: per salvarci dobbiamo “seppellire” Italicum e Nazareno

- int. Augusto Minzolini

Per AUGUSTO MINZOLINI (FI) la posta in gioco è la sopravvivenza del partito. O si ritrova una linea che porti a rappresentare il popolo di centrodestra, o il partito rischia di estinguersi

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Augusto Minzolini (Infophoto)

“La vera posta in gioco è la sopravvivenza di Forza Italia, e da questo punto di vista la strada è obbligata. O si ritrova una linea che sia convincente con il proprio elettorato, cioè che porti a rappresentare un ampio settore di quello che era una volta il popolo di centrodestra, o altrimenti Forza Italia rischia di estinguersi”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Augusto Minzolini parlando con ilsussidiario.net. Il conflitto all’interno del principale partito di centrodestra è sempre più intenso, nonostante la pace apparentemente ritrovata tra Berlusconi e Fitto. Nelle scorse ore diversi quotidiani hanno affermato che Berlusconi sarebbe disposto a lasciare a Fitto un terzo del partito. Quest’ultimo però ha replicato: “Da almeno due anni, rifiuto personalmente cariche e incarichi di partito. Sono e resto convinto che il tema non sia quello di una ‘sistemazione’ degli attuali organigrammi, ma quello (per usare le parole opportunamente scelte da Silvio Berlusconi nell’ultimo Comitato di presidenza) di una rifondazione e di un rilancio del movimento e del centrodestra”.

Qual è il vero significato del confronto/scontro tra Berlusconi e Fitto?

Il punto centrale è che se Forza Italia va avanti così rischia di tramontare, di non avere più una propria base. Di fatto ci troviamo in una situazione in cui buona parte dell’elettorato di Forza Italia nelle ultime elezioni non si è espresso. Occorre quindi dare nuovamente al popolo di centrodestra un motivo per votarci. Non è quindi una questione di organigrammi o di dialettica tra Berlusconi e Fitto, ma del fatto che se si vogliono ricreare delle alleanze o inglobare aree che in precedenza ci votavano, ci sono dei meccanismi quasi obbligati. Tra questi ci sono anche le primarie.

Forza Italia rischia più di scomparire o di spaccarsi?

Escludo che si possa spaccare. In passatole scissioni ci sono state soltanto per ragioni di poltrone.

E’ ancora attraente un partito guidato da un leader vecchio come Berlusconi?

Con questa storia dell’anzianità ci andrei molto cauto. Rischiamo alla fine che dopo la vicenda Renzi, tenuto conto di tutto quello che sta ottenendo il Pd, ne finirà compromessa la stessa idea di rinnovamento che è il tratto distintivo di questo governo, il quale però non ha dato granché. Non ne faccio quindi una questione anagrafica. Sicuramente Berlusconi continua ad avere un seguito non indifferente, e da cui non è possibile prescindere. Così come non si può prescindere neanche da un’alleanza con la Lega nord e con i centristi, se questi un minimo comprendono che da soli non contano nulla.

Se il problema non è Berlusconi, qual è il vero motivo per cui Forza Italia rischia di scomparire?

Finora Forza Italia ha avuto una visione appannata sui temi economici. E’ inutile inoltre che noi ragioniamo della legge elettorale e delle riforme istituzionali come se fossero un elemento neutro. Renzi ha cambiato l’accordo per ben 16 volte, ridisegnandolo rispetto alle esigenze elettorali del proprio partito. Quello non è un accordo, e Forza Italia rischia di essere subordinata, di accettare e di subire. Tanto più che si tratta di regole che non sono le più adatte a ricostruire un polo di centrodestra. L’Italicum approvato ora e con queste logiche presuppone la nascita di un partito centrale, il cosiddetto Partito della Nazione, con tanti cespugli intorno. Forza Italia si prenderebbe il ruolo del possibile partito alternativo, che però non deve mai vincere. Una cosa del genere non si può accettare.

 

Lei che cosa propone?

O il presidente del Consiglio decide che bisogna occuparsi d’altro, cioè di cose più fondamentali e coniugabili con gli interessi attuali del Paese, o se vuole andare a votare lo faccia con il Consultellum, così Renzi si assumerà pure la responsabilità di avere messo fine al bipolarismo italiano.

 

(Pietro Vernizzi)

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