FLOP DI FORZA ITALIA/ Dalle acclamazioni ai casting: le colpe di Berlusconi

- int. Mattia Feltri

Per MATTIA FELTRI, Forza Italia sta diventando quello che il Cavaliere non ha mai sopportato: un piccolo partito, un cespuglio. Ormai è al di sotto della soglia psicologica del 10%

berlusconi_3ditaR439
Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Ormai Forza Italia è ridotta a un cespuglio, proprio ciò che Berlusconi ha sempre detto di non sopportare”. E’ il commento di Mattia Feltri, giornalista politico de La Stampa, alle elezioni regionali di domenica. In Emilia-Romagna, Forza Italia prende l’8% contro il 25% delle regionali del 2010. In Calabria è al 26,6% (sommando Forza Italia, Casa delle Libertà e Fratelli d’Italia), mentre nel 2010 il Pdl era al 57,8%.

Come definirebbe il risultato di Forza Italia?

E’ un risultato disastroso. In Calabria, dove un tempo era molto forte, Forza Italia ottiene il 26,6%, una percentuale che fino a qualche anno fa sarebbe stata drammatica anche come media nazionale. Il risultato in Emilia-Romagna si commenta da sé, perché prende l’8% contro il 25% del Pdl nel 2010. Ma è soprattutto la reazione di ribellione a Berlusconi in Forza Italia a essere triste.

Qual è stato l’errore di Berlusconi?

Quando il rapporto tra il leader di un partito e chi vi aderisce nell’arco di un ventennio è improntato sulla fedeltà e chi cambia idea è dichiarato un traditore perché non si è in grado di cogliere il suo cambio di prospettiva, poi non ci si può che aspettare l’accoltellamento nel momento in cui il leader si è indebolito.

Berlusconi riuscirà ancora a risollevare le sorti di Forza Italia?

Forza Italia se non è morta è gravemente malata. Possiamo pensare che per Berlusconi le amministrative sono sempre state un problema, ma l’8% dell’Emilia-Romagna documenta che siamo a percentuali da cespuglio. Forza Italia sta diventando quello che il Cavaliere non ha mai sopportato: un piccolo partito. Ormai è al di sotto della soglia psicologica del 10%, in una realtà dove 15 anni fa Forza Italia era riuscita a conquistare il Comune di Bologna con Giorgio Guazzaloca.

Il centrodestra riuscirà a trovare nuovamente una sua unità?

Si parla molto dei tentativi di rimettere insieme Forza Italia, la Lega nord, il Nuovo Centro Destra e Fratelli d’Italia. Io però li ritengo molto velleitari, vecchi e superati. Quando nel 2008 Berlusconi vinse le Politiche, il centrodestra aveva ottenuto il 38% mettendo insieme tutti i partiti dell’area. Ora un risultato simile è inimmaginabile, e intanto alle Europee Renzi ha preso il 41%. La Lega nord in Emilia è al 19,42%.

Salvini prenderà il posto di Berlusconi?

Salvini sta compiendo un’operazione straordinaria, ma non può pensare di diventare un aggregatore del centrodestra. Le sue battaglie politiche servono a fare della Lega nord una grande forza di opposizione, ma non le consentono di avere i numeri per essere una forza di governo. Ciò sia per i temi che sceglie, in quanto Salvini punta molto sull’allarme e ciò fa sì che non riesca mai a varcare determinate cifre. Ma anche perché di fatto la Lega nord non riuscirà mai a sfondare nel Sud Italia. Non può quindi essere Salvini il nuovo fulcro del centrodestra.

 

Chi può essere allora il successore di Berlusconi?

Il punto è che non potrà mai emergere nessuna alternativa finché Berlusconi resterà in campo. Ho trovato emblematico quando il Cavaliere si è cercato un “erede” nominando Alfano segretario del Pdl per acclamazione. Adesso Berlusconi convoca un gruppo di ragazzi a Villa Gernetto, dicendo che sta cercando l’anti-Renzi. E’ evidente che Berlusconi non sta cercando un vero erede, ma sta facendo un po’ di casting per attorniarsi di gente nuova perché quella vecchia lo ha annoiato. Anche perché la scelta del successore per acclamazione poteva andare bene quando Giulio Cesare scelse Ottaviano Augusto, ma adesso i tempi sono cambiati.

 

Anche Berlusconi finirà accoltellato in una congiura come Giulio Cesare?

Quella di Giulio Cesare è una storia particolarmente nobile e cruenta, e quindi io e lei stiamo sprecando dei paragoni del tutto fuori luogo. Anche perché non credo che qualcuno in Forza Italia abbia la tempra per fare come Bruto Cassio. All’epoca Roma era il centro del mondo e quelli erano gli uomini più forti sulla faccia della Terra. Berlusconi al contrario di Giulio Cesare non si può scegliere l’erede, anche perché considerandosi l’unto del Signore non potrà mai trovare qualcuno alla sua altezza. Giulio Cesare morì accoltellato in una congiura, Berlusconi in Forza Italia al massimo potrà essere scalciato quando sarà già a terra agonizzante.

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori