BEPPE GRILLO/ Vattimo: i pm “regalano” altri voti a M5S

- int. Gianni Vattimo

GIANNI VATTIMO commenta la decisione (a suo dire eccessiva) della procura di Torino contro il leader pentastellato che ha da sempre sostenuto la causa del movimento No Tav

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Foto: InfoPhoto

Reato di violazione di sigilli. E’ questa l’accusa della Procura di Torino contro Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle. L’ex comico è infatti entranto nella baita-presidio che il Movimento No Tav aveva costruito nel 2010 in Valle di Susa. Secondo Gianni Vattimo, filosofo che qualche settimana fa si era candidato proprio tra le fila dei 5 Stelle per essere poi scartato da Grillo stesso, commenta la decisione ritenendola “un accanimento che rischia solo di acuire le tensioni sociali”.

La procura di Torino ha chiesto 9 mesi di reclusione per Beppe Grillo, reo di aver violato i sigilli di una baita abusiva costruita dai No Tav in val di Susa nel dicembre 2010 e diventata simbolo del movimento. Come commenta questa decisione?

Come in altri casi recenti, trovo che vi sia una particolare durezza da parte della procura di Torino che si estende, per altro, all’intero movimento No Tav. Ricordiamo infatti che c’è una richiesta per quattro ragazzi accusati in base a leggi contro il terrorismo: questi rischiano dai venti ai trent’anni…

Per Grillo la cosa è ridimensionata…

Certo, ma mi sembra che ci sia un eccessivo accanimento, che non corrisponde per di più alla reale pericolosità di queste attività. Non accuso nessuno di violare la legge – io stesso sono legalista –, ma la prospettiva che si sta delineando un po’ mi spaventa: non vorrei che i movimenti sociali vengano ritenuti terroristici dalla magistratura.

Inoltre sul leader pentastellato sono arrivati numerosi atti da diverse procure per istigazione ai militari – durante la protesta dei Forconi – di disobbedire alle leggi e non proteggere più i politici (con la lettera aperta inviata ai capi delle forze dell’ordine).

Bisogna vedere fino a che punto, in questo Paese, sia possibile una certa libertà di parola da parte dei movimenti di contestazione. Faccio un esempio. Se venisse qui Gandhi con cinquecento suoi seguaci e si sdraiasse in mezzo alla strada per impedire il passaggio dei treni o dei camion di sarebbe accusato?

Con questo cosa vuol dire?

Che c’è modo e modo di contrastare il sorgere di movimenti di opposizione radicale. In questo caso, secondo me, è un errore anche tattico.

In che senso?

Quanto più si intensificano le persecuzioni giudiziarie, tanto più la gente si arrabbia. Se si pensa che, contemporaneamente, in Italia ogni giorno chiude un’industria o si disloca un azienda in Polonia o in Cina, tutto questo non è sano in un momento come questo in cui i conflitti sociali stanno salendo per ovvie ragioni: la povertà incombe. Ripeto, insistere con questi atteggiamenti lo trovo politicamente poco lungimirante.

In un’intervista al Manifesto Fabrizio Barca ha detto che quella di M5S non è eversione, bensì “è sbando”, aggiungendo che l’eversione presuppone l’avere un disegno, cosa che loro non hanno. È d’accordo?

Io ho l’impressione che il M5S accolga principalmente le istanze di rifiuto a certe politiche che io stesso contesto. Ho paura che con il fatto che la protesta sia così popolare (visto il consenso elettorale sul quale poggiano) non siano poi capaci di fare politica. Però su questo io non saprei cosa consigliargli. C’è questa sorta di massa elettorale – sempre più rilevante – che è però chiusa in frigorifero. E vorrei dire…

 

A lei.

Se i 5 Stelle avessero fatto una politica di pressione più positiva con il governo e avessero dialogato al momento giusto con Bersani avrebbero già ottenuto qualcosa, sia in termini di Tav che si F35, per esempio. Non accuso nessuno di non averlo fatto, ma credo che sia un errore tenersi troppo isolati.

 

A  proposito di Bersani e del Pd, Tornando un attimo all’accusa di eversione, è stato un parlamentare dem, Fausto Raciti, a presentare un esposto con Grillo. Cosa significa?

È un modo per tentare di stroncare un oppositore, e non mi sembra per niente giusto. Lo si è sempre detto per Berlusconi: “Non bisogna battere un avversario giuridicamente”, ma nel suo caso era ovvio, visto che è vissuto facendosi leggi ad hoc e quindi prenderlo nella trappola delle leggi è un discorso.

 

Mentre per Grillo?

Non ha alcun senso. Qualcuno del Pd ha detto che fare ostruzionismo è come impedire il funzionamento di un organo istituzionale…e uno sciopero, allora, che cos’è? Un altro esempio? tutto il polverone per l’impeachment a Napolitano: lo ha fatto la sinistra a suo tempo contro Cossiga ed è soprattutto una cosa prevista dalla Costituzione. Non si può ragionare certo con quest’ottica.

 

Quindi?

Ci vuole una democrazia sufficientemente elastica per far sì che le opinioni si manifestino e lasciare che i movimenti sociali esercitino il loro ruolo. Finché non ci sono bombe e terrorismo effettivo, chiamare terrorismo questa poca roba successa in Val di Susa significa sbagliare tutto e intensificare il conflitto sociale.

 

Ma tutto questo porta o toglie voti al Movimento 5 Stelle?

Credo che tutti questi eventi stiano favorendo il partito di Grillo. Mi chiedo poi tutto il processo mediatico anti M5s che effetto finirà per avere… il massimo che potrà succedere sarà che la gente non andrà più a votare. Se si radicalizza l’opposizione Pd rispetto a Grillo mentre contemporaneamente Renzi e Berlusconi sono “pappa e ciccia” vedete voi cosa può succedere…

 

(Fabio Franchini)

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