CAOS NCD/ Il dissidente: ecco perché chiediamo ad Alfano di farsi da parte

- int. Paolo Naccarato

Per PAOLO NACCARATO (Ncd) occorre mettere insieme la maggioranza degli italiani che hanno una visione moderata e popolare. E’ una sfida che ha bisogno di leadership e identità chiare

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Angelino Alfano e Maurizio Lupi (Infophoto)

Sedici senatori del Nuovo Centro Destra hanno firmato una lettera al loro leader, Angelino Alfano, nella quale gli chiedono di lasciare il suo incarico all’interno del partito. La missiva è stata scritta il 15 aprile e consegnata a Gaetano Quagliariello, il quale l’ha fatta avere personalmente al ministro dell’Interno. A scatenare i malumori è stata la scelta si candidare Lorenzo Cesa e Giuseppe Scopelliti ai primi due posti nella circoscrizione Sud. Tra i firmatari c’è il senatore Paolo Naccarato, il quale a Il sussidiario.net sottolinea che “occorre superare l’attuale fase attraverso la creazione di un grande movimento popolare dei moderati, in grado di ottenere il consenso della maggioranza degli italiani”. Naccarato apre alla partecipazione di Berlusconi al nuovo soggetto politico, spiegando che “se mai arriverà questo momento, lo deciderà il presidente Berlusconi”.

Senatore Naccarato, è possibile una scissione di Ncd?

No.

Perché ritiene che la vostra lettera non porterà a uno sbocco di questo tipo?

Perché nella situazione data lo sbocco può essere soltanto la creazione di un grande movimento popolare, che guardi al futuro e non al passato. Tutte le forze devono trovare la loro dignità, nel tempo necessario perché ciò avvenga. Adesso ci sono le elezioni europee ed è a questo appuntamento che dobbiamo guardare.

Questa lettera ha a che fare con una questione di esclusioni dalle liste per le Europee?

A essere sul tappeto è una serie di questioni. Sono tutti nodi che con un po’ di buona volontà si possono sciogliere. Lei prima ha parlato della necessità di creare un grande movimento popolare moderato.

E’ davvero possibile finché Berlusconi è ancora in campo?

E perché no?

Lo farete con Berlusconi o senza di lui?

Se mai arriverà questo momento, lo deciderà il presidente Berlusconi.

Ncd e Forza Italia si riuniranno in un solo partito?

La vera questione non è unificare due partiti, bensì di mettere insieme la stragrande maggioranza degli elettori italiani che hanno una visione moderata e popolare. Questa è la sfida, anche se poi c’è bisogno di leadership, di iniziativa, di identità chiare. L’elettore deve percepire con immediatezza qual è la proposta politica, moderata e popolare, che aspira ad avere una vocazione maggioritaria non solo nella metafisica del centrodestra, ma anche nello scenario politico italiano.

 

Come si può ritornare protagonisti sulla scena politica dei moderati?

Innanzitutto comportandosi con serietà e coerenza, dando una forte spinta al cambiamento, partecipando responsabilmente alla stagione delle riforme e assumendosi le proprie responsabilità alla luce del sole. I moderati italiani chiedono di essere rappresentati e di trovare risposte ai loro bisogni e alle loro istanze. Tutto ciò va perseguito con estrema convinzione e con comportamenti seri.

 

Ncd sta già partecipando alle riforme del governo Renzi. Perché questo non basta?

Perché il processo che va intrapreso è molto più complesso. Ci sono tante riforme da fare nel Paese, è una sfida impegnativa che questa legislatura deve poter approntare in maniera risolutiva. Da questo punto di vista anch’io sono renziano.

 

Come valuta il ruolo di Ncd nel processo di riforma?

Ncd sta facendo la sua parte, quello che può, anche se talvolta il governo assomiglia a un monocolore. Spero che Renzi nei prossimi giorni, quando avrà l’occasione di aprire la campagna elettorale, faccia un grande appello agli italiani, come fece De Gasperi nel 1953, chiedendo loro di andare a votare e di scegliere i partiti che sostengono il suo governo. Ncd si sta facendo carico di un’azione dirompente sul piano del cambiamento del Paese che necessita di un sostegno forte e convinto da parte dei cittadini.

 

Quali saranno le conseguenze della vostra lettera sulla tenuta del governo?

Sulla tenuta del governo non avrà alcun rilievo. E’ una questione interna al partito che io spero si possa chiarire al più presto.

 

(Pietro Vernizzi)

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