SVISTE?/ Nitto Palma (FI): perché il patto sulle riforme non vale per la giustizia?

Per FRANCESCO NITTO PALMA, se si va a toccare il comparto della giustizia senza Forza Italia, ciò andrà a riguardare qualcosa di prioritario e questo non potrà essere privo di conseguenze

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Il senatore Francesco Nitto Palma

“Se si va a toccare il comparto della giustizia senza Forza Italia, ciò andrà a riguardare qualcosa di assolutamente prioritario e questo non potrà essere privo di conseguenze”. Lo rivendica l’ex ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, senatore di Forza Italia, in un momento particolarmente delicato per Silvio Berlusconi. Giovedì il Cavaliere andrà ai servizi sociali e dovrà chiedere al tribunale di sorveglianza i permessi necessari a garantirgli l’agibilità politica. In questo contesto, l’attuale ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha di fatto escluso un dialogo privilegiato con Forza Italia come è avvenuto sulle riforme istituzionali, sottolineando: “Serve una proposta della maggioranza, poi ci confronteremo con tutti”. Lo stesso patto su Italicum e riforme istituzionali, la sinistra non vuole farlo sulla giustizia. E a un giornalista che gli chiedeva del Cavaliere, il ministro ha risposto: “No, la prego, non mi parli di Berlusconi, Non è possibile che ogni intervista sulla giustizia diventi un’intervista su Berlusconi”.

La mancanza di un accordo tra Renzi e Berlusconi sulla giustizia può fare fallire anche il patto per le riforme?

L’accordo tra Berlusconi e Renzi non prevedeva il comparto giustizia, ma la riforma del Titolo V, del Senato e della legge elettorale. Conseguentemente è fuori dall’accordo. Certo è che la riforma della giustizia è assolutamente necessaria, e in ordine a quest’ultima almeno a parole lo stesso Renzi si è dichiarato favorevole. Di conseguenza è un tema che possiamo affrontare con serenità, e dipenderà poi dai fatti verificare se Renzi vuole realmente effettuare la riforma della giustizia o è solo un bluff.

Il ministro della Giustizia, Orlando, però ha detto: “Per piacere non parlatemi di Berlusconi”…

Il ministro Orlando può dire quello che vuole. Un patto sulla giustizia effettivamente non c’è, dopo di che se qualcuno vuole intervenire sulla giustizia senza il contributo di Forza Italia o addirittura contro di noi, faccia pure e vedremo in Parlamento se passa.

Quali saranno le conseguenze del fatto che qualcuno voglia fare una riforma della giustizia senza o contro Forza Italia?

Se si va a toccare il comparto della giustizia senza Forza Italia, ciò andrà a riguardare qualcosa di assolutamente prioritario e questo non potrà essere privo di conseguenze. Quali queste potranno essere dipenderà evidentemente dal tipo di riforma che gli altri intendono compiere.

 

Forza Italia è pronta a fare saltare il tavolo delle riforme istituzionali?

Non credo che la questione si possa porre in questi termini, sono due piani diversi. Se la riforma della giustizia sarà di facciata o addirittura peggiorativa dell’attuale situazione, la politica come sempre farà i suoi passi. Berlusconi tra pochi giorni andrà ai servizi sociali.

 

Che cosa vorrà dire dal punto di vista politico?

Dipende. Se il presidente Berlusconi avrà la sua agibilità politica, come già è stato detto, saremo assolutamente fedeli al patto che è stato siglato con Renzi. Ma se si dovesse completamente privare il presidente Berlusconi della sua agibilità politica, ciò potrebbe comportare qualche reazione da parte di Forza Italia.

 

L’agibilità politica dipenderà da Renzi o dai magistrati?

Che Renzi voglia fare anche il magistrato lo posso credere, però nella realtà l’agibilità politica non dipenderà da Renzi bensì dai magistrati. Ancora una volta la scelta di un magistrato deciderà la politica dell’intera nazione? E’ ciò che accade da diversi decenni. Questa era la ragione per cui occorreva fare la riforma della giustizia, ma fino a quando vi è un partito come il Pd, il quale difende senza capacità critica la casta dei magistrati, si andrà avanti in questi termini.

 

Quali sono le vostre proposte?

Al di là di riforme tecniche concernenti una maggiore efficienza del servizio giustizia, e quindi l’accelerazione del processo penale e civile, una depenalizzazione più coraggiosa di alcuni reati, e altre questioni relative ai lati procedurali, vi è un problema assolutamente strutturale. Quest’ultimo passa dalla separazione delle carriere e dalla responsabilità civile dei magistrati. Bisognerà vedere ciò che il Partito Democratico e il suo leader intenderanno fare, ammesso che vogliano fare qualcosa.

 

(Pietro Vernizzi)

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