ADDIO M5S/ L’ex Rostellato: il Quirinale? Parliamo con Fitto e i suoi…

GESSICA ROSTELLATO, una dei nove parlamentari che hanno abbandonato il gruppo di M5S, spiega che il malessere covava da tempo e che ora altri deputati potrebbero lasciare

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Jessica Rostellato

“Non siamo passati nella maggioranza e non voteremo a scatola chiusa il candidato di Renzi per il Quirinale. Siamo pronti a discutere con tutti, ma non vogliamo tirarci indietro rispetto a questo momento decisivo per la vita del Paese”. Lo afferma l’onorevole Gessica Rostellato, una dei nove parlamentari che ieri hanno lasciato l’M5S. Ieri sera i nove dissidenti hanno partecipato alle consultazioni con Renzi in vista del voto per il Quirinale. “Chi in questo momento lascia il Movimento 5 Stelle – li ha subito attaccati Andrea Cecconi, capogruppo alla Camera dell’M5S – lo fa piegandosi alla vecchia politica, pronto a infoltire le truppe cammellate di Renzi. Noi proseguiamo sulla strada della trasparenza, loro vanno al Nazareno”.

Quali sono le ragioni della sua fuoriuscita dall’M5S?

C’era da tempo un malessere crescente, e abbiamo scelto di uscire per contestare la deriva che sta prendendo il Movimento. C’è stata una mancanza di rispetto dei principi e delle regole dei Cinque Stelle. Oltre all’assenza di democrazia interna, ha pesato la scelta di creare un direttorio. Va contro il nostro statuto che prevede che non ci siano organi intermedi tra noi e i cittadini.

Non vi sentite un po’ come Sergio De Gregorio, il senatore che passò dall’Idv a Berlusconi?

Noi non siamo passati da un partito a un altro, ci distacchiamo semplicemente da questo modo di gestire il Movimento. Ci siamo sempre detti che l’M5S non doveva essere il fine bensì il mezzo per cambiare e migliorare il Paese. Siccome il Movimento si è rivelato uno strumento inadeguato, nel momento in cui passiamo al gruppo misto non stiamo tradendo nessuno. Ma soprattutto non abbiamo tradito nessun ideale. Anzi sono quanti hanno lasciato che si creasse il direttorio che hanno tradito l’M5S e che dovrebbero andarsene.

Che cosa farete durante le votazioni per il presidente della Repubblica?

Dopo la conferenza stampa di ieri siamo stati convocati formalmente dal Pd. Noi non abbiamo intenzione di tirarci indietro da questa elezione che comunque è importantissima. Siamo aperti a discuterne non solo con la maggioranza ma anche con tutte le altre forze. Se Sel o altri partiti con cui stiamo già parlando dovessero proporci altre strategie noi le prenderemo in considerazione. In ogni caso per ora non ci siamo impegnati con nessuno, alla prima votazione presenteremo un nome nostro e poi si vedrà nelle fasi successive.

Con chi altri state parlando oltre al Pd?

Abbiamo parlato con forze di centro, destra e sinistra. In questo periodo prima dell’uscita in molti si sono avvicinati, anche per parlare del voto per il Quirinale. Quando eravamo nell’M5S c’erano già stati degli avvicinamenti.

 

Avete parlato anche con Forza Italia?

Abbiamo parlato con una parte di Forza Italia, quella dei fittiani, che hanno una loro strategia. Vorrebbero siglare con le altre forze il Patto “anti-Nazareno”, e stanno cercando persone interessate a questo progetto. Del resto i fittiani non si sono incontrati solo con noi, anche perché loro non sapevano ancora che eravamo intenzionati a uscire. Ritengo molto probabile che abbiano parlato anche con Luigi Di Maio, sempre per fargli la stessa proposta.

 

Che cosa risponde ad Andrea Cecconi che vi accusa di andare “a infoltire le truppe cammellate di Renzi”?

Non mi risulta che siamo passati in maggioranza. Rispedisco quindi al mittente l’allusione. Quando si vedrà come voteremo e come lavoreremo, saranno le nostre azioni a parlare chiaro. Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto finora, voteremo le proposte che riterremo giuste e andremo a parlare per migliorare quelle che non ci piacciono. Dire però che andiamo a fare da sponda a Renzi mi sembra semplicemente un modo per infangarci e per metterci in cattiva luce di fronte ai cittadini, perché non hanno altro modo di attaccarsi se non quello di fare partire la solita macchina del fango.

 

Nei prossimi giorni o settimane altri parlamentari lasceranno l’M5S?

Questo non lo so dire, anche se ci sono molte altre persone insoddisfatte che sono in forte sofferenza all’interno del gruppo. Se poi prenderanno o meno la decisione di seguirci è una cosa che non riesco a prevedere.

 

(Pietro Vernizzi)

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