CASO MARINO/ Una “bomba” che porta Renzi al voto anticipato

- int. Paolo Franchi

A Renzi conviene andare subito a elezioni politiche anticipate per disinnescare le mine di Roma, Milano e Napoli. Meglio giocarsi tutto sulle cose fatte dal governo. Lo dice PAOLO FRANCHI

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Ignazio Marino (Infophoto)

“A Renzi conviene andare subito a elezioni politiche anticipate per depotenziare le mine di Roma, Milano e Napoli. Meglio giocarsi tutto in una volta sola sulle cose fatte dal governo anziché farsi rosolare per i problemi delle grandi città”. Lo afferma Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera. Giovedì il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico. In una lettera ha spiegato: “Care romane e cari romani, ho molto riflettuto prima di assumere la mia decisione. L’ho fatto avendo come unica stella polare l’interesse della Capitale d’Italia, della mia città”.

Franchi, che cosa ne pensa di questa vicenda delle dimissioni di Marino?

E’ una storia molto complicata, un po’ più di come la raccontano i giornali. Le dimissioni di Marino sembrano incredibili. Un aspetto di questa vicenda è particolarmente curioso. Alla vigilia dell’esplosione di Mafia Capitale, il sindaco era già fortemente sulla graticola. Il Pd si era reso conto di avere compiuto un errore grave candidando un “marziano”. Con l’esplosione di Mafia Capitale la situazione all’improvviso cambia.

Per quali motivi?

Una parte del Pd è coinvolto nella vicenda, e il partito si ritrova fortemente nei guai. Marino da sindaco debole e inefficace, si trasforma in una specie di antemurale del buon governo. E quindi assume un ruolo contro corruzione e illegalità. La stessa chiusura della discarica di Malagrotta, che mette fine a un certo sistema nella gestione dei rifiuti, è un evento storico. La città continua a essere mal governata, ma su alcuni punti Marino ha fatto dei passi avanti positivi.

Quindi che cosa è avvenuto?

E’ proprio a questo punto che sono uscite tutte le recenti polemiche che hanno coinvolto Marino, fino alla vicenda degli scontrini. Nel giro di pochi giorni è successo di tutto. Da osti che precisavano chi erano gli invitati a tavola, al sacerdote che ha negato di avere mai cenato con Marino, fino alla stessa smentita dell’ambasciata del Vietnam.

Come valuta la linea del Pd sulle dimissioni di Marino?

L’atteggiamento del Pd, tra il soddisfatto e il rassegnato, mi sembra poco comprensibile. Il Pd avrebbe avuto mille e un motivo per sfiduciare Marino su temi politici e su questioni di governo della città. Avere invece assecondato questo andamento delle cose, fino al proverbiale “adesso basta”, al di là delle tensioni tra Renzi e Orfini, è stata comunque una scelta curiosa.

Ora i 5 Stelle potrebbero conquistare Roma?

Se la prospettiva che si apre è quella delle elezioni a primavera, il terreno su cui cade Marino è anche il più propizio per l’M5s. Secondo tutti i sondaggi a livello nazionale quello di Grillo è il primo partito e la forza che andrà al ballottaggio. Le Comunali di Roma per Grillo sono dunque indubbiamente un’occasione servita su un piatto d’argento.

 

Renzi rischia di pagare un prezzo politico per il caso Marino?

Sì. Renzi rischia di pagare un prezzo romano ma anche un possibile prezzo nazionale. Il premier non sembra prendere in considerazione l’ipotesi di elezioni politiche a breve. Lo stesso Italicum prevede che fino a luglio 2016 non si possa votare. Ora emerge alla luce questo caso che riguarda la capitale, e non un Comune qualsiasi. Nello stesso tempo sono aperte analoghe questioni a Milano e a Napoli.

 

In che senso ritiene che ciò possa assumere un peso nazionale?

Renzi si trova di fronte alla possibilità di ricevere una grossa batosta in elezioni amministrative che coinvolgono le più grandi città italiane. Il caso di Roma da questo punto di vista può assumere un peso particolarmente determinante. Anziché lasciarsi cuocere a fuoco lento alle elezioni amministrative, a Renzi conviene giocarsi tutto in un colpo solo con il voto politico.

 

Intende dire che gli conviene andare a elezioni anticipate?

E’ complesso farlo perché con la nuova legge elettorale non si può votare prima di luglio. Ma in realtà a Renzi non conviene farsi rosolare così a lungo. Può infatti vantare dei successi, veri o presunti, sul piano di governo. Ma poi si trova con tutte queste pesantissime palle al piede in sede locale. Invece di giocarsi la partita a livello amministrativo, per lui è meglio quindi andare a elezioni politiche anticipate.

 

(Pietro Vernizzi)

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