ITALIA5STELLE/ Salsi (ex grillina): a Imola è solo una fiera di marketing

- int. Federica Salsi

Per FEDERICA SALSI (ex M5s), Casaleggio è un abile stratega di marketing, ma quando dice che l’M5s è pronto a governare dobbiamo ricordare che cosa avviene dove c’è un sindaco grillino

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Beppe Grillo (Infophoto)

“Casaleggio è un abile stratega del marketing, ma quando dice che l’M5s è pronto a governare dobbiamo guardare ai fatti. I piccoli Comuni dove c’è un sindaco grillino sono tutti in difficoltà, figuriamoci che cosa accadrebbe se Grillo dovesse vincere nelle grandi città o addirittura a livello nazionale”. Lo afferma Federica Salsi, consigliere comunale di Bologna ed ex esponente dell’M5s. Ieri all’autodromo di Imola si è tenuta la grande kermesse “Italia5Stelle”. Sul palco sono intervenuti il premio Nobel Dario Fo e il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. Quindi in serata sono intervenuti i due leader del movimento, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Salsi, qual è il senso di questo evento “Italia5Stelle”?

Grillo e Casaleggio hanno bisogno di fare un’opera di propaganda e questo tipo di iniziative servono principalmente per creare interesse intorno al loro movimento, avvicinare persone e rendersi appetibili per l’elettorato. I discorsi fatti in Parlamento o nei consigli comunali sono sempre abbastanza tediosi, e il pubblico fa fatica a seguire i lavori all’interno delle istituzioni. La manifestazione di Imola serve principalmente per fare propaganda.

Qual è oggi l’identità dell’M5s?

I 5 Stelle si presentano in un modo ma in realtà sono in un altro. Si presentano come una forza democratica, che fa della sua bandiera la partecipazione dal basso e la legalità. In realtà sappiamo che le cose sono molto diverse. La democrazia dal basso nell’M5s non esiste: decide Casaleggio e poi la rete ratifica tutto. La legalità è sempre utilizzata a uso e consumo, basta vedere le polemiche sulle assunzioni di alcuni compagni o consorti come collaboratori in Parlamento, una scelta tra l’altro vietata dai regolamenti.

Casaleggio ha detto: “Siamo certamente pronti per governare”. Secondo lei pensa davvero di poterlo fare?

Che cosa pensi davvero Casaleggio francamente non lo so. Questa affermazione dà l’idea di una forza politica potente, matura e responsabile, e quindi chi guida il movimento non può dire il contrario. Io ritengo però che l’M5s farebbe fatica a governare situazioni complesse.

Perché ne è convinta?

Già è in difficoltà in alcuni Comuni, come ad Assemini in Sardegna e ad Ostia nel Lazio. Nel primo caso ad esempio il sindaco è sotto indagine. Se i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi, mi domando come facciano a dire che sono pronti a governare. In Parlamento avrebbero avuto la possibilità di incidere significativamente sulle scelte del governo, ma hanno preferito andare all’opposizione.

Alcuni osservatori fanno notare che il tema che interessa di più agli italiani è la legalità, la trasparenza, che è anche il vessillo dell’M5s. Casaleggio ha capito in anticipo che cosa vogliono gli elettori?

Da un punto di vista comunicativo non si può di certo dire che Casaleggio non sappia fare il suo mestiere. Stiamo parlando di un’agenzia che nell’arco di sette anni ha creato una forza politica che è arrivata quasi al 30% solamente sulla base di operazioni di marketing. Il merito non è certo della credibilità politica, perché l’M5s è nato dal nulla. Il tutto con la complicità di una classe politica devastata. Casaleggio ha avuto gioco facile ed è andato a colpire proprio sulla devastazione della politica. I politici dei partiti tradizionali non sono stati capaci di reagire perché sono stati dei grandi ladroni.

 

L’M5s è in grado di vincere alle Comunali di Roma?

A Roma potrebbero avere delle chance legate all’emotività del momento. Alemanno sappiamo che cosa ha fatto, e con Mafia Capitale si è aperto un vaso di pandora spaventoso. Marino è stato appena mandato a casa perché pagava le cene con i soldi del Comune. A questo punto i romani non hanno più alcuna fiducia né nella destra né nella sinistra, e potrebbero votare per l’M5s.

 

(Pietro Vernizzi)

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