RETROSCENA/ Mineo: Renzi vuole intervenire in Libia, la sinistra cosa dice?

- int. Corradino Mineo

Per CORRADINO MINEO (ex Pd) la sinistra non rinascerà né dalle prossime comunali né dal cambio di alleanze proposto da Vendola e Pisapia. I veri temi di sinistra sono Libia e ceto medio

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Corradino Mineo (Infophoto)

“La sinistra non rinascerà né dalle prossime amministrative né dal cambio di alleanze proposto da Vendola e Pisapia. I veri temi di sinistra sono Libia e ceto medio, se non si riparte da qui tutto il resto è politica politichese”. Lo evidenzia Corradino Mineo, senatore del Gruppo Misto dopo avere lasciato il Pd in polemica con Matteo Renzi. Giovedì sul tema è intervenuto anche Nichi Vendola, che ha sottolineato riferendosi al premier: “Allearsi con lui oggi sarebbe eutanasia”. Quindi ha aggiunto: “Pisapia scenda in campo a Milano come Sel fece con lui”. Pisapia nei giorni scorsi aveva firmato una lettera in cui proponeva un’alleanza Pd-Sel anziché Pd-centristi.

Senatore Mineo, sulla questione delle alleanze lei è d’accordo con Vendola o con Pisapia?

Il dato politico di cui dovrebbero tenere conto Vendola e Pisapia è che la battaglia che c’è stata negli ultimi anni si è conclusa con una vittoria netta di Renzi. Nel momento in cui la minoranza interna al Pd ha votato la riforma costituzionale, il premier non ha più avuto avversari politici. Ritiene quindi di potere affrettare le prossime fasi, prima con le elezioni amministrative e poi con il referendum confermativo delle riforme, attestandosi su posizioni di forza. Le tante anime della sinistra che si sono contrapposte alla leadership di Renzi e non hanno accettato di rientrare nei ranghi si trovano oggettivamente accerchiate.

Rivolgendosi a Pisapia, Vendola ha detto: “Scenda in campo a Milano come Sel ha fatto con lui”. Che cosa ne pensa di questo appello?

Mi sembra abbastanza naturale che si riproponga una politica di centrosinistra. Se la guardiamo al di fuori delle piccole tattiche politiche, quella proveniente dai tre sindaci è una richiesta molto critica nei confronti di Renzi. E’ quest’ultimo che finora ha reso impossibile l’unità del centrosinistra, attuando politiche apertamente di destra. La lettera dei tre sindaci apre al Congresso del Pd, ponendo il problema che non si possa continuare con una politica di destra perché l’elettorato del Pd e della sinistra tende a scomparire.

Ma la sinistra si può alleare con Renzi?

La vera questione è se la sinistra si possa alleare con chi sostiene il Jobs Act, la riforma della scuola, la riduzione della democrazia alla sola elezione del premier, del governatore e del sindaco. E’ molto difficile che un uomo di sinistra si possa sentire a suo agio con queste posizioni. Se Renzi vuole ricostituire uno schieramento ampio deve mettere molta acqua nella “terza via” del suo decisionismo centrista. Renzi ha semplificato la democrazia imponendole una svolta sostanzialmente dirigista e cambiando di fatto la forma di governo. Ha approvato la riforma della scuola, con tutti i danni che ciò ha provocato. La sua non è una politica di sinistra: per comprenderlo basta metterla a confronto con quella del leader laburista inglese, Jeremy Corbyn.

A questo punto che cosa si aspetta?

La vera questione è se Renzi per recuperare la sinistra cambierà linea prima del Congresso. Come pure se la sinistra Pd, dopo avere perso la battaglia sulle riforme, alzerà il tono. Il resto è politica politichese.

Lei andrà alla convention che Cuperlo ha organizzato per sabato a Roma?

Sì, vado volentieri perché voglio capire quale sarà la sua proposta.

 

Potrebbe essere la novità di cui parlava prima?

La fase che si è aperta due anni fa si è conclusa con la vittoria secca di una linea blairiana/di destra di cui è espressione il presidente del Consiglio e con la sconfitta dell’opposizione interna al Pd. Quindi non c’è tanto da discutere.

 

Da dove si riparte?

La sinistra dovrebbe porre domande più di sostanza. Per esempio chiedendo a Renzi che cosa vuole fare in Libia. Il piano del premier infatti è quello di non impegnarsi in Siria per intervenire in Libia. Anche se non ha spiegato con quali uomini e prospettive intenda farlo. Eppure sui grandi quotidiani tutta questa vicenda compare a malapena nelle pagine interne. Se come temo l’Italia si imbarcherà in un’avventura in Libia, per difendere i pozzi e presidiare le coste, ciò comporterà un impegno estremamente gravoso.

 

E sul fronte dell’economia?

Abbiamo una legge di stabilità in deficit senza una politica di riequilibrio sociale. Il fenomeno Trump si spiega con il fatto che negli Usa i redditi tra 30mila e 80mila dollari sono enormemente diminuiti negli ultimi 40 anni. Senza classe media vincono posizioni che fanno riferimento alla paura, alla sfiducia e alla rabbia. La sinistra si ricostituisce su temi come il ceto medio, e non su un cambiamento di alleati che finirebbe in ogni caso per portare acqua al mulino di Renzi.

 

Sull’elezione dei giudici della Consulta siamo tornati al Nazareno?

Se non è un Nazareno, è un mini-Nazareno. Come giudici costituzionali sono stati candidati Augusto Barbera, cioè l’inventore delle disgraziate riforme renziane, e Francesco Paolo Sisto, che è stato scelto insieme a Berlusconi. Si rifiuta ogni rapporto con l’M5s, che propone invece un ottimo costituzionalista come Modugno, mentre si coopta un terzo nome affidandolo a Ncd.

 

(Pietro Vernizzi)

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