DIETRO LA SCISSIONE/ Fitto e quel nuovo partito conservatore a metà tra Salvini e Alfano

Per FABRIZIO D’ESPOSITO (Il Fatto Quotidiano), Fitto potrebbe giocare un ruolo con un partito conservatore a metà strada tra le posizioni lepeniste di Salvini e quelle popolari di Alfano

21.02.2015 - int. Fabrizio d'Esposito
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Raffaele Fitto (Infophoto)

“Fitto in futuro potrebbe giocare un ruolo con un partito conservatore a metà strada tra le posizioni lepeniste di Salvini e quelle popolari di Alfano”. Lo afferma Fabrizio D’Esposito, giornalista politico del Fatto Quotidiano, secondo cui “il centrodestra avrebbe bisogno di un processo democratico per la nascita di un vero partito conservatore, e la Lega nord di Salvini non sarà mai questo partito”. Oggi a Roma si terrà la convention dei Responsabili guidati da Raffaele Fitto, il quale ha dichiarato: “Il problema è che il nostro partito non ha organismi per discutere della linea politica. La mia battaglia è anche quella di riproporre una dinamica democratica all’interno del partito. Non è facile, per usare un eufemismo, ma ci proviamo”.

Che cosa sta succedendo in Forza Italia?

Più lineare di così si muore. Berlusconi sta continuando a perdere pezzi del suo partito e adesso deve fronteggiare una nuova rivolta interna. In passato ce ne sono state altre, ora c’è quella di Fitto che per la provenienza del personaggio e il potere che rappresenta è una fronda democristiana. Se anche volesse espellere Fitto, Berlusconi si ritrova con le mani legate. Dalla sua nascita Forza Italia non ha mai celebrato un Congresso Nazionale e le cariche sono state scelte in modo “abusivo”. Non si capisce quindi chi dovrebbe espellere Fitto.

E’ soltanto una questione “burocratica”?

Anche da un punto di vista politico Berlusconi è in un angolo. Fallito il Patto del Nazareno, si è rinchiuso ad Arcore e deve fronteggiare tanti problemi. Fitto è l’ennesima zeppa nell’ingranaggio berlusconiano che è sempre più arrugginito e oggi assisteremo a una scissione di fatto, anche se poi probabilmente i fittiani non lasceranno il partito. Berlusconi li ha provocati con la nomina a commissario di Luigi Vitali, tra l’altro un ex parlamentare esperto di leggi ad personam. La questione principale per Berlusconi non è però Fitto, ma la nuova partita giudiziaria aperta a Milano dalle nuove perquisizioni del Ruby Ter.

Lei che cosa ne pensa del ruolo che sta giocando l’ex governatore pugliese?

L’idea di Fitto è molto chiara, anche se mi sembra strano che lo abbia scoperto dopo tanti anni. Dentro al Pdl e poi a Forza Italia, un partito carismatico dove c’è sempre stata una concezione padronale della democrazia interna, ogni volta che si è cercato di mettere in discussione la leadership di Berlusconi i dissidenti sono stati costretti a fare muro contro muro. E’ successo prima a Fini e poi ad Alfano.

E’ lo stesso oggi con Fitto?

Il problema di Fitto è arrivare a controllare le liste per quanto riguarda le prossime elezioni politiche. Forza Italia è un partito diviso in tanti clan: il clan del cerchio magico, quello di Verdini e quello di Fitto. Ciascuno di questi clan vuole avere garanzie per quanto riguarda la propria sopravvivenza parlamentare.

 

Insomma è una lotta per gestire il potere all’interno di Forza Italia. Dove finirà per sfociare?

Forse nella riorganizzazione di un centrodestra alternativo a Berlusconi, Fitto potrebbe giocare un ruolo con un partito conservatore a metà strada tra le posizioni lepeniste di Salvini e quelle popolari di Alfano.

 

Salvini ha detto che potrebbe guidare il centrodestra, ma solo a condizione che si facciano le primarie. E’ una buona idea?

Non è una buona idea innanzitutto per il centrodestra, che in Italia avrebbe bisogno di un processo democratico per la nascita di un vero partito conservatore. La sinistra per tanti anni ha fallito la nascita di un nuovo soggetto socialdemocratico, e alla fine si è ritrovata con un democristiano 2.0 come Renzi che di fatto ha ricreato la balena bianca su basi diverse. Allo stesso modo il centrodestra annaspa tra progetti e proclami di Salvini, che fisiologicamente non potrà mai andare oltre il 15%, anche perché no potrà mai sfondare al Sud.

 

Italia unica di Passera può avere un ruolo nella rinascita del centrodestra?

Il problema di Passera è che dal 2013 in poi ha sbagliato i tempi. Dopo essersi sfilato all’ultimo momento da Scelta civica perché voleva esserne il leader, ha creduto e sperato di poter essere quel “Papa straniero” che centrodestra e centrosinistra invocavano a seconda delle stagioni. Passera gioca una partita personale, ma non credo che possa avere un vero ruolo in questa fase di riorganizzazione di Forza Italia, Ncd e Lega. Tutt’al più potrebbe creare una “Leopolda del centrodestra” e radunare una società civile forte, che però personalmente finora non ho visto.

 

(Pietro Vernizzi)

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