CAOS A DESTRA/ Vittorio Feltri: Fitto ha già perso, Tosi è un ex-Dc. Ma Salvini…

- int. Vittorio Feltri

Per VITTORIO FELTRI, il centrodestra è come un salamino che è stato fatto a fette. Il culetto è rimasto in mano a Berlusconi che pensa di poterlo reintegrare, anche se la sua è un’illusione

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Raffaele Fitto (Infophoto)

“La situazione è molto grave, il centrodestra si è sciolto come neve al sole e oggi non c’è più niente”. Lo afferma Vittorio Feltri, editorialista ed ex direttore de Il Giornale, secondo cui “Fitto non ha tenuto conto della realtà. Sgretolare ulteriormente Forza Italia in un momento in cui si sta già sfarinando è quasi un delitto”. Dopo la convention “Ricostruttori” dell’ex governatore pugliese, Berlusconi gli ha dato l’ultimatum: “Hai 15 giorni per decidere”. Intanto anche nella Lega nord è maretta, con il sindaco di Verona, Flavio Tosi, deciso a sfidare in Veneto il segretario Matteo Salvini e il governatore uscente Luca Zaia. Per Feltri il centrodestra “è come un salamino che è stato fatto a fette. Il culetto è rimasto in mano a Berlusconi che pensa di poterlo reintegrare, ma è un’illusione perché non ci sono le condizioni per farlo”.

Partiamo dal caso Lega in Veneto. Da dove nasce il malcontento di Tosi?

Dopo avere fatto per due volte il sindaco di Verona, Tosi punta a fare qualcosa di più importante; da tempo ha posizioni diverse da Salvini, in quanto è più un democristiano. Ciò che non si comprende è perché mai Zaia dovrebbe tirarsi in disparte per fare spazio a Tosi. Sarebbe molto più sensato se si presentassero due liste, una di Tosi e una di Zaia, ma sotto lo stesso simbolo in modo da non spezzare la Lega in Veneto.

Dietro a Tosi c’è Berlusconi?

Non l’ho mai sospettato e non ho motivo per sospettarlo.

Dopo l’incontro con Salvini, Berlusconi ha capito che il nuovo leader della Lega è molto meno condiscendente di Bossi e Maroni?

Non c’è dubbio. Salvini non ha alcun interesse a stringere ulteriormente i rapporti con Berlusconi, dal momento che Forza Italia sta andando alla deriva. Se Salvini insiste nella sua posizione lepenista, può raccogliere ancora altri voti. Il caso Veneto complica un po’ le cose, ma una Lega autonoma e staccata da Berlusconi è destinata non solo a crescere, ma anche a rubare voti a Forza Italia.

Salvini può essere il futuro leader del centrodestra?

E’ prematuro per dirlo, ma oggi Salvini è il leader che nell’area di centrodestra gode di maggiori consensi. Stando ai sondaggi la Lega è vicina al 18 per cento, mentre Forza Italia è scesa all’8-10. Questo agevola la realizzazione di eventuali pretese da parte di Salvini.

Quale ruolo hanno gli altri partiti di centrodestra?

Fratelli d’Italia è ormai su posizioni simili a quelle di Salvini, e i due partiti hanno ormai stretto un’amicizia. Per il resto Ncd è ormai a livelli minimi, e non vedo proprio altri partiti di destra in grado di insidiare Salvini.

Che cosa vuole Fitto?

Fitto non ha tenuto conto della realtà. In Puglia gode di un notevole seguito, ma nel resto d’Italia non può fare molto. Anche perché non ha mai avuto il coraggio di avanzare la sua candidatura per guidare Forza Italia sostituendo l’attuale leadership. Ha contestato, ma non si è mai attrezzato per fare qualcosa di più importante. Sgretolare ulteriormente Forza Italia in un momento in cui si sta già sfarinando è quasi un delitto.

 

In Italia c’è bisogno di un partito conservatore guidato da Fitto?

La destra in Italia non ha nessuna tradizione vera. L’Msi non è mia andato oltre il 5-6 per cento, e per il resto la Dc ha sempre assorbito tutte le destre che oggi sono divise. La Dc che era un “partito-mamma”, in cui c’era posto per tutti, sia di destra sia di sinistra.

 

Quella di Berlusconi non è una vera destra?

Sì, ma lo stesso Berlusconi nel fare un movimento importante e maggioritario dovette ricorrere a una coalizione con An e Lega, che poi si è rivelata troppo fragile per rimanere unita. E il motivo è che i partiti della Casa delle Libertà non erano omogenei. Forza Italia per un periodo ha tenuto grazie alla capacità personale di Berlusconi. Quando il Cavaliere è caduto in disgrazia si è sfaldato tutto, e oggi è difficile ricompattare quell’area.

 

Oggi al posto della Dc c’è il Pd di Renzi?

In parte sì. E’ una definizione vecchia per descrivere una situazione nuova, ma ci sono molti conservatori anche nel Pd. Sono diverse le figure di alto livello sociale ed economico che si fidano di più di Renzi che di Berlusconi.

 

Da dove può rinascere un centrodestra in Italia?

Se ci fosse un “tetto” di destra dove andarsi a riparare, la metà degli italiani andrebbero lì. Al suo posto però c’è un gruppo spezzettato di gente litigiosa, e che quindi non suscita la fiducia degli elettori. Fratelli d’Italia è una cosa minima come Ncd, e a fidarsi di Alfano c’è solo poca gente, e poi c’è Forza Italia che è un partito massacrato.

 

E’ una situazione irrecuperabile?

Le rispondo con una metafora che rende bene l’idea: prima il centrodestra era un salamino. Casini si è tagliato via una prima fetta, poi un’altra fetta l’ha tagliata Fini, poi Alfano, ora arriva Fitto e il salamino è finito. Gli elettori di centrodestra ci sono, ma anche volendo non possono andarsi a comprare il salamino perché non c’è più. E’ rimasto ancora il culetto, ce l’ha in mano Berlusconi ed è convinto di poter fare il miracolo di reintegrare il salamino. Ma non mi pare che ci siano le condizioni per un’operazione simile.

 

E quindi?

La situazione è molto grave, il centrodestra si è sciolto come neve al sole e oggi non c’è più niente. O c’è qualcuno in grado di rimettere in piedi i cocci, o non c’è un futuro. In parte lo ha fatto Salvini, ma in un’area geografica che ha delle connotazioni particolari rispetto al resto del Paese.

 

(Pietro Vernizzi)

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