SCISSIONE FI?/ Le due mosse di Fitto (e Verdini) per “rottamare” Berlusconi

Per FABRIZIO D’ESPOSITO, Fitto prepara una strategia in due mosse, alleandosi nel breve termine con Tosi e Alfano e nel medio con la Meloni e Salvini per rendersi alternativo a Berlusconi

11.04.2015 - int. Fabrizio d'Esposito
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Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Fitto prepara una strategia in due mosse, alleandosi nel breve termine con Tosi e Alfano e nel medio con la Meloni e Salvini, il tutto nella prospettiva di rendersi alternativo a Berlusconi”. E’ la chiave di lettura di Fabrizio D’Esposito, giornalista de Il Fatto Quotidiano, secondo cui “Berlusconi sta di fatto rottamando Forza Italia, come ha fatto Renzi nel Pd con le primarie. Solo che il Cavaliere ben presto si troverà senza più parlamentari, in quanto dopo le Regionali Verdini formerà un suo gruppo a sostegno del governo”.

Diversi quotidiani hanno parlato del fatto che Fitto starebbe preparando la “Cosa Bianca”. E’ davvero così?

E’ ormai chiaro da oltre un mese che Tosi aveva in mente di creare un polo moderato alternativo a quello di Salvini e Berlusconi, ora è entrato in gioco anche Fitto. La mossa dell’ex governatore pugliese ha come obiettivo quello di rendersi alternativo a Berlusconi. Si è detto perfino che l’obiettivo di Fitto sarebbe quello di fare un’alleanza alle politiche con Salvini e la Meloni.  

E’ un’ipotesi verosimile?

Potrebbe essere questo il vero obiettivo di Fitto. Tutte queste voci però indicano principalmente che ormai nel centrodestra non c’è più una staffetta concordata, bensì una guerra di successione in cui Berlusconi per la prima volta è in minoranza. Forse perché ha quasi 80 anni o ha altri problemi per la mente, Berlusconi sta facendo liquidare tutto il gruppo dirigente di Forza Italia dal suo cerchio magico capeggiato da Mariarosaria Rossi. Non è detto che sia un male rottamare tutta la classe dirigente di Forza Italia che deve le sue fortune al nome di Berlusconi. Fatto sta che l’obiettivo del Cavaliere è avere un domani il controllo di 30-40 parlamentari che gli siano fedeli al 100%.

Quali conseguenze ha questo disegno per le prospettive del centrodestra?

In questo schema Berlusconi non è più il centro della coalizione di centrodestra. Siamo di fronte a un’implosione in cui possiamo prevedere tutti i vari scenari alternativi a Berlusconi e in grado quindi di relegarlo in un angolo. Di qui la tentazione della “Cosa Bianca” di Fitto, Tosi e Alfano, o della “Cosa Bianconera” di Fitto, Meloni e Salvini.

Di che cosa è segno la scissione tra Tosi e Zaia in Veneto?

Il caso Veneto mette ancora una volta in evidenza la crisi del centrodestra, in cui non abbiamo più un leader come Berlusconi in grado di mediare tra le diverse anime. Oggi il Cavaliere sta ragionando su una prospettiva di sopravvivenza personale. Eppure ancora oggi tutte le forze di centrodestra sommate tra loro possono essere davvero alternative e concorrenziali al centrosinistra di Renzi. Secondo i sondaggi tutte le forze di centrodestra messe insieme sono distaccate dal centrosinistra di soli 1 o 2 punti: insomma è un elettorato che in Italia non è affatto scomparso.

Perché Berlusconi non riesce più a capitalizzare questo patrimonio?

Per la prima volta Berlusconi non è più centrale in questo schieramento e per di più gioca in difesa. Una posizione che ci mostra il vero volto del Cavaliere: un leader che non vuole pilotare la sua successione, ma che vuole affermare soltanto il suo stesso ruolo di leader. E’ un leader che non vuole dare nulla in eredità, e che quindi preferisce distruggere il suo stesso partito piuttosto che assumere una posizione da padre nobile.

 

Eppure da Alfano a Toti non gli sono certo mancati i “delfini”…

E’ questo l’equivoco su cui si basa tutta la storia di centrodestra degli ultimi anni: Berlusconi ha ingannato di volta in volta i suoi “delfini” dicendo loro di volersi ritirare a fare il padre nobile. Il fatto stesso che ora stia liquidando Forza Italia in questo modo dimostra proprio che lui di fare il padre nobile non ne ha nessuna voglia.

 

Lei come vede la candidatura di Toti in Liguria?

Toti è l’anello più debole del cerchio magico, perché ha fallito nella sua funzione di “leader designato”. In Liguria però tutto può succedere. In Veneto la candidatura di Zaia è blindata nonostante le divisioni con Tosi. Mentre in Liguria la frattura con Cofferati può essere letale al centrosinistra, favorendo una figura sia pur debole come quella di Toti.

 

Che cosa farà Fitto in Campania?

In Campania i fittiani hanno già presentato una lista a sostegno di De Luca: si tratta di “Campania civica” capeggiata dal senatore Vincenzo D’Anna. Non so quali siano ufficialmente i rapporti tra Fitto e D’Anna, ma nei fatti in Campania sono schierati insieme.

 

Ci sarà una riconciliazione tra Berlusconi e Verdini?

No, anzi di fatto Berlusconi ha già rottamato Verdini. Il silenzio di queste settimane dell’ex coordinatore indica che intende certificare lo stato di salute di Forza Italia alle prossime Regionali e regolarsi di conseguenza. Insieme a Bondi e Repetti, Verdini formerà quindi un gruppo in Parlamento con l’obiettivo di sostenere il governo. Fitto da parte sua formerà un altro gruppo, e così di fatto salvo poche eccezioni Berlusconi resterà senza parlamentari.

 

(Pietro Vernizzi)

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