CAOS FI/ Vittorio Feltri: dopo le regionali Berlusconi manda tutti a quel paese

- int. Vittorio Feltri

Il leader di Forza Italia si sente smarrito, tutte le persone a lui più vicine lo strattonano da una parte e dall’altra e questo lo rende indeciso su tutto. Lo dice VITTORIO FELTRI

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Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Se il risultato di Forza Italia alle Regionali sarà particolarmente negativo, c’è il rischio molto alto che Berlusconi mandi tutti a quel paese. Il Cavaliere si sente smarrito, tutte le persone a lui più vicine lo strattonano da una parte e dall’altra, e questo lo rende indeciso su tutto”. Sono le parole di Vittorio Feltri, editorialista ed ex direttore de Il Giornale. Le tensioni tra Berlusconi da un lato e Verdini e Fitto dall’altra sono sempre più gravi, e l’avvicinarsi delle Regionali non ha fatto che inasprire il conflitto.

Qual è il futuro per Forza Italia che ha in mente Berlusconi?

Questo non lo ha capito nessuno, neanch’io che conosco abbastanza bene il suo modo di ragionare. Il Cavaliere si sente smarrito per quanto gli è avvenuto negli ultimi due o tre anni. La stessa vicenda di Fitto per il partito non ha provocato altro che disastri. Forza Italia avrebbe bisogno di ricompattarsi e invece litiga, e ciò non fa che aggravare una situazione già abbastanza compromessa.

Forza Italia riuscirà a rialzarsi?

Secondo gli ultimi sondaggi di Libero, FI è inchiodata al 10% e ciò documenta che sono stati commessi degli errori non soltanto da parte di Berlusconi. Proprio chi avrebbe dovuto dagli una mano a fare andare avanti il partito lo ha strattonato da una parte e dall’altra per questioni di potere e di poltrone facendogli perdere così la trebisonda. E’ per questo che oggi Berlusconi dà l’impressione di essere indeciso su tutto.

Che cosa ne pensa dell’ultima lite tra Berlusconi e Verdini?

Non è la prima vota che i due discutono anche in modo vivace fino ad arrivare almeno apparentemente vicini alla rottura definitiva. Poi però le cose si sono sempre aggiustate. Credo che si tratti di una semplice divergenza di opinioni e che tutto ciò non nasconda una finalità ben precisa. E’ chiaro però che ormai in Forza Italia le liti sono diventate la caratteristica principale.

Si parla di Fitto fuori da Forza Italia. Questo scontro rientrerà?

E’ ormai da parecchio tempo che lo scontro è in atto e di solito in questi casi c’è la rottura. E’ molto difficile che tra Fitto e Berlusconi si giunga a una rappacificazione, o perlomeno lo ritengo improbabile. Anche se mi auguro che avvenga, perché è indispensabile per il funzionamento della stessa democrazia che ci sia un partito di centrodestra con l’ambizione di tornare a essere grande. I segnali che arrivano da Forza Italia non sono però confortanti.

Berlusconi si ritirerà presto dalla politica attiva?

Fare previsioni in questo senso è difficile. Le Regionali di maggio saranno decisive per il futuro di Berlusconi. La verifica elettorale lo indurrà infatti ad assumere un atteggiamento piuttosto che un altro. Se il risultato fosse particolarmente negativo, il rischio che mandi tutti a quel paese sarebbe molto alto.

Salvini è davvero in grado di sfidare il predominio di Renzi?

E’ legittimo che lo faccia, anche se in questo momento Renzi può contare su numeri diversi. La Lega nord è tra il 13 e il 15%, che comunque è un dato di tutto rispetto. Non è però una percentuale sufficiente per sferrare un attacco vincente al Pd.

 

Quanto rischia Zaia in Veneto?

Credo che lo stesso Zaia sappia che la sua vittoria non è sicura. Ha delle chance di farcela, ma bisogna vedere quali saranno gli umori degli elettori negli ultimi giorni prima del voto. E’ comunque un dato di fatto che nei cinque anni da presidente del Veneto Zaia ha fatto bene, e quindi ha qualche titolo. La frattura con Tosi gli porterà però via dei consensi.

 

Lei come vedrebbe Salvini nel ruolo di sindaco di Milano?

Fare il sindaco di Milano vorrebbe inevitabilmente dire trascurare la politica nazionale. Se fosse preso dall’amministrazione di una metropoli come Milano, dovrebbe dedicarvi tutto il suo tempo, e a quel punto gliene rimarrebbe poco o niente per fare altro. La Lega ha bisogno di una guida, non di un sindaco.

 

Restare sulla scena politica nazionale fino al 2018 per Salvini non rischia di essere logorante?

Il 2018 è lontano e la speranza di molti è che questa legislatura non duri troppo a lungo. Senza dedicarsi a tempo pieno al suo ruolo di segretario, Salvini non riuscirà ad aumentare i suoi consensi che sono già considerevoli ma che non sono sufficienti per competere in vista di Palazzo Chigi.

 

Salvini riuscirà a raccogliere voti anche al Sud?

Qualche consenso di sicuro ce l’ha. La Lega però è sempre stato un partito che ha giocato sulle posizioni anti-meridionaliste, e questo fatto non aiuta certo nell’obiettivo di raccogliere voti nel Mezzogiorno. Magari tra qualche anno, quando avrà conquistato la fiducia dei meridionali, le cose cambieranno.

 

(Pietro Vernizzi)

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