CASO CROCETTA/ Sansonetti: il paese è in mano a tre bande “criminali”

- int. Piero Sansonetti

Per PIERO SANSONETTI, intercettare una chiamata è come sparare a una persona: chiunque può esserne vittima, e si finisce per fare una figuraccia anche se si è onesti. E’ il Far West d’Italia

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Rosario Crocetta (Infophoto)

“Una stampa incivile di spioni e di canaglie, un premier che non è mai quello che hanno votato gli elettori e la durata del mandato di sindaci e governatori che non si decide sulla base della Costituzione bensì dei sondaggi”. Piero Sansonetti, direttore del quotidiano Il Garantista, commenta così la presunta intercettazione al governatore siciliano, Rosario Crocetta, pubblicata dal quotidiano L’Espresso. Secondo il settimanale il medico personale di Crocetta, Matteo Tutino, mentre parlava con lui avrebbe detto di Lucia Borsellino: “Va fatta fuori come suo padre”. Silenzio all’altro capo del filo. La Procura di Palermo però ha smentito l’esistenza di quell’intercettazione. Per Sansonetti, “nel nostro Paese comandano tre bande: magistrati, giornalisti e potentati economici. Sempre che anziché bande non vogliamo chiamarle gang”. 

Prima spunta l’intercettazione e poi il procuratore di Palermo smentisce la sua esistenza. Che cosa sta succedendo nelle Procure?

Perché non mi chiede: “Che cosa sta succedendo nei giornali?”. Io andrei prima a guardare nelle redazioni. Una volta c’era l’elenco degli “Stati canaglia”, oggi bisognerà fare un elenco dei “giornali canaglia”. O ci fanno sentire questa intercettazione, oppure non so se anziché a Crocetta le dimissioni bisogna chiederle a qualcun altro.

Al direttore de L’Espresso?

Non lo so, ma se questa intercettazione non esiste è un caso abbastanza clamoroso. La tesi de L’Espresso è che l’intercettazione sia stata ascoltata da due giornalisti, i quali però non l’hanno mai “esibita”. Quest’intercettazione è chiaramente falsa, sono sicuro del fatto che non c’è. E’ una storia molto brutta, e non possiamo neanche dire con certezza che riguardi la magistratura.

C’è qualcosa che possiamo dire con certezza?

Quello di cui siamo sicuri è che ormai il giornalismo italiano è spazzatura, è in mano a un gruppo di spioni che fanno il bello e il cattivo tempo. Ricatta, getta fango, interviene nella politica, generalmente per conto di persone che non sappiamo nemmeno chi siano. In Italia abbiamo una stampa incivile di spioni e di canaglie.

E se la Procura stesse coprendo Crocetta?

Se la Procura sta coprendo Crocetta fa benissimo. Non so se il governatore sia un uomo delle Procure, e se il mandante sia o meno la mafia, ma è evidente che in questo caso è vittima di un fatto gravissimo. La Procura deve rispondere delle intercettazioni non secretate, nell’ipotesi in cui fosse stata secretata farebbe bene a dire che non c’è.

Al di là della vicenda dell’intercettazione, lei come giudica Crocetta dal punto di vista politico?

Proprio come per Marino, questa valutazione in democrazia la devono fare gli elettori quando scadrà il mandato. Anche il presidente francese François Hollande nei sondaggi ha un gradimento bassissimo, ma a nessuno viene in mente di dire che allora si deve dimettere. Quando finirà il suo mandato, saranno i francesi stessi a giudicarlo.

 

Quindi niente elezioni anticipate?

La durata dei mandati è indicata da leggi e Costituzione e va rispettata. Se un politico è arrestato c’è l’impeachment. Il ragionamento in base a cui non avrà rubato ma ha governato male non ha senso.

 

Renzi però ha chiesto a Crocetta di dimettersi…

Spero che se cacciano Crocetta i siciliani non vadano a votare per protesta. Mi ha colpito che giovedì Renzi si sia precipitato a chiedere le dimissioni di Crocetta sulla base di un’intercettazione falsa. Personalmente ritengo che sia stata anche una vigliaccata l’intercettazione di cui era stato fatto oggetto Renzi, in cui definiva Letta come “un incapace”. Il giorno prima il premier aveva subito lo stesso trattamento dal Fatto Quotidiano, eppure il giorno dopo non gli è neanche venuto in mente che era meglio se stava zitto, per evitare di passare da vittima a killer. Il nostro problema è anche che abbiamo una classe politica di smidollati.

 

Renzi ha così paura delle intercettazioni?

Anch’io ho paura delle intercettazioni. Intercettare una telefonata è come sparare a una persona: chiunque può esserne vittima, e si finisce per fare una figuraccia anche se si è onesti. E’ il Far West d’Italia, ci sono soggetti che girano con le rivoltelle e sparano. Io sono per la proibizione totale delle intercettazioni per cinque anni. Con gli eccessi cui si è arrivati ci vuole una moratoria.

 

Che cosa è rimasto della democrazia italiana?

Della democrazia italiana è rimasto pochissimo. Manca un’informazione libera, i cittadini eleggono un premier e se ne trovano un altro, se un governatore deve restare in carica o no lo decidono i sondaggi. Nel nostro Paese comandano tre bande: magistrati, giornalisti e potentati economici. Sempre che anziché bande non vogliamo chiamarle gang.

 

(Pietro Vernizzi)

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