CAOS SENATO/ Feltri: il nuovo Nazareno? Una “trappola” di Berlusconi contro Renzi

- int. Vittorio Feltri

Un nuovo patto del Nazareno? In tal caso si riaprirebbe (forse) la partita dell’Italicum e a quel punto B. potrebbe chiedere il premio di coalizione. Ma Renzi perderebbe. VITTORIO FELTRI

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Silvio Berlusconi - Infophoto

La partita del Senato incalza. Renzi e i suoi ostentano sicurezza e sono convinti di avere i numeri. Intanto Brunetta, a giorni alterni, invita il capo dello Stato a preparare le contromisure perché la sconfitta di Renzi sembrerebbe questione di giorni. Meglio dunque per Renzi arrivare a più miti consigli, facendo un nuovo Nazareno con Berlusconi? C’è chi lo auspica, in tal caso si riaprirebbe (forse) la partita dell’Italicum e a quel punto Berlusconi potrebbe chiedere il premio non più di lista bensì di coalizione. Ma così, secondo Vittorio Feltri, gran conoscitore di cose di centrodestra ed editorialista del Giornale, Renzi perderebbe.

Renzi ha i numeri o no?
Parlare di numeri è complicato perché la contabilità vera la possono avere solo i protagonisti. Io aspetterei la conta in aula. Si ricorda quando Fini ruppe con Berlusconi? Il Cavaliere sbagliò i conti e i parlamentari in partenza furono molti di più di quelli ipotizzati. In questo caso siamo in una situazione non uguale, ma per certi versi molto simile. Anche se ho l’impressione che poi, quando si tratta di votare, prevalga la paura.

Paura di non essere ricandidati?
Certo. E comunque, non è già successo che molti antirenziani a parole si siano poi allineati al momento del voto, proprio su Senato e nuova legge elettorale?

Secondo lei qual è il destino degli scontenti del Pd? Uscire o restare?
Faranno la battaglia interna, perché sono consapevoli che se escono saranno condannati all’irrilevanza. Nel Pd sono scafati e lo sanno.

Alcuni dicono che l’accordo sulla Rai sia stato una prova del Nazareno bis, sul Corriere Giuliano Ferrara esorta Berlusconi a fare un nuovo patto per essere il padre nobile del renzismo. Cosa vuol fare il Cavaliere?
Io penso che Berlusconi sia innanzitutto in conflitto con se stesso, e abbia dei problemi ad agire in un modo coerente e continuativo per più di 20 giorni. L’accordo sulla Maggioni mi sembra assolutamente marginale, perché avere la presidenza della Rai non conta più nulla. Se è stato l’antipasto di un nuovo Nazareno, mi domando quali frutti possa dare. Certo Berlusconi non ha voglia di morire politicamente e allora si attacca a tutte le ciambelle che trova. Solo che quando ne trova una, subito cambia idea e ne cerca un’altra. 

Con il suo 10 per cento non potrebbe fare un patto con Salvini?
Non penso che Salvini voglia allearsi in modo organico con Berlusconi, perché rischierebbe di perdere consensi. E poi avrebbe il sapore di una cosa vecchia.

Però mettendosi insieme hanno preso la Liguria.
Sì, ma solo perché il Pd ha commesso degli errori. Se Renzi avesse affidato la pratica a Bersani, il Pd avrebbe vinto a mani basse. Hanno sbagliato e Salvini e Berlusconi ne hanno approfittato per piazzare Toti, però penso che a Salvini gliene fregasse poco o nulla della Liguria. Semplicemente aveva dei consensi e li ha messi a frutto.

Quindi, se si andasse al voto… 

Se ci fossero le politiche, mettiamo l’anno venturo, Salvini lascerebbe Berlusconi dov’è, perché mettendosi con lui vanificherebbe tutti gli sforzi che ha fatto per far rivivere una Lega autonoma e protagonista.

Tutti dicono però che non può crescere ancora di molto.
Ma questo lo sa anche lui. Qualcuno arrabbiato c’è anche al sud, ma non in misura tale da poter colmare la lacuna di un partito che con Bossi per 20 anni ha considerato il sud la causa principale dei mali italiani. 

Intanto Guerini e Serracchiani hanno aperto a Forza Italia, e qualcuno, oltre al nuovo Senato, già scomoda l’Italicum. E qui il premio di coalizione anziché di lista farebbe gioco a Berlusconi.
Io credo che ci pensi, però farlo è complicato. Il premio di coalizione sarebbe vantaggioso per Berlusconi ma non per Renzi, che ha ancora la presunzione di poter prendere il 40 per cento come alle europee, pensando così di battere Grillo. Con la coalizione i giochi si complicano, metti insieme forze diverse, che unite possono vincere ma poi iniziano a litigare e così chi vince non governa. Questo Renzi lo sa e non ci casca. A meno che…

A meno che?
Non si faccia prendere dalla paura di perdere contro Grillo. Non avrebbe tutti i torti a temerlo, perché il rischio c’è e i consensi di Renzi sono in calo. Potrebbe perfino dire sì alla coalizione e mettersi insieme a Berlusconi, ai verdiniani e ai centristi, proprio per essere sicuro di battere M5s.

A quel punto?
A quel punto Grillo avrebbe quasi la vittoria in tasca. Se si andasse a un ballottaggio M5s-Pd, tanti nella Lega e in Forza Italia potrebbero davvero votare per Grillo.

Lei come spiega l’idea fissa di Ferrara di far fare a Berlusconi il padre nobile di Renzi?
E’ una domanda superiore alle mie forze. Tutti riconoscono che Ferrara è un uomo molto intelligente, ma se poi dice cose troppo intelligenti e noi non riusciamo a seguirlo, la sua intelligenza è inutile. Cosa gliene frega di essere il padre nobile se a comandare è un altro? Ma Berlusconi ha ancora dei processi in corso e forse questo non lo rende lucido.

In tanti hanno mollato Berlusconi. I reduci secondo lei sono più attratti da Renzi o da Salvini?
Credo che di Salvini in molti non vogliano sapere, mentre in tanti vogliono sopravvivere e pur di farlo sarebbero disposti ad andare a letto non solo con Renzi ma anche con tutti i renziani.

Forza Italia sopravviverà a Berlusconi?
Nessuno ha il carisma per sostituirlo. Però neanche questo Berlusconi può sostituire il Berlusconi di prima, che tuttavia era bravo solo nelle campagne elettorali e basta. A meno che Berlusconi trovi, non so dove, qualcun altro che lo rimpiazzi. Potrebbe anche resuscitare, ma questo, per ora, è capitato solo a Lazzaro tanti tanti anni fa.

(Federico Ferraù)

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