CAOS SENATO/ Franco: se Renzi cambia l’Italicum, ha i voti di Berlusconi

- int. Massimo Franco

Per MASSIMO FRANCO (Corriere della Sera) la sinistra Pd sulla riforma costituzionale venderà cara la pelle. Se Renzi vuole avere i numeri deve cambiare l’Italicum per ottenere i voti di FI

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Matteo Renzi (Infophoto)

“La sinistra Pd sa che quella sul Senato è una battaglia per la sopravvivenza e venderà cara la pelle. Se Renzi vuole avere i numeri deve cambiare l’Italicum per ottenere il voto favorevole di Forza Italia”. Lo evidenzia Massimo Franco, commentatore politico del Corriere della Sera. Ieri Luca Lotti, sottosegretario e fedelissimo di Renzi, intervenendo alla Festa dell’Avanti ha sottolineato: “Siamo convinti che quella del Senato sia una riforma che dobbiamo portare a termine. Se ci sarà bisogno di rivolgerci ad altre forze politiche, lo faremo”. Mentre sulla questione dell’ammissibilità degli emendamenti all’articolo 2, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha spiegato: “Io dirigo l’aula. Quando sarà il momento deciderò io”. Intanto però anche in Ncd sale il malcontento, anche perché con il nuovo sistema elettorale il partito rischia di avere un ruolo marginale.

Quanto sono gravi i problemi che Ncd può causare alla riforma del Senato e a Renzi?

Per il governo il problema è quello numerico, mentre per Ncd la questione in gioco è la sua stessa identità. L’impressione è che questa ipotesi di alleanza con Renzi sia considerata innaturale nel momento in cui diventa strategica. Il partito di Renzi inoltre non è in grado di garantire la ricandidatura al gruppo. Ci sono quindi due questioni: una politica e una quasi di sopravvivenza. Per il governo ciò può diventare un problema per quanto riguarda la riforma costituzionale.

Per Renzi i problemi maggiori vengono dall’Ncd o dalla sinistra Pd?

Vedo un problema generale dei gruppi parlamentari della maggioranza. Sia il Pd sia Ncd sia la stessa Forza Italia non sono in grado di garantire nulla, in quanto le spinte centrifughe sono molto forti in tutti e tre i partiti. Ciò impedisce qualunque patto di vertice per avere i voti sulla riforma del Senato. Anche se dal punto di vista di Renzi, è più grave avere un pezzo del suo stesso partito che pone condizioni e dice di votare contro. Infatti, significa che il segretario non controlla ancora il Pd pur essendo in carica da un anno e dieci mesi.

Renzi potrebbe assorbire i parlamentari di Ncd nel Pd per rispondere alle difficoltà con la sinistra?

Assorbire pezzi di altri partiti per supplire alle defezioni del proprio sarebbe vista molto come una manovra di palazzo. Non so inoltre quanto renda, sia in termini numerici sia politici. Anche se consentisse di fare le riforme con margini molto esigui, non ne capirei la logica se non in un’ottica di pura sopravvivenza a breve scadenza.

La riforma costituzionale ha i numeri al Senato?

La vera questione è se i numeri di cui dispone la riforma corrispondano a quelli della maggioranza politica del governo. Un conto è che Pd, Ncd e Scelta civica approvino la riforma del Senato. Un altro è che Renzi abbia una maggioranza, qualunque essa sia, per votare il ddl costituzionale. A oggi, con le posizioni che vengono espresse, sembrerebbe che il primo scenario non possa realizzarsi. Può darsi che si concretizzi la seconda ipotesi, ma sarebbe un cambio di maggioranza.

Da chi può venire l’appoggio esterno alla riforma costituzionale?

Dipende da quale riforma emergerà alla fine, per ora mi pare di capire che non ci sia la premessa per un appoggio esterno. Anche Forza Italia sarebbe disposta ad approvare la riforma costituzionale se ci fosse una disponibilità di Renzi a cambiare l’Italicum. A oggi non vedo ancora le condizioni per una maggioranza sufficiente.

 

Renzi riuscirà a ricucire con Bersani e sinistra Pd?

All’interno della sinistra Pd ci sono diverse minoranze, e quindi Renzi sta puntando a ricucire almeno con una parte. Il premier spera inoltre in una spinta di parte delle istituzioni dello Stato affinché questa operazione riesca. Altrimenti il rischio di una crisi di governo può diventare molto più concreto di quanto sia apparso finora.

 

Si può dire che quella della sinistra Pd sia una lotta per la sopravvivenza?

In parte lo è, stiamo assistendo a uno scontro di potere tra sinistra Pd e Renzi. Con questa riforma sarebbe ancora di più Renzi a decidere sulle liste. La minoranza sa che con questa prospettiva tanto vale cercare di vendere cara la pelle.

 

Perché le forze centrifughe nella maggioranza sono così forti?

I risultati delle ultime Regionali e dei ballottaggi hanno dimostrato che l’immagine di un Renzi in grado di vincere sempre si è un po’ appannata. Ciò ha ridato fiato a quanti sembravano condannati a stare zitti e a seguire la strategia vincente di Renzi. Quanto sta avvenendo è un riflesso dei risultati non buoni che ha ottenuto il Pd lo scorso maggio dopo il trionfo delle Europee. Sul versante centrista invece c’è la sensazione che Ncd sia un partito che non ha un grande futuro dal punto di vista della consistenza numerica, ed è quindi costretto a fare i conti con se stesso.

 

Renzi mira ad andare avanti fino al 2018?

Ci sta provando, ma dipenderà da molte variabili esterne come l’economia, la tenuta della maggioranza, l’approvazione della riforma costituzionale. Quello che oggi è un esplicito obiettivo tra sei mesi potrebbe cambiare.

 

(Pietro Vernizzi)

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