UNIONI CIVILI/ Fioroni (Pd): voterò no a questo ddl Cirinnà, è incostituzionale

- int. Giuseppe Fioroni

“La legge sulle unioni civili apre un percorso che facilità l’utero in affitto, che io ritengo oggettivamente un’aberrazione e un crimine contro l’umanità”. GIUSEPPE FIORONI (Pd)

fioroni_grigioR400
Giuseppe Fioroni

“Voto no al ddl Cirinnà e andrò al Family day. La legge sulle unioni civili apre un percorso che facilità l’utero in affitto, che io ritengo oggettivamente un’aberrazione e un crimine contro l’umanità”. Ad annunciarlo è Giuseppe Fioroni, deputato del Pd ed ex ministro dell’Istruzione. Il Pd sta cercando un’intesa sulle unioni civili entro il 28 gennaio, quando il testo approderà in aula al Senato. Tra le questioni più controverse c’è l’articolo 5, che consente la stepchild adoption, nonché gli stessi articoli 2, 3 e 4 che riguardano i diritti e i doveri delle coppie omosessuali.

Onorevole Fioroni, che cosa non la convince del ddl Cirinnà?

Il ddl Cirinnà, per evitare di incappare in ricorsi costituzionali, deve tenere conto di un dato di fatto. Se le unioni sono una fattispecie sociale particolare, allora va evidenziato con chiarezza il riferimento all’articolo 2 della Costituzione in modo esplicito. Agli articoli 3, 4 e 5 vanno eliminati alcuni riferimenti inutili e ridondanti agli articoli del Codice civile. In questo modo il ddl Cirinnà fa riferimento esplicito alla famiglia naturale fondata sul matrimonio, ai sensi dell’articolo 29 della Costituzione.

Qual è la sua posizione sulle adozioni per le coppie dello stesso sesso?

Personalmente ritengo che le adozioni per coppie omosessuali siano un errore, perché nascono da un’interpretazione del figlio come un diritto che si può acquisire come una proprietà. Il figlio smette così di essere considerato come un dono. Il primo segno dell’amore e del dono è rappresentato dal rispetto dei diritti del figlio. Non c’è dubbio che se chiediamo a un bambino che cosa desidera, lui risponda: “Voglio una mamma e un papà”.

Uno degli aspetti più controversi è l’utero in affitto. Lei come lo vede?

Il ddl Cirinnà apre un percorso che facilità l’utero in affitto, che io ritengo oggettivamente un crimine contro l’umanità. Il professor Umberto Veronesi è giunto a parlare dell’“importanza sociale dell’utero in affitto” per dare un futuro ai propri figli o per migliorare la propria situazione economica. L’aberrazione che consiste nel privare un figlio del diritto di avere una madre è resa ancora più palese da queste dichiarazioni.

E’ soddisfatto del metodo scelto dal presidente Renzi per affrontare il tema delle unioni civili?

Ho sempre ritenuto che la sfida della politica di oggi sia rappresentata proprio dal confronto con i temi etici e bioetici. E’ un errore pensare a un parlamento che si arroga il diritto di decidere per la parte più intima della coscienza delle persone. La strada maestra doveva essere rappresentata dal referendum consultivo di indirizzo, come avevo proposto quando è stata approvata la riforma costituzionale. Dovrebbe essere l’orientamento prevalente delle coscienze degli italiani a orientare le decisioni del parlamento, e non viceversa. L’etica non può essere data da una tessera di partito.

Parteciperà al Family day?

Sì, ma questa è una non notizia. Ci andai anche nel 2007 quando ero ministro dell’Istruzione. Il Family day non è una manifestazione contro qualcuno, bensì un’iniziativa che testimonia a favore della famiglia e dei diritti dei figli, e chiede politiche familiari al governo. Trovo molto stolto il fatto di mettere una piazza contro l’altra, perché in questo modo si crea una contrapposizione. Una democrazia moderna e matura sa cogliere le diversità di pensiero e costruisce il confronto su quelle diversità.

 

Lei auspica che il voto sul ddl Cirinnà sia palese o segreto?

La libera coscienza e l’accettazione di un confronto aperto sono il frutto di una democrazia moderna. Non ho quindi problemi a fare la mia dichiarazione di voto, a dire perché sono a favore o contrario a questi temi e votare conseguentemente. Il voto segreto è una scelta. L’importante è che ancora una volta questo strumento sia al servizio della libertà di coscienza del parlamentare, senza introdurre il vincolo di mandato su questi temi.

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori