Paolo Gentiloni / Chi è il nuovo Presidente del Consiglio: il discorso prima del Giuramento (Nuovo Governo, oggi 12 dicembre 2016)

- La Redazione

Paolo Gentiloni, chi è il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri incaricato da Sergio Mattarella per formare il nuovo Governo: ultime notizie, carriera e passato dell’ex ministro Esteri

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Paolo Gentiloni (Lapresse)

Paolo Gentiloni ha sciolto le riserve ed ha accettato l’incarico di Presidente del Consiglio: il nuovo premier ha da poco letto i nomi del nuovo esecutivo direttamente dal Quirinale dopo il colloquio con Sergio Mattarella. In seguito alla lista dei ministri (in gran parte confermati, fuori Ala-Scelta Civica e la Boschi, entrano Finocchiaro e Minniti) Gentiloni ha letto il primo discorso da premier in carica, a pochi minuti dal Giuramento del 64esimo Governo della Repubblica Italiana (ore 20 sempre al Quirinale): «Ho fatto del mio meglio per formare il governo nel più breve tempo possibile. E credo nell’interesse della stabilità delle nostre istituzioni alle quale guardano le italiane e gli italiani. Non mi nascondo le difficoltà politiche che nascono dall’esito del referendum e dalla crisi che si è aperta. Sono difficoltà cui dobbiamo fare fronte. Il governo si metterà al lavoro immediatamente con tutte le sue forze, concentrato sui problemi da risolvere, e con l’ottimismo che ci deriva dalla grande forza del popolo italiano». Gentiloni ha poi stabilito le nuove tappe della formazione del Governo con la fiducia domani alla Camera e mercoledì al Senato dove però pesa l’uscita di Ala alla fiducia e dunque con qualche problema in più sui numeri della maggioranza a Palazzo Madama.

In queste ore di consultazioni pre-governo Paolo Gentiloni è stato sottoposto ad un numeroso “parterre” di attacchi personali e politici per provare a contrastare e criticare la scelta di Mattarella come nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Gentiloni, da navigato politico qual’è non ha reagito ne risposto alle aspre polemiche sul suo conto, nonostante i toni molto (forse troppo) forti degli attacchi. «Dopo la sconfitta al referendum Renzi doveva lasciare la politica e invece è stato lui ad indicare a Mattarella Gentiloni, il suo ‘avatar’, l’ennesimo politicante di professione interessato a far perdere ai cittadini la loro sovranità. Saremo, come sempre, pura partecipazione e nonviolenza, ma reagiremo, il popolo italiano non può essere ancora calpestato», sono le parole di Alessandro Di Battista, M5s, dopo la nomina di Paolo Gentiloni. Ma non è l’unico, come si evince dai toni usati da Giorgia Meloni: «Gentiloni convocato da Mattarella per ricevere il mandato a formare il nuovo Governo. Tutto cambia perché nulla cambi. Siamo passati dal Governo del burattino delle lobby al Governo del burattino del burattino delle lobby. Se il Pd pensa di trascinarci a fine legislatura con il quarto esecutivo non scelto dagli elettori, sappia che il 22 gennaio ci troverà in piazza con tutti gli italiani che ancora credono che la sovranità appartiene al popolo e rivendicano il loro diritto a votare e decidere». Attaccato, deriso anche , ma in sella per un nuovo governo: saprà far ricredere i suoi ostici rivali?

Mentre alle ore 17.30 Paolo Gentiloni andrà ufficialmente al Quirinale per presentare la nuova squadra di Governo con la lista aggiornata dei ministri, si moltiplicano le indiscrezioni e le attese per vedere all’opera un personaggio politico piuttosto schivo ma con allo stesso tempo una grande capacità di diplomazia dimostrata in tanti anni di politica. Su tutte, alcune voci sul web e sulla stampa si chiedono che “Palazzo Chigi” sarà con la nuova inquilina, nonché First Lady, Emanuela Mauro. Non si hanno molte notizie, sia per la sua sobrietà, sia per la protezione ricevuta dal marito, pronto a evitare la circolazione di fatti privati e riguardanti la consorte. Nonostante le origini nobili del nuovo presidente, Emanuela Mauro, non ama la vita mondana. Non è comunque da meno il marito, che per la festa dei suoi 60 anni a Palazzo Gentiloni ha invitato pochi amici. Tra i più noti Filippo Sensi, all’epoca portavoce di Renzi, Ermete Realacci e Roberto Giachetti. Lei ha fatto parte dell’Associazione Consorti Dipendenti Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, diventandone presidente onorario per il periodo in cui Gentiloni ha ricoperto l’incarico di Ministro. L’unico avvistamento istituzionale riguarda la visita di Sergio Mattarella al Pontefice, in cui la donna era presente insieme al marito nella delegazione italiana. Nota curiosa di aneddoto: i coniugi adorano la montagna, infatti trascorrono abitualmente le loro vacanze sui monti austriaci. 

Mentre Paolo Gentiloni prosegue nell’ultimazione della lista dei ministri, emergono sempre più elementi e aneddoti del passato di questo nuovo capo del Governo italiano: non tutti forse ricordano come nel 2006, nel contrastatissimo governo Prodi, Paolo Gentiloni era il responsabile del ministro delle Telecomunicazioni. Da ministro aveva messo a punto in pochi mesi un disegno di legge che mirava ad una riforma sostanziale del sistema televisivo partendo da una sentenza della Corte Costituzionale del 1994 a favore del pluralismo tra le reti televisive. In maniera particolare, la sentenza parlava di una possibile cessione di Rete 4 ad altri padroni che non fossero Fininvest; le polemiche furono accesissime su questa riforma che si plasmava sulla sentenza di 12 anni prima, ma non passò in Parlamento anche per la caduta in quello stesso anno del Governo Prodi. Duro con il centrodestra ma mai opposto veramente in termini ideologici a Berlusconi: chissà se questa “influenza” positiva possa essere un cardine del prossimo governo che si sta formando.

Certe volte il passato ritorna e lo fa con grande ironia: Paolo Gentiloni è il nuovo presidente del Consiglio italiano e con il governo che sta formando cercherà di superare l’empasse della crisi di governo avuta da Renzi dopo la sconfitta al referendum. In queste ore è attivissimo il premier incaricato per trovare qualche accordo, qualche “patto” per allargare la maggioranza e attaccare così subito l’ambito delle riforme, dalla elettorale ai decreti attuativi su PA e Scuola per non fare arenare lo Stato prima delle prossime elezioni. Già un Patto Gentiloni… sono in tanti in queste ore che stanno facendo l’ironico paragone tra il parlamentare del Governo Giolitti che nel 1913 “salvò” i cattolici in politica (e ovviamente anche il governo) e l’ex ministro degli Esteri chiamato a risollevare questo esecutivo. Ma in pochi sanno che Paolo Gentiloni è nipote del grande Vincenzo Ottorino Gentiloni che contrasse a nome del mondo ecclesiastico l’accordo con Giolitti che permise di farro di superare la bolla papale “non expedit” che vietava la vita politica per i cattolici (dopo il mancato riconoscimento dell’Unità d’Italia raggiunta con il sopruso di Porta Pia). Pillole di storia ma anche internati ironie e similitudini: un patto di un cattolico per allargare il governo e non far naufragare lo stato. Se il passato porta consiglio però, speriamo di non arrivare a qualsivoglia guerra mondiale…. 

Clicca qui per il video del primo discorso da premier di Paolo Gentiloni.

Sono diversi gli epiteti associati al nome di Paolo Gentiloni, come il più rinomato: “Il freddo”. Al pari degli antichi uomini di rilievo della nostra Italia, complici anche le origini nobili, il neo Presidente del Consiglio può contare anche sull’appellativo di “fantasma”, “sobrio”, “fedele” e “cauto”. Il suo nome girava già da giorni nei meandri della politica, come possibile successore al governo. Molteplici gli aspetti che mettono in evidenza i suoi interessi, sia dal punto di vista degli hobby, che spaziano dalla lettura ed i libri ai vini, sia dal punto di vista del background. Se il suo passato da Socialista e Comunista è conosciuto, lo è di meno quello ambientalista. Paolo Gentiloni prende infatti questa strada nel 1984, dopo anni di collaborazione con diverse riviste come Pace e Guerra e Fronte Popolare, grazie agli amici Chicco Testa ed Ermete Realacci. Quest’ultimo, amico storico del Premier, ha affermato che Gentiloni è indubbiamente un uomo dalla cautela inaudita: “Alcuni cromosomi della diplomazia sono innati in lui. Dice le cose più radicali nella maniera più morbida possibile”.

L’attenzione pubblica è alta per Paolo Gentiloni, il nuovo Presidentel del Consiglio, ma ancora di più per la moglie Emanuela Mauro. L’abile architetto ed il marito sono sempre stati molto discreti e sono davvero poche le notizie che si possono trovare sulla loro famiglia. E tutto questo si scontra inevitabilmente con le origini familiari di Gentiloni, avvezzo ad una mondanità che stona con la personalità della moglie. Lo si evince anche dalla decisione della coppia di selezionare gli amici di famiglia con precisione certosina, tanto che le uniche personalità di spicco presenti al 60esimo compleanno di Gentiloni sono stati Roberto Giachetti, Ermete Realacci ed il portavoce di Matteo Renzi, Filippo Sensi. Di contro, il neo Presidente del Consiglio ha sempre fatto di tutto per tenere protetta ogni informazioni sulla donna, tanto da rendere impossibile trovare note salienti della sua biografia. Sappiamo tuttavia che Emanuela Mauro si aggira spesso per la Capitale in motorino e come sottolinea Vanity Fair, è stata una scout. I Gentiloni abitano nel palazzo di famiglia, in piazza San Bernardo, ma le loro scelte per le vacanze estive si dirigono invece verso le zone montuose dell’Austria. 

Non sono molte le notizie a disposizione sulla vita privata di Paolo Gentiloni, a cui oggi il capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo e quindi la carica di Presidente del Consiglio. L’ex Ministro degli Esteri è sposato con l’architetta Emanuela Mauro. Come riportato da La Stampa, la moglie del nuovo premier gira per Roma in motorino e che preferisce le montagne austriache per le vacanze estive. La coppia non ha figli. Quali sono le passioni di Paolo Gentiloni? Viaggi, scrittura e lettura. Inoltre, il nuovo Presidente del Consiglio apprezza i vini, la musica lirica e gioca a tennis nel tempo libero. Ora, però, Paolo Gentiloni è chiamato ad un compito molto delicato, ma ha già fissato le priorità dopo la formazione del nuovo governo: il suo lavoro a Palazzo Chigi consisterà innanzitutto nella realizzazione di una nuova legge elettorale, per la quale mostrerà un atteggiamento più soft rispetto a quello avuto da Matteo Renzi, e di un provvedimento per le popolazioni vittime del terremoto. 

Da Ministro degli Esteri a Presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni ha ricevuto l’incarico di formare il nuovo governo dopo le dimissioni di Matteo Renzi. Dopo l’incontro al Quirinale con il capo dello Stato Sergio Mattarella, Gentiloni ha rilasciato il primo discorso da Presidente del Consiglio: ha esordito spiegando di essere onorato per l’incarico conferito da Mattarella, poi è entrato nel merito delle sfide che dovrà superare. “Cercherò di svolgere questo compito con dignità e responsabilità”, ha dichiarato il nuovo Presidente del Consiglio, pronto per lavorare alla composizione e al programma del governo, muovendosi nel quadro del governo e della maggioranza uscente, visto che “è emersa l’indisponibilità delle maggiori forze delle opposizioni a condividere responsabilità in un nuovo governo”. Gentiloni durante il suo primo discorso da Presidente del Consiglio ha commentato anche la decisione di Matteo Renzi di non accettare un secondo incarico: “Questa coerenza merita rispetto da parte di tutti”, ha spiegato Gentiloni, riferendosi all’impegno manifestato più volte dall’ex premier nel corso della campagna referendaria. 

Paolo Gentiloni è il nuovo Presidente del Consiglio del Governo italiano: dopo le dimissioni di Matteo Renzi, questa è stata la scelta del Capo dello Stato, con il giuramento che si terrà nei prossimi giorni, se non già domani. Ha ricevuto l’incarico dalle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di formare un nuovo governo dopo la crisi politica che ha interessato l’esecutivo Renzi. Il politico romano infatti oltre a godere dell’appoggio del premier dimissionario, garantirebbe una continuità di intenti con il governo in cui ha ricoperto l’importante incarico di ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Dalla sua sicuramente l’alta visibilità che ha assunto negli ultimi anni, girando senza soluzione di continuità le capitali europee, e facendosi apprezzare per la sua disponibilità al colloquio. Gentiloni grazie inoltre alla sua diplomazia riesce a coniugare le diverse anime del partito di cui fa parte, e potrebbe assicurarsi i voti in parlamento di quella minoranza DEM, a volte indispensabile per ottenere il sostegno parlamentare. Da Presidente del Consiglio dovrà fare di tutto per risolvere alcune beghe internazionali, non ultima quella che interessa Monte dei Paschi di Siena, dovrà inoltre fare molta attenzione alle relazioni economiche italiane nei confronti degli organismi europei e gestire alcune scadenze internazionali tra cui l’organizzazione del G7 che si terrà in Sicilia nel prossimo maggio. Godrà comunque dell’appoggio incondizionato del premier dimissionario Matteo Renzi, che di fatto lo ha lanciato all’importante carica facendogli superare la candidatura del ministro dell’economia Padoan.

Paolo Gentiloni è un politico abbastanza in vista all’interno dello schieramento politico italiano. Egli è nato a Roma il 22 Novembre 1954, e fin dalla sua giovane età si è segnalato per le sue doti diplomatiche, che però non gli hanno impedito in alcuni passaggi politici, di presentarsi con una grossa dose di caparbietà per portare a casa gli accordi da lui immaginati. Gentiloni studia in un istituto ad impostazione montessoriana, e all’inizio della sua adolescenza viene spinto allo studio della catechesi da parte della sua famiglia di origine ferventi cattolici, (tra i suoi avi si segnala la presenza di Vincenzo Ottorino Gentiloni, redattore dell’omonimo patto che di fatto apri la vita politica ai cattolici italiani). La sua storia studentesca lo porta però a lasciare presto l’aria cattolica e a dirigersi verso le file della Sinistra, sinistra che alla fine degli anni sessanta imperversa sulla scena politica del bel paese. Sono i tempi in cui la sinistra italiana è di fatto frammentata in diversi sottogruppi, tra questi un Gentiloni che cerca la sua collocazione politica sceglie di militare all’interno di Democrazia Proletaria prima, e nel Movimento Lavoratori per il Socialismo e infine nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo. Nel frattempo si laurea in scienze politiche, si sposa con il futuro avvocato Emanuela Mauro, (la coppia non ha figli) e successivamente acquisisce la qualifica di giornalista professionista, cosa che lo porta a dirigere la “Nuova ecologia”, mensile di riferimento di Legambiente. La sua vita sociale lo porta ad avvicinarsi alle posizioni di Francesco Rutelli e dei verdi, in tale contesto riveste il ruolo di portavoce di colui che diventerà il sindaco di Roma.

L’esperienza romana porta Paolo Gentiloni a ricoprire i suoi primi incarichi prettamente politici, egli diventa infatti assessore al Giubileo e al Turismo della città dell’urbe, cosa che lo fa apprezzare al grande pubblico per le sue doti di pragmatismo e di positività, relativamente ai tanti problemi che i grossi centri urbani attraversano alla fine dello scorso millennio. Nel 2001 dopo essere stato uno dei soci fondatori della Marghertita viene eletto alla camera dei deputati, ricoprendo importanti incarichi tra cui quello di presidente della commissione di vigilanza RAI. Nelle file della Margherita cura molte campagne comunicative del partito rutelliano, dal 2006 al 2008 ricopre l’incarico di ministro delle telecomunicazioni all’interno del governo di Romano Prodi. Gentiloni è stato anche un fervente sostenitore del transito della Margherita nell’attuale formazione politica del Partito Democratico, cosa che è avvenuta nel 2007. Durante la sua permanenza in parlamento è stato autore di alcuni tentativi volti allo snellimento del sistema televisivo italiano, tentativi che però non hanno portato ad alcun esito, stante la bocciatura rimediata in parlamento. È stato inoltre candidato alle primarie del 2012 per la scelta del candidato sindaco di Roma, la sua esperienza che godeva dell’appoggio dei Renziani capitolini, si risolse in un nulla di fatto stante l’incoronazione di Ignazio Marino a vincitore delle elezioni interne nella città dell’urbe. Nel 2014 dopo aver appoggiato in maniera abbastanza evidente la candidatura di Renzi al ruolo di presidente del consiglio, viene scelto dallo stesso Renzi per la poltrona di ministro degli esteri, in sostituzione di Federica Mogherini inviata a Bruxelles per ricoprire il ruolo di Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea. da ministro degli esteri si è impegnato fin da subito per la soluzione della vicenda che vedeva al centro di una querelle giudiziaria con l’India due marò italiani, incarcerati a Nuova Delhi. E’ stato fautore inoltre di un intervento militare del nostro paese in Libia, contro lo stato islamico. 

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