MARCO TRAVAGLIO / Difendo Virginia Raggi, non poteva sapere che Marra è disonesto: voi sapevate? (oggi 17 dicembre 2016)

- La Redazione

Marco Travaglio: difendo Virginia Raggi, non poteva sapere che Marra è disonesto. Voi sapevate? Le ultime notizie di oggi, 17 dicembre 2016, sulla tesi del direttore de Il Fatto Quotidiano

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Marco Travaglio

Non poteva sapere che Raffaele Marra è disonesto: è questi la tesi sostenuta da Marco Travaglio che cozza, però, con quella di Peter Gomez, direttore del sito de Il Fatto Quotidiano. Scontro tra direttori, dunque, con la sindaca di Roma nel mezzo per il caos scoppiato con l’arresto del capo del personale del Comune. Sta di fatto che Travaglio ora si è scoperto “garantista”. Commentando la crisi politica in cui versa Roma e sulla bufera scoppiata attorno alla Raggi, il giornalista spiega: «Si è fidata di un dirigente mai indagato (caso più unico che raro in Campidoglio) né sospettato di essere un ladro». Nei mesi scorsi, però, aveva difeso proprio Marra: «Lo cacciavano perché troppo giacobino, perché denunciava un sacco di porcherie… Appena la Raggi l’ha chiamato come vicecapo di gabinetto, è diventato il paria… Marra è incensurato, questo forse è il problema: però il Messaggero assicura che siccome comprò casa dal costruttore Scarpellini…».

Peter Gomez, direttore del sito del quotidiano, invece, la pensa diversamente. Nella sua diretta Facebook ha rivelato che Virginia Raggi sarebbe stata avvertita da più parti del rischio rappresentato da Marra: «Un giorno ha avuto una notizia: questo signore ha avuto uno sconto da 500mila euro su una casa dal costruttore Scarpellini, contro cui il suo Movimento si è scagliato più volte. Allora, uno si domanda o meno di quello sconto?». Per Peter Gomez, dunque, Virginia Raggi dovrebbe assumersi la responsabilità politica anche se non è indagata, perché ci sarebbe un contrasto tra i principi che sostiene il Movimento 5 Stelle e il suo comportamento. Per Travaglio, invece, Raggi non poteva immaginare che Marra tre anni fa si era fatto pagare una casa da Scarpellini.

La sindaca di Roma, dunque, per il direttore della versione cartacea de Il Fatto Quotidiano, non è altro che «l’ultima vittima dei “professionisti delle carte a posto” (Falcone li chiamava così) travestiti da cavalieri senza macchia e senza paura: è capitato persino ad alcuni fra i migliori pm d’Italia, traditi dai loro più fedeli investigatori dopo anni di indagini ad alto rischio». Travaglio, però, ha criticato la scelta di riciclare pezzi del vecchio establishment, giudicandola troppo rischiosa. La soluzione in questo caso è allevare nuove classi dirigenti per fare tabula rasa con il passato. Questo il destino di Roma?

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