Sondaggi elettorali e politici/ News, ai ballottaggi M5S davanti al Pd! (ultime notizie oggi 27 dicembre 2016)

- La Redazione

Sondaggi elettorali e politici news, ballottaggi: Movimento 5 Stelle batte Partito Democratico e Listone Centrodestra (Ultime notizie oggi 27 dicembre 2016) 

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Immagini di repertorio (Foto: LaPresse)

Ipotesi ballottaggi negli ultimi sondaggi elettorali e politici realizzati dai vari istituti di ricerca. Secondo la rilevazione effettuata da Emg Acqua per La7 Srl lo scorso 17-18 dicembre sarebbe il Movimento 5 Stelle a vincere in caso di scontro sia contro il Pd che contro il Listone Centrodestra. Con la nuova legge elettorale è previsto infatti il ballottaggio tra le due principali liste se nessun partito passa al primo turno il 40%. In caso di ballottaggio tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sarebbe quest’ultimo a prevalere con il 52.1% delle preferenze contro il 47.9% del Pd. Secondo i risultati di questi sondaggi elettorali e politici anche in caso di ballottaggio tra M5s e Centrodestra sarebbe il Movimento 5 Stelle a prevalere con il 54.8% delle preferenze contro il 45.2% del Listone centrodestra. Infine nel caso di un ballottaggio tra Partito Democratico e Listone Centrodestra vincerebbe il Pd con il 53.5% contro il 46.5% del Listone centrodestra.

Secondo i sondaggi politici ed elettorali prodotti da Istituto Piepoli, il nuovo premier Paolo Gentiloni viene considerato alla luce degli altri leader politici come più onesto e “generatore” di armonia. I dati particolari sottolineati dai sondaggi per Piepoli inquadrano la figura di Gentiloni in alcuni elementi e qualità paragonate ad altri leader di forze politiche opposte o interne. Secondo il 56% degli italiani Gentiloni è onesto, mentre il 46% crede che i leader politici in generale lo siano: determinazione, 50% qualità affiliata a Gentiloni, 56% agli altri leader, mentre per il 49% il nuovo premier ispira armonia, a differenza degli altri (42%). Alla domanda, “stringeresti la mano a …” gli italiani per il 48% stringerebbero quella di Gentiloni mentre il 41% agli altri politici più importanti. Importanti anche gli ultimi dati analizzati nel sondaggio politico: “lo voteresti” viene chiesto, il 39% risponde Sì, il 43% virerebbe su altri leader, mentre stesso risultato per la qualità “vicino alla gente normale”. Da ultimo, il prossimo futuro, anche qui risultati simili: Gentiloni ispira e produce un futuro migliore per il 34% degli italiani.

Sembra passata un’eternità politica, ma i sondaggi elettorali di questi giorni vanno ancora ad indagare neanche un mese dopo il 4 dicembre, come gli italiani ad oggi voterebbero nel referendum costituzionale che sono costate le dimissioni del Governo Renzi e la crisi di governo chiusa con la nomina a nuovo premier di Paolo Gentiloni. Secondo i sondaggi pubblicati da Quorum, gli italiani confermerebbero ancora per il 57% il No al testo della riforma Boschi, ora stralciata: ma sui singoli articoli, separati, come voterebbero? Il 63% sarebbe oggi d’accordo con l’Abolizione del Cnel, mentre sulla Nomina dei senatori da parte dei consiglieri regionali in conformità con le scelte degli elettori solo il 40% per il Sì, il 60% sul No. D’accordo al 46% con la Modifica alla composizione del Senato, che sarebbe composto da 74 consiglieri regionali, 21 sindaci e 5 senatori nominati dal Presidente della Repubblica (54% contrari). Favorevoli, dato interessante, al 56% gli italiani che vorrebbero la Differenziazione delle competenze tra Camera e Senato (superamento del bicameralismo paritario). 56% ok per il Trasferimento di alcune competenze dalle Regioni allo Stato centrale e introduzione della clausola di supremazia dello Stato e 52% invece contrari all’Introduzione dell’obbligo di discussione in Parlamento delle leggi di iniziativa popolare, con aumento da 50mila a 150mila firme necessarie per proporle.

Sui sondaggi politici ed elettorali che in queste ore riempiono le pagine di giornali e le segreterie dei partiti non può non approfondire la tematica di questi ultimi giorni, dopo l’attentato di Berlino che ha rimesso in primo piano il problema dell’immigrazione, dei profughi o presunti tali e dei legami sul suolo europeo con organizzazioni fondamentaliste di molte cellule “dormienti”. In vista delle prossime elezioni in Germania, Francia e poi anche da noi in Italia il tema potrebbe essere rilevante e non poco: stando ai sondaggi di Eumetra Monterosa per gli italiani l’affermazione di forte stampo populista “un immigrato clandestino, ad esclusione dei profughi, deve essere espulso e ritornare nel suo Paese“, è accolta complessivamente dal 64% degli italiani intervistati. Cifra altissima che si divide tra chi è completamente d’accordo con le espulsioni di massa, il 25%, e chi invece qualche dubbio ce l’ha ma rimane sostanzialmente in accordo con la tesi. 17% poco d’accordo, 12% per niente d’accordo, sono cifre molto basse rispetto ad un paese, quello italiano, che si scopre sempre più ostile all’ondata di migrazione senza fine dal medio Oriente e dall’Africa.

Tra le domande poste dai sondaggi elettorali e politici agli elettori c’è anche la questione immigrazione. Sulla politica che il governo italiano dovrebbe adottare riguardo agli immigrati Eumetra Monterosa s.r.l. ha chiesto un’opinione agli elettori. La rilevazione è stata effettuata a inizio novembre scorso per Mario Razzanelli, consigliere comunale di Forza Italia nel comune di Firenze. Al campione di elettori intervistato è stata letta un’affermazione riguardo alla questione immigrazione: la richiesta è stata poi quella di indicare il grado di condivisione dell’affermazione. “Un immigrato clandestino, ad esclusione dei profughi, deve essere espulso e ritornare nel suo paese”, questa la frase posta agli elettori da questi sondaggi elettorali e politici. E le risposte sono state in maggioranza di condivisione. Si è infatti detto molto d’accordo il 25% degli intervistati e abbastanza d’accordo il 39%. In minoranza gli italiani che hanno dichiarato di essere poco d’accordo con l’affermazione (il 17%) o per nulla d’accordo (il 12%). Infine il restante 7% ha dichiarato di non avere un’opinione.

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