DDL CIRINNA’/ Preziosi (Pd): legge figlia di un governo con la testa vuota

- int. Ernesto Preziosi

Per ERNESTO PREZIOSI (Pd) senza una riflessione sulla natura dell’essere umano e sulla società qualsiasi soluzione tecnica sarà soltanto una presa in giro nei confronti delle persone

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Monica Cirinnà (Infophoto)

“Apprezzo la mediazione di Renzi, ma senza una riflessione sulla natura dell’essere umano e sulla società qualsiasi soluzione tecnica sarà soltanto una presa in giro nei confronti delle persone cui andrà applicata”. Lo rimarca Ernesto Preziosi, deputato del Pd e per 30 anni direttore delle relazioni pubbliche dell’Istituto Toniolo, ente fondatore dell’Università Cattolica. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha deciso di percorrere fino in fondo la strada annunciata domenica all’assemblea del Pd, con lo stralcio della stepchild adoption, l’accordo con Ncd e il voto di fiducia. Il gruppo del Pd si è espresso in modo favorevole sul maxi-emendamento del consiglio dei ministri senza la stepchild adoption. Il testo sarà presentato al Senato mercoledì e votato giovedì.

Onorevole Preziosi, è soddisfatto della svolta di Renzi sul ddl Cirinnà?

Renzi ha dovuto tenere conto della realtà. Come segnalato all’interno dello stesso Pd, il ddl Cirinnà presentava profili di problematicità, anche sul piano costituzionale. Noi avevamo chiesto fin dall’inizio che si riconoscessero i diritti, ma non si equiparassero le unioni civili al matrimonio così come previsto dall’articolo 29 della Costituzione. Abbiamo inoltre sollecitato un supplemento di riflessione per quanto riguarda il tema delle adozioni che presentava problemi non solo nella lettera della legge, ma anche nell’applicabilità concreta. Noto però che in politica per vincere bisogna fare riferimento a una visione generale, e non invece farsi portatori di interessi particolari che rispecchiano singoli gruppi della società.

Il governo ne uscirà rafforzato o indebolito?

In termini numerici l’accordo con Ncd rafforza il governo. Alcune contraddizioni andrebbero però affrontate, perché in prospettiva le contraddizioni che si sono palesate non sono risolte. Si è dimostrato che anche la coesione interna del Pd è un tema su cui lavorare.

Il Pd non ha una linea comune sui temi etici. Questo è un fattore di divisione?

Sui temi etici è mancata una riflessione che non soltanto i partiti, ma anche gli ambiti culturali dovrebbero promuovere. Mi chiedo dove siano le università, le accademie, i luoghi di cultura. In questo dibattito ho visto una povertà di interventi da parte dei luoghi di cultura, e mi riferisco anche al mondo cattolico. Vorrei che ci fosse un maggiore intervento di tipo culturale che illuminasse aspetti di questa vicenda. La politica infatti può fare riferimento alla cultura, ma non può sostituirsi a essa.

Il Pd è spaccato tra cattolici e laici?

Non è questione di essere cattolici  meno, ma di una visione della persona e della società. Su questo confronto tra persona e società andrebbe alzato il livello della riflessione prima culturale e poi politica. Se invece ci concentriamo soltanto sulle soluzioni tecniche, noi prendiamo in giro le persone. Qualsiasi soluzione comporta infatti una visione di persona e di società. E’ su questo che dobbiamo intensificare il confronto.

La svolta di Renzi creerà tensioni nel Pd?

Le dinamiche interne al Pd non saranno superiori a quelle che già ci sono. Certo la mediazione andava favorita prima. Non sarà sfuggito all’opinione pubblica che persone che fino all’altro ieri dicevano che non si doveva toccare una virgola del ddl Cirinnà altrimenti votavano contro, oggi fanno dichiarazioni positive sulla svolta di Renzi. Politicamente lo apprezzo, ma sotto il profilo culturale ho qualche punto di domanda sulla sincerità di queste posizioni. In questi mesi è mancato un confronto anche perché qualcuno si è irrigidito sulla sua posizione.

 

Il sostegno di Verdini sulle unioni civili è soltanto un fatto occasionale o prelude a qualcos’altro?

Non credo che preluda a qualcos’altro, la ritengo piuttosto una convergenza occasionale. Quell’apporto in parlamento nasce del resto dallo sfaldamento della coalizione di centrodestra e dall’impossibilità di riconoscersi in una leadership che in precedenza era più forte mentre oggi è inesistente. Oggi c’è tutta una serie di partitini che non si muovono secondo una logica di disegno politico, bensì nell’ottica della sopravvivenza personale di singoli parlamentari che attraverso questa scialuppa pensano di potersi garantire.

 

Il Pd ha attratto nella sua orbita centristi come Ncd, Udc e Scelta civica. Perché a destare scandalo è soltanto il sostegno di Verdini?

L’alleanza con Alfano ha un valore ben diverso rispetto alle convergenze parallele con Verdini. In alcuni passaggi al Senato i numeri di Verdini possono essere utili o addirittura indispensabili. Viceversa il disegno di un avvicinamento tra Pd e Ncd dovrebbe avere un significato diverso, in funzione di un centrosinistra nuovo e capace di garantire al Paese livelli di stabilità che abbiamo conosciuto in passato. L’alleanza Pd-Ncd ha quindi un senso plausibile.

 

Infine che cosa ne pensa della candidatura di Enrico Rossi a segretario del Pd?

Non ho ancora avuto modo di capire il senso della candidatura di Rossi e quali saranno le altre. C’è però da augurarsi che il Pd possa avere una pluralità di presenze e di candidature, in modo da poter svolgere un vero congresso di confronto. La situazione è meno sana quando c’è un’unica candidatura.

 

(Pietro Vernizzi)

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