SCENARIO/ Sansonetti: a Milano Matteo lascia o raddoppia

- int. Piero Sansonetti

Per PIERO SANSONETTI, se Renzi non supera il test delle amministrative il suo governo va subito a rotoli. Ma se conquista Milano vincerà anche il referendum e può dire di avercela fatta

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Matteo Renzi (Infophoto)

“Se il Pd conquista Milano, comunque poi Renzi potrà presentarsi al referendum costituzionale senza essere stato distrutto alle amministrative. Quindi può vincere anche il test di ottobre e a quel punto, come si dice in gergo ciclistico, ‘ha scollinato’”. E’ la chiave di lettura di Piero Sansonetti, direttore del quotidiano Il Dubbio, ex direttore di Liberazione. Per Sansonetti, anche se superasse tutte le prove “per Renzi resta comunque la grande debolezza di fondo: l’economia. Come documenta il Jobs Act, è qui dove gli manca una linea ed è subalterno ai poteri forti dell’industria”.

Dopo che il Senato ha respinto la mozione di sfiducia, Renzi esce più forte?

Certo che esce più forte, in quanto ha vinto il referendum sulle trivelle e ha ottenuto la fiducia. Del resto anche i suoi oppositori credo che lo capiscano. Ieri su Il Dubbio ho pubblicato un articolo nel quale sono state “rubate” alcune parole a Gianni Cuperlo che dice: “Stavolta ci hanno asfaltato davvero”. In effetti Cuperlo non ha torto.

In fondo tanto il referendum quanto la sfiducia erano due risultati un po’ scontati. Renzi non esagera a cantare vittoria?

Non vuol dir niente. I voti possono essere anche scontati, ma quando arrivano arrivano. Il referendum sulle trivelle non era stato chiesto da Renzi bensì dai suoi oppositori, che lo hanno perso. E anche la mozione di sfiducia non era stata presentata dal premier bensì da M5s, che ne è uscito sconfitto. Se i risultati erano scontati, perché le opposizioni hanno chiesto questi voti? Se poi Renzi perde a Roma, Milano e Napoli si gioca tutto il vantaggio, ma per ora esce rafforzato.

Qual è la strategia di Renzi in questa fase?

Non credo che Renzi abbia una strategia. Il premier cerca di governare e di resistere. Ma soprattutto dovrà trovare qualcosa per sperare di vincere a Milano e cercare di vincere a Roma. Quello che è chiaro è che si gioca tutto in queste elezioni, il resto non è che conti molto.

Il premier ha qualche colpo segreto in canna?

Per ora ha aperto la questione del giustizialismo, credo con qualche successo. In questo modo si rivolge a una parte dell’elettorato di centrodestra che non ha punti di riferimento garantisti né in Forza Italia né nella Lega nord. Renzi sta guardando a quell’elettorato perché Forza Italia è del tutto assente su questi temi.

Al referendum costituzionale una parte degli elettori di Forza Italia potrebbe votare sì?

Non è questo il punto. Se Renzi passa indenne le comunali, poi il referendum costituzionale lo vince a mani basse. Se invece perde nelle grandi città si riapre tutto, perché è rimessa in discussione la sua leadership. Sappiamo bene che il referendum costituzionale è un referendum su Renzi.

M5s non ha esperienze di governo in una grande città. Un successo della Raggi a Roma potrebbe trasformarsi in una sconfitta per i 5 Stelle e in una vittoria per Renzi?

Se la Raggi vince a Roma può darsi che nell’arco di un paio d’anni metta nei guai M5s. Nel frattempo però potrebbero succedere molte cose. Se Renzi perde le comunali e anche il referendum, la sua leadership è finita. Però non lo ritengo molto probabile.

 

Perché?

Perché se il Pd vince a Milano, comunque poi Renzi potrà presentarsi al referendum senza essere stato distrutto alle amministrative. Quindi può vincere anche il test di ottobre e a quel punto, come si dice in gergo ciclistico, “ha scollinato”.

 

Al di là delle scadenze immediate, Renzi può dire di avere una politica estera?

No, in politica estera non ha un grande spessore. Adottando una linea pragmatica non sta però sbagliando molto. Dove rischia di più è sul piano economico. E’ qui dove non ha una linea, sta mostrando una grande incertezza ed è abbastanza subalterno a poteri esterni al governo. Se poi ha fortuna, la recessione finirà definitivamente, l’economia comincerà a tirare e lui sarà salvo. Ma se questo non succede rischia di più sull’economia che sugli esteri.

 

Quali sono i poteri esterni cui Renzi è subalterno?

Sicuramente è subalterno ai grandi poteri economici. Ha fatto tutto quello che loro volevano, a partire dal Jobs Act che però dal punto di vista dell’occupazione non ha prodotto grandi risultati.

 

Il premier rischia di più sull’economia o sulle amministrative?

Se Renzi non supera il test delle amministrative, il suo governo va subito a rotoli. Se invece lo supera resta comunque lo scoglio dell’economia. E se il Paese non esce dalla crisi è difficile che il premier vinca le prossime elezioni politiche.

 

Nella sfida tra Emiliano e Renzi lei con chi sta?

Non sto con nessuno dei due. Non mi sembra però che Emiliano sia uno sfidante con qualche carta da giocare, in quanto non ha la statura per sfidare Renzi.

 

(Pietro Vernizzi)

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