Ballottaggi 2016 / Sondaggi: la Raggi e de Magistris possono ancora perdere

- int. Carlo Buttaroni

Per CARLO BUTTARONI, tra il primo e il secondo turno si riparte completamente da zero, e anche candidati che avevano fatto molto bene come Raggi e de Magistris possono uscire sconfitti 

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Luigi De Magistris (Infophoto)

“Tra il primo e il secondo turno si riparte completamente da zero, e anche candidati che avevano fatto molto bene come Virginia Raggi e Luigi de Magistris possono uscire sconfitti. La partita ricomincia perché il tavolo a gioco è un altro”. Lo evidenzia Carlo Buttaroni, sociologo e politologo, nonché presidente di Tecnè. Per l’esperto di sondaggi, “molti cittadini che nel 2013 hanno votato per M5s in realtà appartengono a un elettorato di centrodestra. Anche per questo motivo è possibile che al ballottaggio si verifichi un travaso di consensi tra M5s e centrodestra”.

Dopo il primo turno, al ballottaggio i due candidati ripartono da zero?

C’è un capitale che è stato misurato nel primo turno, ma come tipo di elezione il ballottaggio è tutt’altra cosa. Di fatto quindi si riparte da zero perché il tavolo da gioco è un altro.

Uno che al primo turno ha votato per la Raggi, al secondo potrebbe decidere di votare per Giachetti?

No, ma potrebbe decidere di non andare a votare. Ci sono stati molti casi in cui al secondo turno il sindaco ha preso meno voti che al primo, e questo fatto può dipendere da una serie svariata di motivi. Questa è stata un’elezione con una scarsa carica motivazionale, e chi si è sentito in dovere di andare a votare al primo turno non è detto che lo faccia anche al secondo. Di fatto quindi è proprio una nuova elezione.

Ma quindi il risultato potrebbe rovesciarsi anche in città dove il distacco è molto netto come a Roma, Bologna o Napoli?

Sì, non c’è nessuna ipoteca, tra il primo e il secondo turno può succedere di tutto. D’altra parte da quando c’è l’elezione diretta la storia ci ha insegnato proprio questo: ci sono sindaci che al secondo turno hanno perso, dopo che al primo avevano preso il 49,9%.

Salvini ha detto che voterebbe per i candidati di M5s a Roma e Torino. Quanto sposta questa presa di posizione?

Di fatto più che spostare voti Salvini dà un via libera: “Potete votare per Raggi e Appendino”. L’elettore leghista si sente più libero nell’andare a votare per un candidato piuttosto che per l’altro.

Sono tanti gli elettori del centrodestra che voteranno per Raggi o Appendino?

Sì, soprattutto a Torino l’Appendino è sicuramente un’opzione possibile per gli elettori di centrodestra.

Gli elettori di M5s ricambieranno il favore a Milano, Bologna e Napoli?

Una parte degli elettori di centrodestra che avevano votato per i Cinque Stelle adesso sono tornati al centrodestra, i cui risultati in questa tornata sono stati ottimi, non solo a Milano e Roma ma anche in altre città, come ha registrato lo stesso Istituto Cattaneo. Tra Lega e M5s non c’è uno scambio di favori, bensì un’attitudine e un collegamento più diretto. Dopo 23 anni di bipolarismo destra-sinistra, rimane uno strascico culturale che rende più difficile che un elettore di centrodestra voti per un candidato di centrosinistra e viceversa.

 

Intanto a livello nazionale Renzi continua a ribadire che il suo è il primo governo ad avere fatto davvero le riforme. La narrazione renziana è ancora in grado di tradursi in consensi?

In parte sì. Alcune riforme sono state sicuramente fatte, ma quella più importante è una nuova metrica sia nel campo della comunicazione politica sia in quello dell’azione di governo. Quando guardiamo alle riforme, probabilmente sono state più quelle dette di quelle che effettivamente hanno cambiato i meccanismi del sistema. Sicuramente però una parte dell’azione di governo si è trasformata in consenso. Il problema è che sono state create molte aspettative e solo una parte di esse sono state soddisfatte.

 

(Pietro Vernizzi)

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