SONDAGGI/ Buttaroni (Tecnè): Renzi lasci stare l’Italicum o M5s vincerà le prossime elezioni

- int. Carlo Buttaroni

Per CARLO BUTTARONI, M5s ha agganciato il Pd, in conseguenza di una crescita del primo e di un calo del secondo, mentre i consensi personali di Renzi sono in diminuzione

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Luigi Di Maio a "In mezz'ora" (Foto: LaPresse)

M5s ha agganciato il Pd, in conseguenza di una crescita del primo e di un calo del secondo, mentre i consensi personali del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sono in diminuzione. Lo rivela Carlo Buttaroni, sociologo, politologo e presidente di Tecnè. Per il sondaggista, il premier paga un prezzo particolarmente alto per il fatto di avere suscitato attese molto elevate che poi sono state corrisposte solo in parte. Agli italiani interessano soprattutto temi come lavoro, pensioni e tasse, mentre la riforma costituzionale e ancora di più la legge elettorale riguardano solo gli addetti ai lavori.

Buttaroni, come sono in questo momento i consensi di Renzi?

I nostri ultimi dati registrano un calo nei consensi del premier.

Come si giustifica questo calo?

E’ un calo abbastanza in linea con l’andamento economico. In Italia c’è stato sicuramente un miglioramento generale, che però non è stato corrispondente a quelle che erano le attese. Ciò ha avuto una ricaduta anche sui giudizi sul governo, e in modo particolare sul premier.

Di che cosa paga il prezzo Renzi?

Renzi paga il prezzo di attese molto alte su altre riforme che sono state annunciate. Dall’inizio del suo mandato il presidente del Consiglio ha dato vita ad aspettative molto alte, ma non sempre le persone hanno avuto la possibilità di vederne un riscontro. Ciò ha portato a un calo della fiducia, e a ciò si aggiunge una crisi politica che tarda a risolversi. I fattori che si sommano sono quindi diversi. Sicuramente l’elemento economico è quello più forte e determinante nell’andamento della fiducia.

Nell’ultima direzione del Pd, Renzi ha sottolineato che il referendum è cruciale “per il futuro della credibilità della classe politica”. Agli italiani interessa di più il referendum o le riforme economiche?

Sicuramente agli italiani interessano di più le questioni economiche che hanno a che fare con la vita quotidiana. Per la gran parte delle famiglie, la ripresa è ancora molto lenta. Il referendum costituzionale è a sua volta importante, ma è un tema che riguarda più gli addetti ai lavori.

Quanto contano per gli italiani lavoro, pensioni e immigrazione?

I temi veramente importanti sono sicuramente il lavoro, le pensioni e anche le tasse, sia per i lavoratori dipendenti sia per chi ha un lavoro autonomo. Senza dimenticare, com’è ovvio, la tutela del risparmio. A contare poi è anche la sicurezza. Nell’agenda politica cui i cittadini prestano attenzione c’è questo, non la riforma costituzionale né tantomeno l’Italicum, un atto che la democrazia delegata affida ai legislatori e agli esperti. Nella vita di tutti i giorni quello che conta è se ci sono o meno i soldi per fare la spesa, per mandare i figli a scuola, per fare le visite mediche.

In questo momento chi insidia Renzi? Di Maio o qualcun altro?

Per lungo tempo Renzi è stato il leader politico con il maggior carisma sulla scena, anche grazie al fatto di poter contare su un partito alle spalle. Dopo le amministrative, M5s è cresciuto e si è affermato, e comunque da tempo stava costruendo il suo consenso. Di Maio è cresciuto molto in popolarità, ma non ha avuto un’investitura dal partito. Bisognerà vedere se questo avverrà e se diventerà il leader in grado di sfidare Renzi.

 

Che cosa si muove invece nel centrodestra?

Il centrodestra vive una situazione diversa sia dal Pd sia da M5s. In questo momento è alla ricerca di uno spazio politico più chiaro, e in questo senso bisognerà vedere la conciliabilità di partiti come Forza Italia, Lega nord, Fratelli d’Italia e Area Popolare. Solo una volta definito questo spazio lo si dovrà riempire di contenuti e quindi scegliere il leader.

 

Tra i partiti è in testa il Pd o M5s?

Nell’ultima rilevazione risultano alla pari. Ciò è dovuto a una crescita di M5s e a un contestuale calo del Pd.

 

Virginia Raggi a Roma ha varato la nuova giunta. Quali sono stati gli effetti a livello di consensi delle tensioni in M5s?

A Roma sicuramente hanno inciso le polemiche sulla formazione della giunta e sulla mancanza di una linearità. Per i Cinque Stelle siamo però ancora in una fase di luna di miele. Per l’opinione pubblica il vincitore delle amministrative è stato infatti M5s, e in questa fase gli si concede quindi ciò che ad altri partiti non sarebbe concesso. I Cinque Stelle non pagano quindi un prezzo particolarmente elevato alle difficoltà incontrate da Virginia Raggi a Roma. D’altra parte a Torino Chiara Appendino sta andando molto spedita per la sua strada.

 

(Pietro Vernizzi)

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