SONDAGGI/ Nuovo Italicum: il tripolarismo fasullo morirà di trasformismo

ARNALDO FERRARI NASI, sondaggista e analista politico, si augura una coalizione che metta insieme Berlusconi e Renzi, l’unica che sarebbe in grado di dare stabilità

29.01.2017 - int. Arnaldo Ferrari Nasi
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LaPresse

Qualunque sia il voto, secondo Arnaldo Ferrari Nasi, sondaggista e analista politico, il problema è la classe politica, inaffidabile come si è dimostrata negli ultimi due decenni. “Se anche una lista o una coalizione raggiungessero la soglia, ci sono già 100 deputati pronti a cambiare bandiera e far cadere il nuovo governo. Ce lo dimostra quello che è successo in questi anni”. Per Ferrari Nasi l’unica personalità politica affidabile resta il Capo dello Stato, ma gli inviti al dialogo e al bene comune restano inascoltati. La speranza? “Una bella alleanza tra Berlusconi e Renzi, l’unica capace di dare stabilità al Paese”.

Le simulazioni di voto che si fanno in queste ore dicono chiaramente che nessun partito è in grado di arrivare alla soglia del 40%, così come nessun tipo di coalizione riuscirebbe a raccogliere i 316 deputati per governare. Non era meglio lasciare il ballottaggio?

Di arrivare al 40% non se ne parla proprio. Forse solo i grillini, se avessero mantenuto quelle capacità che li hanno portati a vincere a Roma e Torino potevano sperare in un colpo di reni tale da raggiungere il bersaglio, ma direi che quel successo storico lo stanno dilapidando.

Che scenario vede a questo punto?

Siamo davanti a un proporzionale con gli sbarramenti, il che ci riporta al 1992. Tra l’altro la soglia del 3% farà felice molti, ad esempio Fratelli d’Italia. Con il suo 3,5% costante negli anni non avrà neanche bisogno di accettare l’ingresso di quella sorta di nuova destra sociale messa su da Alemanno e Storace che vorrebbe farl loro toccare il 4%. Il problema però un altro, non centra questa o quella legge elettorale.

Quale sarebbe?

L’inaffidabilità della classe politica. Comunque vadano le elezioni, la nostra Costituzione, o anche solo i regolamenti parlamentari, permettono ad un qualsiasi numero di deputati, 100, 200, o anche 635, di cambiare schieramento, rispetto al partito che li ha fatti eleggere. Possono, il giorno dopo la fiducia del Parlamento, far cadere qualsiasi governo si fosse appena insediato.

Addirittura?

Basta a guardare a quanto successo da vent’anni a questa parte. Lo sa bene Berlusconi che nel 1994 è andato su e otto mesi dopo è andato grazie alla Lega, che poi governò in maggioranza con gli ex comunisti del Pds. Così come lo sa Prodi che dopo due anni casca con D’Alema a tirare i fili, che orgogliosamente e rispettosamente affossa il primo governo che vedeva uomini del PCI dal 31 maggio del 1947. Siamo davanti a un equivoco di base che in Italia non è mai stato risolto.

Perchè?

Perchè alla classe politica sta bene così, è da 25 anni che andiamo avanti in questo modo. In questa legislatura, dal 2013 all’inizio di quest’anno, stando agli ultimi dati Openpolis, sono 388 i cambi di gruppo. Più o meno 9-10 parlamentari al mese cambiano giacchetta: è un fatto.

Avere la possibilità di andare al ballottaggio non sarebbe stato un modo per avere una maggioranza di governo più certa?

Ma non cambia niente: il giorno dopo ti compro lo stesso 100 deputati e ti faccio cadere. Ci stanno mentendo e gli italiani stessi, che in fondo non vogliono pensarci troppo, si mentono addosso anche essi.

La speranza è che alle prossime elezioni certi personaggi non siano più in Parlamento, no?

Intanto certi personaggi, senza fare dei nomi che tanto li sanno tutti, si sono fatti due o tre legislazioni, senza che in Italia ci fossero brogli elettorali: ce li hanno mandati i cittadini. Comunque, sopra di loro non hanno certo gente migliore. D’accordo, in ogni schieramento ci sono due o tre cavalli di razza, gente che sa cosa significhi fare politica e che ha una profonda preparazione culturale, ma spessissimo non vengono ascoltati. Il sistema migliore, o comunque quello che aveva dimostrato di poterci fornire delle classi politiche un minimo selezionate, preparate, ideologicamente coerenti, era quello delle scuole di partito.

 

Secondo lei il Parlamento cercherà di ottenere l’allineamento del voto del Senato con quello della Camera? Questo è un altro problema.

Guardi, l’unico personaggio che alla fine di tutto è sempre la persona più saggia che abbiamo in Italia il Presidente della Repubblica. Lo è stato Napolitano con i suoi continui inviti ad armonizzare e dialogare, lo è oggi Mattarella. Ma non mi sembra che qualcuno, pragmaticamente, li segua.

 

Ritiene possibile questa alleanza Berlusconi-Renzi di cui molti parlano?

Potrebbe addirittura essere auspicabile, lo dico da imprenditore e non da analista politico. Questo paese ha bisogno di stabilità, lo stesso Pd di Renzi ha dimostrato di essere un partito rinnovato con delle idee, magari discutibili, ma almeno c’era una visione, non troppo diversa da quanto possa fare l’interesse di Berlusconi. In qualche modo anche Grillo le sue idee ce le ha, almeno un punto in cui vogliono arrivare, un obiettivo, lo hanno definito; se ne può discutere sulle opportunità, o sulla sua capacità reale di perseguirlo. Quanto rimane della coalizione di centrodestra è oggi poco credibile.

 

Se capisco bene, allora, l’attuale sistema tripolare, non esiste.

Esatto. In pratica, Berlusconi insieme a Renzi è credibile, Berlusconi con Salvini e la Meloni non lo è. Finchè il centro destra non si ripropone in maniera organica le opzioni reali sono Grillo da una parte e Renzi dall’altra. Una alleanza di Berlusconi e Ndc con il Pd può dare, almeno nel medio periodo, quella continuità di cui l’Italia economica e sociale ha urgente bisogno.

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