CODICE ETICO MOVIMENTO 5 STELLE/ M5s news, Beppe Grillo sul decalogo: “no svolta garantista, chi sbaglia è fuori” (oggi, 4 gennaio)

- La Redazione

Codice Etico Movimento 5 Stelle, M5s news: decalogo su espulsioni e indagati grillini approvato dopo le votazioni online, con il 91% dei voti favorevoli. Critiche dalla ex M5s Rosa Capuzzo

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Beppe Grillo con Davide Casaleggio (LaPresse)

Se con l’approvazione del Codice Etico del Movimento 5 Stelle ieri sera in tanti hanno sottolineato come la linea morbida è passata nel M5s, in attesa di possibili avvisi di garanzia tra Palermo e Roma, la reazione del Blog di Grillo oggi è veemente. In un post a firma Movimento 5 Stelle si prova a rimettere in ordine i fatti: «non si tratta di una svolta garantista, non ci sono teorie di alleggerimento delle regole interne. Garantiamo ai cittadini che chi tra i nostri eletti non rispetta i principi a cui ha aderito come portavoce viene messo fuori dalla porta – si legge nel testo -. Non aspettiamo il terzo grado di giudizio. Nel MoVimento 5 Stelle già al primo grado si prevede l’espulsione. Se nel PD si applicasse lo stesso nostro Codice, non resterebbe quasi più nessun». Secondo i grillini, i reati gravi nel Movimento portano immediata espulsione, non come in altri partiti: bene, resta però allora la domanda spontanea sull’esigenza di aggiornare il codice etico se resta tutto come prima. A questo, Grillo e il Direttorio, dovranno rispondere nei prossimi mesi decisivi di presenza politica de Movimento nato con Gian Roberto Casaleggio.

È passato con una sorta di plebiscito il Codice Etico del Movimento 5 Stelle: le votazioni online tenutesi ieri per i soli iscritti al Blog M5s hanno decretato il 91% dei Sì e la ratifica del “decalogo” che norma i vari casi spinosi di indagini possibili per gli appartenenti di ogni genere e gruppo al Movimento 5 Stelle. Il nuovo codice di comportamento segna la svolta verso posizioni più flessibili su eventuali avvisi di garanzia ricevuti da esponenti del M5s e sul ruolo del Garante (lo stesso Beppe Grillo) nelle decisioni relative. Dalla situazione di Roma fino alle firme false a Palermo, passando per Parma, Livorno, Gela e Quarto, i casi limite saranno d’ora in poi gestiti con una nuova misura più “garantista”. Le polemiche scoppiano però, con il passo del codice degli eletti che fa discutere è: “La ricezione, da parte del portavoce, di ‘informazioni di garanzia’ o di un ‘avviso di conclusione delle indagini’ non comporta alcuna automatica valutazione di gravità”. Tuona in una intervista al Qn Rosa Capuozzo, l’ex sindaco di Quarto espulsa dal Movimento 5 Stelle e dal garante Beppe Grillo: «quel testo Grillo più che per il caso-Roma lo ha scritto su misura per la storia delle firme false a Palermo. Questo codice etico con valore retroattivo è non solo illegale, ma paradossale. Lo ritengo eticamente ingiusto e aberrante. Un codice in cui si giustifica ‘ora’ l’avviso di garanzia è assurdo. Le regole si fanno prima e si fanno rispettare, non si adattano alle situazioni».

Mentre Grillo incassa un punto con l’approvazione del Codice Etico del Movimento 5 Stelle su futuri o anche attuali casi di indagati all’interno del M5s, per eventuali altre espulsioni; la base ancora una volta ha votato compatta per il Garante, anche se questa volta le polemiche sulla linea “morbida” dopo anni di proclami giustizialisti non è piaciuta a molti. Se poi aggiungiamo che nella giornata di ieri si è aperto anche un secondo fronte di “fuoco” per il fondatore M5s con l’annuncio di querela subita dal Direttore del TgLa7, Enrico Mentana, sul caso “notizie false sul web”, allora il gioco è fatto. Periodo molto caldo per la base grillina, con l’utilizzo delle piattaforme web della Casaleggio Associati sempre già messe sotto accusa, come del resto l’intero impianto di comunicazione politica. Questo critica Mentana quando, addirittura in apertura del Tg ieri sera, afferma: «Le accuse di Beppe Grillo ci toccano direttamente perché c’è anche il logo del Tg di La7″ tra quelli riportati dall’immagine pubblicata sul blog M5S in corrispondenza del post intitolato ‘Una giuria popolare per le balle dei media. E’ un’offesa al nostro lavoro. Abbiamo quindi deciso di querelare per diffamazione il garante cioè Beppe Grillo». Il fondatore aveva infatti denunciato in un post come tutti i giornali e i giornalisti sian i primi diffusori di notizie false nel Paese, «con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene». Insomma, un periodo non esattamente dei più tranquilli per il Movimento 5 Stele nell’debutto di un anno, il 2017, decisivo per le molto probabili Elezioni Politiche Nazionali… (Niccolò Magnani)

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