Enrico Mentana vs Beppe Grillo / Il direttore ritira la querela, ma sui social scoppia la polemica contro Enrico Letta (oggi 4 gennaio 2017)

- La Redazione

Enrico Mentana vs Beppe Grillo, leader M5s si scusa e il direttore TgLa7 ritira la querela. Mentana torna all’attacco poi sulle giurie popolari, sono da Cina maoista

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Beppe Grillo (Foto: LaPresse)

Sembra ormai risolto il caso che vedeva uno contro l’altro Enrico Mentana e Beppe Grillo. Da entrambe le parti infatti sono arrivati dei passi indietro e dopo la rettifica del leader politico il direttore del tg di La7 ha deciso di ritirare la querela. Sui social però ès coppiata un’altra polemica legata a un tweet di addirittura due anni fa di Enrico Letta e sul motivo per cui quella volta Mentana non parlo di querele. Questi infatti aveva scritto: “E’ una notizia inventata del tg La7, priva di fondamento come spesso capita qunado il tg di Mentana parla di me“, clicca qui per il tweet. Andando poi a scavare negli archivi del Fatto Quotidiano si può risalire alla notizia del 2014 con Enrico Mentana: “Sfido pubblicamente l’onorevole Letta a trovare entro un mese da oggi una sola volta in cui questo tg ha inventato una notizia. Se la trova mi dimetterà da direttore di questo tg“.

All’interno dello scontro social tra Enrico Mentana e Beppe Grillo, si inserisce in maniera molto netta anche il sindaco di Parma, primo sospeso eccellente dal Movimento 5 Stelle e assai critico nei confronti della base grillina fin quasi subito dopo la sua elezione e i primi guai giudiziari. Pizzarotti, intervenendo tra l’altro proprio su La7 (al programma Omnibus, questa mattina) ha criticato notevolmente la tendenza M5s contro media e tg, per cui tra l’altro è nato lo scontro con Mentana. «E’ una distrazione di massa, ci sarebbero altri problemi molto più impellenti. Se noi guardiamo il contesto il blog di Grillo è il primo che distorce le notizie. Spesso le notizie in generale sono distorte in Italia magari per coprire il potente di turno. La frase di Grillo di ieri è grave, il pensiero di avere una giuria popolare è assurda e forse preoccupante – Non so dove si vuole andare, se si vuole andare a governare o tenere alto il consenso».

Arriva un’ennesima puntata, forse l’ultima, nello scontro tra Enrico Mentana e Beppe Grillo, nato tutto dopo le esternazioni del leader M5s sulla necessità di una giuria popolare che possa intervenire per evitare le fandonie e le bufale immesse online e e su tutti i media, nessuno escluso (anzi, a bene vedere un media non viene toccato, ovvero il Fatto Quotidiano che non compare nell’immagine del post di Beppe Grillo…). Ieri sera al tg delle 20 su La/, il direttore Mentana aveva annunciato in pubblico l’intenzione di querelare il Garante Cinque Stelle, ovvero proprio Grillo, per le esternazioni sulle falsità del media. Oggi arriva il dietrofront che suona come una pallida scusa da parte del Movimento 5 Stelle che sul blog «Ieri Mentana si è risentito per il fatto che il logo del suo Tg fosse presente nell’immagine del post che denunciava le bufale dei media italiani. Non se la prenda direttore, è stato fatto per “par condicio” per non far sfigurare troppo i suoi colleghi. E inoltre si trattava di una denuncia politica per criticare il sistema mediatico nel suo complesso. Le auguriamo di continuare a fare informazione che sia rispettosa della verità e dei cittadini ancora a lungo». Quasi immediatamente replica anche Mentana che per prima cosa ritira la querela, sempre con un post su Facebook: «So che gli amanti del sangue social vorrebbero che lo scontro andasse avanti fino alle estreme conseguenze, e del resto su Twitter sta proseguendo nei miei confronti il trattamento che potrete verificare, da parte di tanti pasdaran che forse non aspettavano altro. Ma la rettifica (chiamiamola così) del m5s fa obiettivamente venir meno gli estremi per un passo giudiziario. Mi sono mosso per difendere la reputazione del tg che dirigo da un’accusa grossolana e infamante per qualunque testata, e sicuramente del tutto fuori luogo per il Tgla7. Non me ne frega niente di “fare il fenomeno”. Il mio campo è quello della libera e corretta informazione, non quello delle gare tra forzuti della politica o del web. Anche in queste 24 ore ho avuto a cuore che le notizie politiche del mio tg fossero sine ira et studio nei confronti di tutti, come è sempre stato. So che si scriverà che Grillo ha avuto paura della querela, che io ho avuto paura di perdere i telespettatori grillini, etc. Chissene, per quel che mi riguarda».

Nello scontro tra Enrico Mentana e Beppe Grillo l’ultimo atto va al direttore che nel post social in cui annuncia il ritiro della querela torna con un ultimo giudizio sull’intera vicenda di queste ultime 48 ore, ovvero sulla “proposta” grillina di istituire una giura popolare che funga da agente di garanzia nazionale. «Fuori dalla querelle legale resta un giudizio da parte mia duramente critico per l’idea delle giurie popolari: ai più ilari ricordano il festival di Sanremo, ai più preoccupati la Cina della Rivoluzione Culturale. Per me è solo un’idea sballata, concettualmente e fattualmente: anche il m5s ha scelto uomini suoi, e non, quando si è trattato di indicare la guida della commissione parlamentare di vigilanza o un consigliere di amministrazione Rai, seguendo criteri di competenza. Nessuno ha diritto a essere legibus solutus, ma gli organismi di garanzia non possono mai essere tribunali del popolo». Tutto era nato dopo le parole molto dure dette da Grillo nei confronti dei media, dei giornali e delle tv, con in post ce ritraeva anche il logo del Tg La7: in risposta ieri, addirittura in apertura del Tg, Mentana affermava: «Le accuse di Beppe Grillo ci toccano direttamente perché c’è anche il logo del Tg di La7″ tra quelli riportati dall’immagine pubblicata sul blog M5S in corrispondenza del post intitolato ‘Una giuria popolare per le balle dei media. E’ un’offesa al nostro lavoro. Abbiamo quindi deciso di querelare per diffamazione il garante cioè Beppe Grillo». Il fondatore aveva infatti denunciato in un post come tutti i giornali e i giornalisti sian i primi diffusori di notizie false nel Paese, «con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene», proponendo una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. (Niccolò Magnani)

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