DALLA CINA/ Lao Xi: il gioco Renzi-Visco prepara il ritorno di Berlusconi

- Lao Xi

Non è necessario sapere come finirà il match Renzi-Visco: la morale è che l’Italia ha bisogno di essere imbrigliata dalla Ue quanto prima. Draghi è avvertito. Dalla Cina, LAO XI

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Matteo Renzi (LaPresse)

A pochi giorni dalle elezioni regionali in Sicilia i giornali italiani sembrano essersi dimenticati che quei risultati potrebbero scuotere anche tanti fragili equilibri del governo del Pd a Roma perché semplicemente il Pd ha deciso di scuotersi già da solo.

Il capo del partito Matteo Renzi ha sfiduciato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco senza che il capo del governo (sempre Pd) Paolo Gentiloni fosse in linea con questo.

Si tratta di un complotto di Renzi contro Gentiloni, in cui Renzi tira le redini al premier dicendogli: comando io? Oppure è il premier che alza la testa e dice al capo del partito: al governo sono io? Oppure è il ritorno alla solita confusione italiana? O ancora: è una trovata pubblicitaria, così il Pd monopolizza governo e opposizione e scaccia via dall’informazione tutti gli altri?

In ogni caso la vicenda è incomprensibile, perché dalla Cina parrebbe che una storia così avrebbe potuto risolversi con una telefonata o dieci minuti a quattr’occhi: Renzi e Gentiloni si mettono d’accordo se confermare o meno Visco, qualunque siano i motivi.

Dall’estero il fatto che non sia andata così prova una volta di più che l’Italia è inaffidabile, Renzi pare una scheggia impazzita e la sfiducia di Visco forse allunga anche un’ombra sull’attuale capo della Bce Mario Draghi. Visco infatti è di fatto solo un “vice” delle decisioni di Francoforte e in più Draghi aveva preceduto Visco in Banca d’Italia.

Dunque potrebbe essere un messaggio trasversale a Draghi e all’Europa, ovvero: non pressarci troppo sui conti delle banche se no diciamo che è anche colpa tua che non hai sorvegliato a dovere? Il tutto poi si arrovella ulteriormente, perché i Visco o i Draghi che avrebbero peccato di trascuratezza nella sorveglianza, se hanno chiuso un occhio sulle pecche lo hanno fatto perché pregati e sottoposti a pressione.

In questo nessuno finora ha preso le difese di Visco, eletto a capro espiatorio ideale dalla risacca demagogica e populista.

Di chi sia la colpa personale di questo imbroglio è impossibile a dirsi nel marasma italiano, ma che sia un imbroglio folle è certo. Ragionevolmente quindi, gli altri stati europei cosa dovrebbero fare con l’Italia? La camicia di forza è l’unica ipotesi, per non fare male a se stessi e agli altri.

Ma nella follia italiana, giocando così, Renzi vince o perde? Certo non è più un leader responsabile, ma — come diceva Antonio Polito — ormai è una rincorsa totale al populismo che lascia Berlusconi come l’unico leader con la testa sulle spalle, e questo potrebbe trovare una prima conferma a giorni in Sicilia.

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