PIETRO GRASSO SI È DIMESSO/ Il presidente del Senato lascia il Pd: Prestipino lo insulta, i dem si scusano

Pietro Grasso, presidente del Senato, ha deciso di lasciare il Partito Democratico ed entra nel Gruppo misto: i motivi della decisione e le parole di Zanda

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Elezioni 2018, Pietro Grasso (LaPresse)

Una decisione sofferta: così Pietro Grasso ha commentato l’addio al Pd dopo l’approvazione della legge elettorale. Il presidente del Senato ha spiegato che non poteva accettare quella «sorta di violenza», riferendosi al ricorso di fiducia che ha impedito ai senatori di intervenire sul testo approvato dalla Camera. «Non mi riconosco più nel partito in cui ero entrato, non ne condivido più né il metodo e né il merito», ha spiegato Grasso, come riportato dall’AdnKronos. Le dimissioni di Pietro Grasso hanno suscitato la dura reazione di Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Pd e responsabile del dipartimento del partito per la difesa degli animali. Su Facebook e Twitter ha insultato il presidente del Senato, insinuando che dietro il suo abbandono ci siano non meglio precisate ragioni economiche: «Il grosso #Grasso divorzio dal @pdnetwork Un film già visto. Come Prendi i soldi e scappa». Emanuele Fiano, responsabile nazionale PD con delega alle Riforme, le ha chiesto di specificare di parlare a titolo personale, senza però commentare le insinuazioni. (agg. di Silvana Palazzo)

IL PRESIDENTE DEL SENATO LASCIA IL PD

Mossa a sorpresa di Pietro Grasso. Il presidente del Senato ha annunciato di lasciare il gruppo del Partito Democratico a Palazzo Madama e di entrare a fare parte del Gruppo misto. La decisione è arrivata oggi, 26 ottobre 2017, giorno in cui il Senato ha approvato la nuova legge elettorale, il Rosatellum bis, sulla quale il governo guidato da Paolo Gentiloni ha posto cinque questioni di fiducia. Pietro Grasso, ex magistrato e presidente della Camera dall’inizio della legislatura, nelle ultime settimane si è impegnato in prima persona per evitare che il Governo ponesse la questione di fiducia, dopo alla Camera, anche al Senato. La votazione odierna ha visto momenti di alta tensione, con Vito Crimi, senatore del Movimento Cinque Stelle, che ha chiesto a Pietro Grasso di dimettersi per bloccare la riforma elettorale. “Dimettiti se hai la schiena dritta, non diventare complice di questo scempio” le parole del senatore grillino, con la risposta di Grasso che non è tardata ad arrivare: “Quali che siano le mie decisioni personali e le mie intime motivazioni posso dire che può essere più duro resistere che abbandonare con una fuga vigliacca”, riporta Repubblica.

PD: “DECISIONE INASPETTATA”

“Peccato”, il primo commento di Luca Zanda, capogruppo del Partito Democratico al Senato. Continua il senatore ai microfoni del Corriere della Sera: “Il Presidente Grasso mi ha comunicato per telefono la decisione di dimettersi dal gruppo poco prima di renderla nota. Per me è stata una notizia inaspettata e in nessun modo prevedibile”. Una decisione inaspettata dunque quella di Pietro Grasso secondo l’esponente del Pd, che continua: “Le sue dimissioni vengono dopo una lunga collaborazione. Qualche mese fa anche io avevo insistito con Pietro Grasso perché si candidasse alla Presidenza della regione Sicilia. La settimana scorsa gli avevo chiesto a nome del partito di candidarsi in un collegio da lui scelto alle prossime elezioni politiche. Mi ha detto che doveva pensarci, ma non ho mai avuto l’impressione di una sua distanza dal Pd”. Una separazione avvenuta di fatto, con Zanda che ha sottolineato: “Mi ha fatto piacere che Pietro Grasso mi abbia detto che i nostri buoni rapporti personali continueranno ad essere tali”.

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