SONDAGGI ELETTORALI POLITICI/ Tecnè, sicurezza: fiducia Minniti, centrodestra più del Pd

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici elettorali, ultime notizie di oggi 12 novembre 2017: intenzioni di voto, chi sarà il prossimo premier dopo i risultati in Sicilia? Renzi ko, Di Maio in testa

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Matteo Renzi e Luigi Di Maio (Lapresse)

TECNÈ, CENTRODESTRA PUNTA TUTTO SULLA SICUREZZA

È il fulcro dell’accordo tra Berlusconi, Salvini e Meloni: la sicurezza, l’allarme terrorismo e il pericolo attentati, con i sondaggi di Tecnè che hanno provato ad indagare per aree politiche cosa ne pensano i diretti elettori in Primavera dovranno scegliere il prossimo Governo. Ebbene, per chi ritiene che gli apparati di sicurezza attuali sono molto efficienti, gli elettori di Pd e Ap insieme la pensano così nel 41% dei casi, paradossalmente molto meno delle forze di opposizione Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia che si fidano più dell’operato del Ministro Minniti rispetto ai suoi colleghi della stessa parte politica (56%), M5s fiducia scarsa, al 32%, idem come per l’area di Sinistra extra Pd (al 33%). Sul fronte rischio attentati, il 71% degli intervistati di Pd-Ap la vedono come problema, l’82% della coalizione di centrodestra, il 67% per i grillini e il 68% di Si, Cp e Mdp. Da ultimo, la pericolosità del terrorismo come seria minaccia all’Italia e all’Europa intera viene ovviamente accolta come problema serio e principale per quasi tutte le forze politiche (86% dem, 91% centrodestra, 90% M5s), meno che per il popolo della sinistra che solo per il 67% lo vede come un problema. 

IPSOS, CROLLA IL PD

I sondaggi politici hanno subito una chiara sterzata dopo le elezioni Regionali Sicilia 2017. Ne è una conferma l’ultima elaborazione Ipsos pubblicata su Il Corriere della Sera, in cui si assiste ad un vero e proprio crollo del Pd, sprofondato sotto la soglia psicologica del 25% di bersaniana memoria. Il partito di Mattero Renzi viene dato attualmente al 24,3% con la vittoria alle prossime Politiche di primavera che attualmente resta un miraggio. Guadagna l’1,8%, rispetto a due settimane fa, il M5s, uscito rincuorato dall’ottima prova del candidato Giancarlo Cancelleri. Chi vola letteralmente, però, è lo schieramento di centrodestra: se Forza Italia è stabile al 16,1%, la Lega conquista uno 0,1% che consente a Berlusconi e Salvini di arrivare al 29,4% e di scavalcare proprio i grillini (29,3%). Il tutto senza l’apporto di Giorgia Meloni, che passa dal 4,5% al 5,1% e riafferma ancora na volta la sua centralità per la coalizione. (agg. di Dario D’Angelo)

INDEX, FUTURO PREMIER DOPO LA SICILIA

Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini: dopo le elezioni in Sicilia, i sondaggi prodotti da Index provano a testare chi potrebbe davvero diventare il nuovo premier nelle prossime Nazionali 2018. Ecco, la risposta è immediata: nessuno di questi. Secondo il 25% degli elettori intervistati infatti un personaggio nuovo, un cosiddetto Mister X sarebbe il candidato ideale, con la politica che dunque dovrebbe andare a pescare un volto nuovo per provare a convincere per davvero il partito dell’astensione che come si è dimostrato in Sicilia è ancora il più numeroso in Italia. Di Maio al 20%, Gentiloni al 17%, Salvini al 10%, Renzi addirittura al 10% (che abbia allora davvero “ragione” Di Maio a non considerarlo più il candidato premier del Pd?) e Berlusconi al 1%, i minimi storici dei minimi storici, dimostrano come gli intervistati abbiano ben poca fiducia nell’attuale classe politica. La vera domanda è se la politica potrà/vorrà partorire un nuovo nome e un nuovo progetto in cosi pochi mesi che ci distanziano alle Elezioni Politiche.

SONDAGGI PIEPOLI, TOP FIVE MINISTRI: CULTURA E TRASPORTI AL TOP

Passata la “sbornia” delle elezioni siciliane, tornano i sondaggi “consueti” che vanno ad analizzare l’attualità politica e la tenuta del Governo ormai uscente: interessante anche in ottica di “riposizionamento” in vista delle prossime elezioni, il dato che arriva dai sondaggi Piepoli sulla fiducia dei ministri del Governo Gentiloni. In particolare si scopre che la Top Five di ottobre-novembre conferma al primo posto il saldo Franceschini (Cultura e Turismo) con il 53% del consenso, la salita di Graziano Delrio (Trasporti) al 51% e la discesa di Pier Carlo Padoan (Economia) al 49%; in mezzo troviamo una buona tenuta di Marco Minniti (Interno) che sale al 50% e si conferma tra i possibili leader anche del prossimo futuro nel centrosinistra (specie se ci saranno le Larghe Intese dopo le elezioni). Poi al 49% troviamo anche Martina (Agricoltura) che chiude davanti a Padoan e Roberta Pinotti, al 44% per un competente ministro della Difesa.

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