DALLA CINA/ Lao Xi: la trappola di Scalfari, stare con Berlusconi per far vincere Grillo

- Lao Xi

Dopo l’endorsement di Eugenio Scalfari a Berlusconi, niente è come sembra. E tutto potrebbe cambiare. A favore di Grillo e dei suoi. Lo si vede bene dalla Cina. LAO XI

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Eugenio Scalfari (LaPresse)

Nei giorni scorsi il più autorevole giornalista italiano, Eugenio Scalfari, ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e dopo decenni di polemiche infuocate, si è espresso a favore del suo nemico di sempre, Silvio Berlusconi. Scalfari argomenta, con attenzione e prudenza, che fra Berlusconi e Grillo sceglierebbe Berlusconi perché Grillo è il grande male.

Sono idee ragionevoli, e dalla Cina forse gli potremmo dare anche noi ragione, ma il problema vero è: così la penseranno anche gli italiani e gli stranieri?

Uno dei principi della logica politica cinese insegna che esiste una profonda differenza strutturale fra mo (la punta più alta dell’albero di pino), ben (il corpo del tronco) e gen (le radici). La punta si muove e si scuote al primo soffio di vento ma perché il tronco senta e soffra il vento deve esserci una tempesta. Perché le radici si alzino ci deve essere un ciclone.

Il sensibile Scalfari sente minaccia di populismo, perfino ritorno al fascismo nel Movimento 5 Stelle e quindi dice: come con il fascismo bisogna allearsi con tutti perché Grillo rischia di distruggere tutto.

Ma proprio questo ragionamento forse è quello che indurrebbe milioni di italiani ad astenersi dal voto (siamo già sotto il 50 per cento come si è visto alle elezioni siciliane) o a scegliere Grillo. Infatti per decenni ormai si è raccontato agli italiani e al mondo che Berlusconi è il male assoluto. Non è facile oggi dire che c’è un male anche peggiore… E perché poi? Chi lo dice? Degli intellettuali sensibili ora sentono odore di bruciato? E se si sbagliano? Del resto ammettono oggi di essersi sbagliati nel demonizzare Berlusconi perché Grillo è peggio.

Cioè non è facile muovere il tronco dell’albero (ben) anche se la punta del pino (mo) sente con chiarezza l’arrivo del vento. Sarà solo una brezza passeggera o arriverà davvero l’uragano? Nessuno lo sa con certezza.

Inoltre la questione interna è ben saldata a profondi dubbi esterni, e qui sarebbe il gen, la radice del problema. 

Berlusconi era sospettato di avere fatto affari con Gheddafi in Libia e con Putin in Russia mettendo a rischio la sicurezza dell’alleanza atlantica. Questa è stata una base forte poi per dare credito alle polemiche interne italiane contro di lui. Ci sono sospetti che pur senza Gheddafi, i suoi affari e contatti con Putin siano continuati. Forse qualcuno oltre Atlantico ha anche ben più che sospetti. Quindi se la scelta è tra Grillo, uomo nuovo con relazioni sì ma superficiali (almeno finora) coi russi e Berlusconi uomo di Putin (secondo alcuni potenti), all’estero potrebbero scegliere Grillo.

Cioè lo sdoganamento conclamato di Berlusconi nel modo in cui sta avvenendo potrebbe aiutare l’ascesa di Grillo, e in questo caso del suo pupazzo (vogliamo dire alter ego?) Luigi Di Maio. Esso riapre in Italia e all’estero il capitolo mai chiuso — ma solo messo in congelatore — dell’antiberlusconismo. 

In più oggi questo argomento avrebbe anche un altro elemento a suo favore. Gli M5s sono una forza antisistema; ma che la personalità di punta della sinistra, Scalfari, sdogani addirittura Berlusconi, prova che gli M5s sono la vera rivoluzione.

Dopo le tante prove in cui sono stati bocciati o si aggirano a malapena sull’insufficienza è quindi possibile che i 5 Stelle non raccolgano tonnellate di consensi. Ma i grillini non sono neppure l’anticristo, almeno per ora. Né vale più tanto l’argomento, come abbiamo scritto, che gli M5s non sanno governare, perché ormai la Ue si prepara a mettere in sicurezza l’Italia.

Quindi l’alternativa “tutti contro Grillo”, compreso Berlusconi, potrebbe essere più che sufficiente a far crescere le astensioni, e allora gli unici che andrebbero a votare sono i duri e puri, cioè i grillini fedeli.

 Se così stessero le cose, il ritorno di Berlusconi alla politica potrebbe trasformarsi nel più grave danno per Berlusconi medesimo e per tutti quelli che si oppongono a Grillo.

Del resto, il fatto che Scalfari sdogani Berlusconi dimostra che il fondatore di Repubblica a sinistra non vede nessuno in grado di ergersi contro M5s. E’ la bocciatura di Renzi e di ogni altro che gli si opponga. Forse Scalfari si sbaglia, ma forse non è insignificante che la bocciatura venga dall’uomo che è stato per oltre 20 anni il papa della sinistra italiana, e ciò d’altro canto testimonierebbe il ruolo cruciale che Berlusconi oggettivamente potrebbe avere in Italia.

Così come non si possono buttare a mare gli M5s con Di Maio. Il movimento di Grillo è oltre e di più del giovane Di Maio. E forse anche di questo bisognerebbe ragionare.

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