DIETRO LE QUINTE/ Leopolda 8, lo show nasconde la fine di un ciclo

- Mara Maldo

Alla Stazione Leopolda di Firenze c’è la convention omonima. Tavoli tematici, Renzi mattatore, via i vecchi, tempo di millennials. Ma la rottamazione è fallita. MARA MALDO

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Maria Elena Boschi con Luca Lotti (LaPresse)

Leopolda 8. Praticamente un sequel. Come “La Piovra 8”. 

Il cerchio magico cerca di perpetuarsi. Sfilano mesti e aggressivi insieme Lotti e Richetti, Boschi e Giachetti, Bonifazi e Malpezzi. Parola d’ordine: va tutto bene. “Guardate quanta gente, quanti giornalisti, quanti comunicati di agenzie…”.

Quanto potere. La piovra 8. La Leopolda 8. La fine di un ciclo. E sullo sfondo gli sgambetti a Gentiloni, il braccio di ferro con Mattarella, le snervanti riunioni con Casini, insabbiatore provetto dei guai bancari di Matteo, con sempre più pretese e sempre meno voti. E poi il grande incubo del ritorno di Berlusconi. L’umiliazione subita da Di Maio che non gli riconosce lo status di leadership.

Ma a cosa serve oggi la Leopolda? Cosa ne è della stagione della Rottamazione? Dopo i magnifici mille giorni ci apprestiamo a vedere eletti in parlamento Fassino, Bersani, D’Alema, Ciriaco De Mita, i giovani Casini e Franceschini (130 anni in due) e forse l’ancora più giovane Silvio Berlusconi. Tutta qui la Rottamazione di Matteo Renzi? 

E intanto sono stati rottamati i conti pubblici, la costituzione materiale del paese oggi dominata dalle “fake news”, la fiducia tra le istituzioni dissolta all’insegna dello “stai sereno” con cui era stato liquidato Enrico Letta.

La Leopolda 8. Come la Piovra 8. Titoli di coda.

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