Vescovo non benedice la sede del Pd/ Video, Fioroni furioso: “una cosa mai vista, non finisce qui”

- Silvana Palazzo

Viterbo: vescovo si rifiuta di benedire sede Pd, lo sostituisce l’onorevole Fioroni. “Ma non finisce qui”, assicura il parlamentare, che ha criticato la scelta di monsignor Fumagalli

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Giuseppe Fioroni

Le sedi dei partiti non vanno benedette: è bufera a Viterbo per il divieto posto dal vescovo Lino Fumagalli. Quest’ultimo si è opposto alla benedizione della sede cittadina del Pd, scatenando la dura reazione dell’onorevole Giuseppe Fioroni. “Mai successo in trent’anni! Un gesto che contraddice tutti gli inviti del Papa ai cattolici a impegnarsi in politica”, ha commentato l’ex Dc. Alla piccola cerimonia organizzata erano presenti tutti i dirigenti cittadini. Attendevano il parroco, che non arriva. Poi viene fuori che due sacerdoti hanno declinato l’invito, spiegando che non potevano fare altrimenti a causa della precisa disposizione del vescovo, il quale vieta le benedizioni durante le occasioni pubbliche, limitandole a quelle private. “Non mi era mai successo. Non era mai successo nella diocesi”, sbotta l’onorevole Fioroni, secondo cui la forma privata viene usata solo in casi molto limitati, se c’è un problema, “com’è avvenuto di recente per la benedizione di Totò Riina. Non siamo più al non expedit”.

VITERBO, VESCOVO NON BENEDICE SEDE PD: LE POLEMICHE

Una benedizione che non s’ha da fare. In sintesi, è andata così a Viterbo, dove tiene banco il caso della mancata benedizione alla sede cittadina del Partito democratico. Rifiutare l’invito è un diritto del presule, perché non ha questo obbligo, ma d’altra parte per l’onorevole Giuseppe Fioroni, si tratta di un gesto comunque grave. “Ogni volta che si inaugura un luogo pubblico, una scuola, un banca, un ufficio, c’è la benedizione”, dichiara, come riportato da Repubblica. C’è poi un video pubblicato da Tusciaweb nel quale l’onorevole Fioroni lascia intendere senza giri di parole che la questione non è affatto chiusa e che anzi intende approfondirla ulteriormente: “Voi capite che questa cosa non finirà qui”. Insomma, non l’ha presa affatto bene il parlamentare, che alla fine si è dovuto sostituire al monsignore per leggere la formula religiosa di rito. Alla fine è stato lui a dare la benedizione alla sede di Viterbo del Pd.



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