ZETA ZERO ALFA/ “Quando misero me, di Casapound, in cella con gli jihadisti di Al Qaeda…”

- Niccolò Magnani

Gianluca Iannone, leader degli ZetaZeroAlfa e membro di CasaPound: “quando mi misero in cella con gli jihadisti di Al Qaeda”. Confessioni e slogan del neofascismo

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Ultime notizie: Gianluca Iannone, leader di CasaPound - La Presse

È tra i fondatori di CasaPound ed è anche il leader degli ZetaZeroAlfa: Gianluca Iannone rappresenta uno dei simboli del neofascismo in Italia ed è tra i principali esponenti che ogni qual volta emergono fatti poco piacevoli nel mondo dell’ultradestra ci mette la faccia con dichiarazioni spesso al vetriolo e la convinta fede neofascista ribadita anche in una recente intervista a Libero. «Il fascismo è stato un grande padre, severo e giusto. E responsabilizzante. Mussolini era troppo buono, ha dato una seconda chance a gente che non lo meritava. Per esempio a Badoglio, che poi lo tradì…Noi ai tempi del Duce non c’eravamo, non possiamo provarne nostalgia. Siamo fascisti perchè siamo convinti che avesse ragione lui ma siamo giovani. Nessuna nostalgia, lavoriamo al futuro», ecco giusto per far capire il personaggio. Intervistato da “Il Giornale Off”, torna però a parlare Iannone in un momento in cui CasaPound, dopo i gravi fatti di Ostia, è ancora una volta nell’occhio del ciclone: «Tutti ne parlano, è vero, ma nella maggior parte dei casi ne parlano per “esorcizzarci” o per diffamarci, senza contraddittorio, con una punto di vista assolutamente unilaterale. Senza voler capire veramente quello che siamo, quello che facciamo e in che modo», spiega il leader di ZetaZeroAlfa e tra i principali esponenti di CasaPound. Iannone tiene a precisare però che il CasaPound e i neofascisti non sono quel “male” cui vengono dipinti da tutti i media italiani: «Si parla poco del fatto che abbiamo un nostro Nucleo di protezione civile ufficialmente riconosciuto, la Salamandra, costituito da volontari e con il quale siamo sempre in prima linea. Ad Amatrice, dove abbiamo partecipato alle operazioni di salvataggio tirando fuori dalle macerie due persone. Siamo stati anche ad Arquata per  consegnare farmaci e a dare supporto medico alla popolazione, portiamo cibo, coperte e tutto ciò che è necessario».

QUELLA VOLTA IN CARCERE CON AL QAEDA….

Iannone rivendica la difesa degli italiani, da autentico “sovranista” qual’è e quale non nasconde anche in altre interviste passate: «Noi siamo per la difesa degli italiani. Gli immigrati sono funzionali ad arricchire le multinazionali e chi è già ricco, visto che accettano salari che gli italiani non accettano. Attenzione, ho detto salari, non lavori…Ma il sistema va in cortocircuito perchè gli immigrati non sono come la sinistra se li aspetta. Non sono addomesticabili». Giuseppe Iannone che con i suoi ZetaZeroAlfa durante alcuni raduni-concerti dà il via a grandi risse di gruppo “controllate” tra gli stessi membri, rivendica il grande successo musicale e non solo: «la stessa CasaPound ha origine proprio dall’esperienza aggregativa della band, nasce sulle note di ZetaZeroAlfa, attorno alla quale si è creato nel tempo un movimento di uomini liberi e di idee forti, unito dalla passione comune e dagli stessi ideali». Ideali fascisti, questo resta il problema e per il quale lo stesso Iannone è anche finito in carcere: «Potrei definire veramente OFF le tre notti passate nel carcere di massima sicurezza a Sulmona nel 2001, per una rissa con dei contestatori dopo la nostra esibizione. Nello stesso carcere erano erano rinchiusi esponenti di Al Qaeda e della Sacra Corona Unita! Da questa esperienza abbiamo anche tratto un brano, contenuto nel disco Fronte dell’essere: Sulmona breakfast».

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